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Sanremo 2026, Cosa è Successo tra Grignani e la Pausini?

Alla quarta serata di Sanremo 2026, Grignani lancia una frecciata sarcastica a Pausini dal palco dell’Ariston dopo mesi di disputa legale sulla cover di La mia storia tra le dita.

La quarta serata del Festival di Sanremo 2026, quella tradizionalmente dedicata alle cover e ai duetti, ha offerto al pubblico dell’Ariston e ai telespettatori di Rai Uno uno dei momenti più commentati dell’intera kermesse: la stoccata pubblica che Gianluca Grignani ha lanciato, con puntuale sarcasmo, nei confronti di Laura Pausini, co-conduttrice della serata. Un episodio che non è nato dal nulla, ma è il prodotto di una disputa artistica e legale che affonda le radici nell’estate del 2025.

La battuta dal palco

Al termine della sua esibizione con il rapper napoletano Luché, con cui ha reinterpretato il brano Falco a metà, Grignani si è visto consegnare da Carlo Conti il tradizionale mazzo di fiori. A differenza di quanto avvenuto con gli altri artisti, però, Pausini non era presente al suo fianco sul palco per porgere il bouquet, lasciando il momento esclusivamente nelle mani del conduttore e direttore artistico. Grignani non ha esitato a cogliere l’occasione, rivolgendosi direttamente alla platea con una battuta dal tono volutamente ironico: “C’è anche il numero di Laura Pausini dentro? Così almeno la posso chiamare”. Carlo Conti, con la consueta misura, ha risposto con un sorriso senza alimentare il caso, guidando rapidamente la serata verso il momento successivo. Tuttavia, il commento era già sufficiente a innescare una reazione immediata sui social network, dove il nome dei due artisti ha dominato i trending topic della serata.

L’origine della disputa

La tensione tra i due risale all’estate del 2025, quando Laura Pausini ha annunciato l’inserimento del brano La mia storia tra le dita nel suo album di cover Io Canto 2, pubblicato nel febbraio 2026. Grignani è l’autore di quella canzone, scritta e portata al successo nel 1994, e ritiene di non essere stato adeguatamente consultato prima che la collega procedesse con la registrazione. In particolare, il cantautore brianzolo ha contestato due aspetti fondamentali: il fatto che alcune parti del testo siano state modificate, stravolgendone a suo giudizio il senso originario, e il fatto che il suo nome non fosse stato menzionato nei post pubblicati dallo staff di Pausini sui canali social. La cantante, dal canto suo, aveva risposto pubblicamente attraverso un post su Facebook già nel settembre 2025, dichiarando di aver ricevuto il benestare da Warner Chappell Music per le modifiche apportate alla versione italiana e alle declinazioni in spagnolo, portoghese e francese del brano. “Questa storia inizia a essere ridicola”, aveva commentato Pausini, lasciando trasparire una certa insofferenza per la polemica.

La diffida e il ricorso legale

Nonostante le dichiarazioni della cantante di Solarolo, Grignani non si è fermato alle parole. Il rocker di Muggiò ha fatto sapere di aver incaricato un legale di far valere i propri diritti, procedendo con una diffida formale nei confronti di Pausini e del suo entourage. Lo scorso novembre, l’editore della nuova versione del brano aveva dichiarato di aver trovato un accordo, definendo la controversia “risoluta positivamente” con gli autori Grignani e Massimo Luca. Una dichiarazione che, tuttavia, non sembra aver fugato del tutto le tensioni tra i due, come dimostrato dall’episodio del palco dell’Ariston. La questione tocca un nervo scoperto nel mondo della musica italiana: i diritti morali degli autori, che in Italia godono di una tutela peculiare rispetto ad altri ordinamenti europei e che includono, tra le altre prerogative, il diritto all’integrità dell’opera.

L’incontro mancato all’Ariston

Vi era grande attesa per un eventuale confronto pubblico tra i due artisti già nelle settimane precedenti il Festival, quando era stato confermato che Grignani avrebbe partecipato alla serata delle cover in veste di ospite di Luché. Secondo la scaletta ufficiale, era proprio Pausini a dover presentare l’artista e a consegnargli il mazzo di fiori al termine dell’esibizione, come da consuetudine per i co-conduttori della manifestazione. Quello che gli spettatori hanno effettivamente visto è stato invece un vistoso vuoto scenico: Pausini non era presente al fianco di Grignani nel momento rituale della consegna dei fiori, un’assenza che, volontaria o meno, ha alimentato ulteriormente le speculazioni sull’effettivo stato dei loro rapporti. Nel backstage, secondo alcune indiscrezioni circolate durante la serata, i due avrebbero comunque avuto modo di incrociarsi, ma senza che si registrasse alcun momento di riconciliazione visibile o dichiarata.

Una faida destinata a continuare

L’episodio di venerdì 27 febbraio ha confermato che tra Grignani e Pausini la questione è tutt’altro che chiusa. La stoccata dal palco dell’Ariston rappresenta l’ultimo capitolo di una vicenda che ha attraversato l’intera stagione musicale italiana, dalla pubblicazione dell’album Io Canto 2 fino alle polemiche estive e ai tentativi di mediazione autunnali. La serata delle cover ha così aggiunto un ulteriore elemento a una faida che, a giudicare dai toni, non sembra destinata a concludersi in tempi brevi, e che ha riportato al centro del dibattito pubblico il delicato tema della tutela del diritto d’autore nell’industria musicale italiana, in un’epoca in cui le cover e le reinterpretazioni sono strumenti sempre più utilizzati dagli artisti per raggiungere nuovi pubblici e rielaborare il patrimonio canoro del paese. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!