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Sole, Tempesta Geomagnetica G2 in arrivo sulla Terra: i rischi per le prossime ore

Il nostro pianeta si prepara ad attraversare una regione di interazione corotante (CIR): atteso un aumento del vento solare con possibili effetti geomagnetici tra il 17 e il 18 aprile.

Il 17 aprile la Terra è attesa all’attraversamento di una Co-rotating Interaction Region (CIR), una struttura del vento solare associata a un flusso veloce proveniente da un buco coronale. Secondo gli aggiornamenti dello Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA, l’interazione potrebbe favorire condizioni di tempesta geomagnetica fino a classe G2 (moderata) tra il 17 e il 18 aprile.

Le CIR si formano quando un flusso di vento solare ad alta velocità (High Speed Stream, HSS), tipicamente con velocità comprese tra 600 e 700 km/s, raggiunge e comprime un flusso più lento che lo precede (300–400 km/s). La rotazione del Sole fa sì che queste regioni assumano una configurazione a spirale nello spazio interplanetario, generando zone di compressione in cui densità e campo magnetico interplanetario aumentano sensibilmente.

È importante distinguere una CIR da una espulsione di massa coronale (CME). Le CME sono eventi impulsivi e spesso più energetici, legati a brillamenti o instabilità magnetiche, che proiettano grandi quantità di plasma verso lo spazio. Le CIR, invece, sono strutture ricorrenti e legate alla rotazione solare: in genere producono disturbi geomagnetici più graduali ma talvolta persistenti.

Le previsioni NOAA indicano un possibile incremento dell’indice planetario Kp fino a valori 5–6, corrispondenti rispettivamente a una tempesta G1 (minore) o G2 (moderata). L’arrivo del flusso veloce è atteso tra la tarda mattinata e il pomeriggio del 17 aprile (finestre iniziali stimate tra le 09:00 e le 15:00 UTC, cioè 11:00–17:00 ora italiana), con effetti che potrebbero protrarsi nelle 24 ore successive.

Dal punto di vista fisico, l’impatto di una CIR sulla magnetosfera terrestre dipende soprattutto dall’orientamento del campo magnetico interplanetario (componente Bz). Se orientato verso sud (Bz negativo), può favorire la riconnessione magnetica e quindi un trasferimento più efficiente di energia verso la magnetosfera, intensificando l’attività aurorale.

Gli effetti attesi, in caso di tempesta G1–G2, includono possibili fluttuazioni nelle reti elettriche ad alte latitudini, lievi disturbi nei sistemi satellitari e nel posizionamento GPS, oltre a interferenze radio in banda HF nelle regioni polari. Non si tratta di scenari estremi, ma di condizioni monitorate costantemente dai centri di space weather internazionali.

L’aspetto più spettacolare potrebbe essere l’intensificazione delle aurore polari, con ovali aurorali che potrebbero estendersi temporaneamente a latitudini leggermente più basse rispetto alla media. Come sempre, l’effettiva osservabilità dipenderà sia dall’intensità geomagnetica sia dalle condizioni meteorologiche locali.

Il fenomeno rientra nella normale dinamica del ciclo solare attuale e non rappresenta un evento eccezionale. I dati in tempo reale su velocità del vento solare, campo magnetico e indice Kp sono disponibili attraverso il portale ufficiale NOAA SWPC e le missioni NASA dedicate al monitoraggio dell’ambiente spaziale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!