La terza decade di aprile si aprirà con un deciso cambio di configurazione barica sull’Europa. L’anticiclone che ha garantito condizioni più stabili nella prima parte del mese tenderà a migrare verso latitudini settentrionali, favorendo l’attivazione di scambi meridiani e l’affondo di aria più fredda di matrice nord-orientale verso il bacino centrale del Mediterraneo.
Dal punto di vista sinottico si profila una saccatura in discesa dall’Europa centro-orientale, collegata a un ramo del vortice polare ancora attivo alle alte latitudini. Questo affondo freddo, scivolando lungo il bordo orientale dell’anticiclone, determinerà la formazione di una circolazione depressionaria a ridosso dell’Italia, con maggior coinvolgimento delle regioni settentrionali e del versante adriatico.
Domenica 19 e lunedì 20 aprile: l’ingresso dell’aria più fredda in quota favorirà lo sviluppo di rovesci e temporali sulla Valpadana, in estensione dal Triveneto alla Lombardia e localmente all’Emilia. Sul Centro, specie tra Marche, Abruzzo e Molise, l’instabilità tenderà ad aumentare entro fine giornata. Le temperature inizieranno a diminuire, con valori che si porteranno in linea o leggermente sotto la media.
Martedì 21 aprile: la saccatura si approfondirà ulteriormente verso il medio Adriatico. Attese precipitazioni più diffuse tra Nord-Est, regioni adriatiche centrali e zone interne appenniniche. Non si esclude neve sulle Alpi orientali oltre i 1400-1600 metri, localmente più in basso in caso di rovesci intensi. Venti in rinforzo da nord-est, con Bora sull’alto Adriatico e Grecale lungo il medio versante adriatico.
Mercoledì 22 e giovedì 23 aprile: la depressione potrebbe mantenersi a ridosso della Penisola, alimentando nuova instabilità soprattutto sul Centro-Sud e lungo il basso Adriatico. Le regioni tirreniche risulteranno più riparate, pur con variabilità irregolare. Temperature massime inferiori alle medie di 2-4°C al Nord e sul lato adriatico, con minime frizzanti nelle aree interne.
Nel dettaglio regionale, il Nord-Est e le regioni adriatiche saranno le più esposte ai fenomeni, mentre il Nord-Ovest potrebbe sperimentare fasi instabili alternate a schiarite. Al Sud, maggiore coinvolgimento di Puglia, Basilicata e Calabria ionica, con rovesci intermittenti e ventilazione sostenuta dai quadranti settentrionali.
Il quadro termico evidenzierà un ritorno a condizioni tardo-invernali in montagna: sulle Alpi la quota neve potrà oscillare tra 1300 e 1700 metri, mentre sull’Appennino centro-settentrionale eventuali fioccate si collocheranno mediamente oltre i 1600-1800 metri. In pianura non sono previste nevicate, ma il clima risulterà più fresco e ventoso.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
