È partito da Mascate, capitale dell’Oman, un primo volo charter con a bordo 127 cittadini italiani rimasti bloccati nella regione del Golfo a seguito della chiusura dello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti, determinata dall’escalation militare innescata dall’operazione congiunta condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran lo scorso 28 febbraio. A bordo del volo, organizzato con l’assistenza delle ambasciate italiane nella regione, si trovano sia connazionali che erano rimasti direttamente bloccati in Oman, sia cittadini trasferiti da Dubai a Mascate nel corso delle ultime ore proprio per facilitarne il rimpatrio.
La notizia è stata confermata dalla Farnesina, che ha reso noto come le ambasciate italiane negli Emirati Arabi Uniti e in Oman stessero lavorando senza sosta per agevolare il trasferimento via terra dei connazionali bloccati a Dubai verso Mascate, distante meno di 500 chilometri, da dove risultava possibile operare voli verso l’Europa. Il volo charter del 2 marzo rappresenta il primo risultato concreto di questo sforzo diplomatico e logistico, nell’ambito di una crisi che ha coinvolto migliaia di italiani sparsi tra Emirati Arabi, Qatar, Kuwait e altri Paesi del Golfo Persico.
La situazione si è aggravata dopo che i principali vettori internazionali — tra cui Emirates, Etihad, Lufthansa, Air France, British Airways e Turkish Airlines — hanno sospeso tutti i voli da e verso Dubai e altri scali della regione in seguito all’intensificarsi dei bombardamenti e alla chiusura dello spazio aereo decretata da diversi Paesi. Anche l’Agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione (EASA) aveva pubblicato un bollettino informativo raccomandando ai vettori di non operare nelle zone di conflitto, contribuendo a paralizzare ulteriormente il traffico aereo civile nell’area.
Secondo le stime di Assoviaggi Confesercenti, la crisi avrebbe messo a rischio circa 3.500 prenotazioni turistiche solo nel mese di marzo, con un impatto economico stimato in oltre 6,4 milioni di euro di mancati introiti per il settore del turismo organizzato italiano. La più grande interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni, come è stata definita da più parti, ha visto la cancellazione di oltre 5.000 voli in pochi giorni, con ripercussioni su decine di migliaia di passeggeri provenienti da tutto il mondo.
La Farnesina aveva istituito già nei giorni scorsi una Task Force Golfo, composta da una cinquantina di persone e operativa attraverso lo stesso numero dell’Unità di Crisi della Farnesina (06 36225), dotata di un centralino dedicato per smistare le centinaia di chiamate pervenute da connazionali bloccati o residenti nella zona interessata dai bombardamenti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva personalmente coordinato le operazioni, dichiarando che i lavori delle ambasciate negli Emirati e in Qatar avevano già consentito di trasferire dagli aeroporti agli alberghi tutti i passeggeri in attesa di poter rientrare.
Il rientro dei 127 passeggeri del volo charter da Mascate costituisce dunque il primo passo operativo di una operazione di rimpatrio che le autorità italiane intendono proseguire nelle prossime ore e nei prossimi giorni, con ulteriori voli previsti man mano che le ambasciate riusciranno a coordinare il trasferimento dei connazionali ancora bloccati negli Emirati verso i territori da cui sia possibile decollare in sicurezza verso l’Italia. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
