Nel contesto di una sicurezza europea in rapida evoluzione, l’Italia ha avviato un ambizioso e strutturato programma di rinnovamento e potenziamento del proprio sistema di difesa aerea e missilistica, articolato su più livelli di ingaggio, dalla minaccia ravvicinata dei droni fino ai missili balistici intercontinentali. Un’architettura stratificata, tecnologicamente avanzata e pienamente integrata negli standard NATO, che vede protagoniste le eccellenze dell’industria nazionale con Leonardo e MBDA Italia, affiancate da partner europei come MBDA Francia e Thales, nonché da fornitori internazionali come Rheinmetall.
Un approccio multilivello: dalla minaccia vicina a quella balistica
Il concetto operativo alla base del sistema di difesa aerea italiano è quello della difesa stratificata, o “layered defence” nel linguaggio NATO: ogni livello di minaccia viene affrontato con lo strumento più idoneo, in modo che i vari sistemi si integrino e si completino a vicenda, coprendo un continuum di distanze e quote che va da pochi chilometri fino ad alcune centinaia. Tale approccio risponde all’esigenza di fronteggiare uno spettro di minacce sempre più eterogeneo, che include velivoli tradizionali ad ala fissa e rotante, missili da crociera con traiettorie manovrate, droni di varie dimensioni e, soprattutto, missili balistici a corto, medio e lungo raggio. Come ha sottolineato la Difesa italiana, “la proliferazione di nuove minacce con i missili balistici e da crociera avanzati, spesso ipersonici o con traiettorie manovrate, o i droni che per la loro stessa caratteristica sono una minaccia subdola e a basso costo, rende indispensabile un significativo rafforzamento delle nostre capacità di difesa antimissile e antidrone”.
Il SAMP/T New Generation: il pilastro a medio-lungo raggio
Il sistema di punta della difesa aerea terrestre italiana è il SAMP/T New Generation (Surface-to-Air Missile Platform/Terrain), sviluppato nell’ambito di un programma avviato nel 2021 dal consorzio Eurosam, che riunisce MBDA Italia, MBDA Francia e Thales. Il 22 gennaio 2026, presso il Comando Artiglieria Controaerei (COMACA) di Sabaudia, la prima batteria del nuovo sistema è stata ufficialmente consegnata all’Esercito Italiano, segnando una pietra miliare nel processo di modernizzazione della componente controaerei della Forza Armata. Il SAMP/T NG rappresenta un salto qualitativo rispetto alla versione precedente grazie all’integrazione del nuovo missile Aster 30 Block 1 NT, capace di intercettare bersagli a distanze superiori ai 150 km, inclusi missili balistici in fase terminale e missili da crociera con traiettorie altamente manovrate.
Il cuore sensoriale del sistema è il radar Kronos Grand Mobile High Power di Leonardo, che garantisce la sorveglianza dello spazio aereo circostante con una portata di rilevamento superiore ai 350 km, gestendo simultaneamente oltre 1.000 bersagli e mantenendo la propria efficienza anche in presenza di intense contromisure elettroniche. Il sistema è caratterizzato da elevata mobilità tattica e può ingaggiare minacce a 360 gradi senza vincoli di settore, garantendo una protezione omnidirezionale tanto per le unità militari sul campo quanto per aree abitate e infrastrutture critiche. L’investimento complessivo previsto per il programma supera i 5 miliardi di euro fino al 2039, per un totale di 10 batterie da ripartire tra Esercito e Aeronautica Militare, ciascuna equipaggiata con 6 lanciatori e 24 missili pronti all’impiego.
Il sistema GRIFO: la difesa a corto raggio contro droni e minacce tattiche
Complementare al SAMP/T NG, il sistema GRIFO di MBDA Italia colma il segmento di difesa aerea a corto raggio (SHORAD, Short Range Air Defence), coprendo le minacce che per distanza o quota non rientrano nell’inviluppo operativo del sistema di medio-lungo raggio. Sviluppato a partire dal 2019, il GRIFO impiega il missile CAMM-ER (Common Anti-Air Modular Missile – Extended Range), che con una portata massima di circa 40 km e un lancio verticale a copertura di 360 gradi consente di ingaggiare efficacemente velivoli ad ala fissa, elicotteri, droni di varie categorie, missili antiradar e missili da crociera a bassa quota. Il CAMM-ER è dotato di un cercatore radar a radiofrequenza attivo, che garantisce capacità operative in qualsiasi condizione meteorologica e riduce la dipendenza dai radar di illuminazione dedicati, aumentando così la resilienza dell’intero sistema in scenari di guerra elettronica.
Anche il GRIFO è stato consegnato all’Esercito il 22 gennaio 2026, nella stessa cerimonia del SAMP/T NG a Sabaudia. Il sistema integra il radar X-TAR di Rheinmetall con il modulo di comando e controllo di Leonardo, garantendo piena interoperabilità con gli altri sistemi della difesa aerea nazionale e con le reti NATO. Grazie alla sua architettura modulare, il GRIFO può operare sia in modo autonomo sia in modo integrato con il SAMP/T NG, contribuendo alla costruzione di quella difesa multilivello che le Forze Armate italiane hanno indicato come obiettivo strategico prioritario.
SKYNEX: lo scudo contro droni a cortissimo raggio
All’estremità inferiore dello spettro di minacce si colloca il sistema SKYNEX di Rheinmetall, che l’Italia ha ricevuto nel dicembre 2025 come primo Paese NATO a schierare questa piattaforma. Lo SKYNEX opera nel segmento di difesa a cortissimo raggio (VSHORAD, Very Short Range Air Defence), con una specializzazione particolare nella neutralizzazione di micro e mini droni, la minaccia più insidiosa e capillare emersa dall’esperienza del conflitto in Ucraina, dove sciami di velivoli senza pilota a basso costo hanno dimostrato di saper colpire obiettivi ad alto valore con precisione devastante. Il sistema impiega cannoni automatici ad alta cadenza di fuoco abbinati a sofisticati sensori di rilevamento ottico ed elettronico, ed è progettato per operare anche in ambienti urbani densi, dove la protezione della popolazione civile e delle infrastrutture richiede sistemi d’arma a bassa probabilità di danno collaterale.
Il Michelangelo Dome: la cupola digitale del futuro
Al di sopra dei singoli sistemi d’arma si profila il progetto più ambizioso e visionario della difesa aerea italiana: il Michelangelo – The Security Dome, presentato ufficialmente da Leonardo a fine novembre 2025 e già oggetto di contratti operativi firmati con la Direzione Informatica Telematica e Tecnologie Avanzate (TELEDIFE) della Difesa. Non si tratta di un singolo sistema d’arma, bensì di una cupola digitale multi-dominio: un’architettura software avanzata, basata sull’intelligenza artificiale, concepita per integrare e coordinare in tempo reale sensori terrestri, navali, aerei e spaziali, piattaforme di cyber defence, centri di comando e controllo, batterie missilistiche e sistemi antidrone già in dotazione alle Forze Armate nazionali e degli alleati NATO.
Il cuore tecnologico del Michelangelo Dome è un software indipendente dalle piattaforme, pensato per essere interoperabile con i sistemi di ogni Paese alleato senza richiedere la sostituzione dell’arsenale esistente. Il 18 dicembre 2025, Leonardo ha siglato con TELEDIFE un contratto per lo sviluppo e la fornitura di quattro radar di nuova generazione destinati alla difesa balistica a lungo raggio, capaci di rilevare minacce fino a 3.000 km di distanza. I radar, denominati Ground Based Radar (GBR) e Mobile Long Range Radar (MLRR), si basano su una tecnologia completamente digitale AESA GaN (antenna a scansione elettronica attiva con componenti in Nitruro di Gallio), che garantisce elevatissima efficienza energetica, ampia portata e resistenza alle contromisure elettroniche. Il sistema utilizza l’intelligenza artificiale per filtrare il rumore dei dati radar, selezionare i bersagli prioritari, costruire una graduatoria dei rischi in tempo reale e supportare i comandanti nelle decisioni di ingaggio, riducendo i tempi di reazione che in scenari di attacco balistico si misurano in pochi secondi.
La roadmap del Michelangelo Dome prevede un’intensa fase di integrazione tra il 2026 e il 2027 con gli asset già disponibili alle Forze Armate italiane, seguita tra il 2028 e il 2029 dall’estensione a nuovi sistemi in via di sviluppo e dall’apertura completa a partner europei e alleati. Il programma è destinato a posizionare l’Italia come primo Paese europeo dotato di capacità nazionali nella difesa aerea e missilistica integrata contro le nuove minacce di lungo raggio, in un mercato della difesa aerea che nei prossimi dieci anni vale circa 200 miliardi di euro a livello europeo.
L’integrazione NATO e il ruolo dell’Aeronautica Militare
L’intera architettura di difesa aerea italiana opera in stretto coordinamento con la struttura di difesa aerea e missilistica dell’Alleanza Atlantica. L’Aeronautica Militare assicura la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, attraverso un sistema di difesa integrato che include sia la componente intercettori (Eurofighter Typhoon in missioni di Quick Reaction Alert) sia la componente missilistica terra-aria. L’Italia ha inoltre una lunga esperienza operativa nel campo della difesa missilistica in ambito alleato: una batteria SAMP/T italiana è stata schierata per anni a Kahramanmaraş, in Turchia, nell’ambito del sistema di difesa aerea integrata NATO, con il compito di neutralizzare missili balistici provenienti dalla Siria. Tale esperienza operativa ha contribuito significativamente allo sviluppo delle versioni successive del sistema e ha validato sul campo le capacità antibalistica dell’Aster 30.
Un sistema industriale sovrano
Uno degli elementi distintivi del programma italiano di difesa aerea è il forte radicamento industriale nazionale. Leonardo, con i suoi radar Kronos e i futuri sistemi del Michelangelo Dome, e MBDA Italia, con i missili Aster e CAMM-ER, rappresentano il nucleo di una filiera tecnologica sovrana che consente all’Italia di sviluppare, produrre e aggiornare autonomamente i propri sistemi d’arma, riducendo la dipendenza da fornitori esteri e valorizzando le competenze ingegneristiche nazionali. Questo posizionamento industriale strategico è tanto più rilevante in un contesto europeo in cui la domanda di sistemi di difesa aerea è cresciuta esponenzialmente a seguito del ritorno della guerra convenzionale sul continente, spingendo i governi a ridurre i tempi di acquisizione e ad aumentare gli investimenti nella protezione del territorio nazionale e delle infrastrutture critiche. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
