Le parole di Donald Trump riaccendono il dibattito sul ruolo e sul futuro dell’Alleanza Atlantica, con dichiarazioni affidate direttamente a Truth, il social network fondato dallo stesso ex presidente degli Stati Uniti. In un messaggio dai contenuti fortemente assertivi, Trump ha sostenuto che Washington non avrebbe più necessità del supporto della Nato, accusando gli alleati di non aver risposto alla chiamata americana in relazione a un’operazione militare contro l’Iran.
Secondo Trump, la maggior parte dei Paesi membri sarebbe stata informata ma avrebbe scelto di non essere coinvolta, pur condividendo la posizione statunitense sul rischio nucleare iraniano. Una scelta che l’ex presidente interpreta come l’ennesima dimostrazione di un rapporto squilibrato, in cui gli Stati Uniti garantiscono sicurezza collettiva senza ricevere un sostegno equivalente nei momenti critici.
Nel messaggio pubblicato su Truth, Trump rivendica inoltre risultati militari estremamente rilevanti, parlando di un sostanziale annientamento delle capacità difensive iraniane, dalla marina all’aeronautica, fino ai sistemi radar e di difesa antiaerea, oltre alla neutralizzazione della leadership militare. A fronte di questo scenario, sostiene, gli Stati Uniti sarebbero pienamente autosufficienti sul piano strategico e militare.
L’affondo non si limita alla Nato ma si estende anche ad altri storici alleati in Asia-Pacifico, come Giappone, Australia e Corea del Sud, indicati come partner non indispensabili in un contesto in cui gli Stati Uniti, definiti “di gran lunga il Paese più potente al mondo”, sarebbero in grado di agire autonomamente.
“Gli Stati Uniti sono stati informati dalla maggior parte dei nostri “alleati” della NATO che non vogliono essere coinvolti nella nostra operazione militare contro il regime terroristico dell’Iran, in Medio Oriente, nonostante il fatto che quasi tutti i Paesi fossero fortemente d’accordo con ciò che stiamo facendo e che all’Iran non possa in alcun modo, sotto nessun aspetto, essere consentito di avere un’arma nucleare. Non sono sorpreso dal loro comportamento, tuttavia, perché ho sempre considerato la NATO — per la quale spendiamo centinaia di miliardi di dollari ogni anno per proteggere questi stessi Paesi — come un rapporto a senso unico: noi li proteggeremo, ma loro non faranno nulla per noi, in particolare in un momento di bisogno. Fortunatamente, abbiamo decimato le forze armate iraniane: la loro marina non esiste più, la loro aeronautica non esiste più, la loro difesa antiaerea e il loro radar non esistono più e forse, cosa ancora più importante, i loro leader, praticamente a ogni livello, non ci sono più e non potranno mai più minacciare noi, i nostri alleati in Medio Oriente o il mondo! Poiché abbiamo avuto un tale successo militare, non “abbiamo più bisogno”, né desideriamo, dell’assistenza dei Paesi della NATO — NON NE ABBIAMO MAI AVUTO BISOGNO! Lo stesso vale per il Giappone, l’Australia o la Corea del Sud. In effetti, parlando come Presidente degli Stati Uniti d’America, di gran lunga il Paese più potente al mondo, NOI NON ABBIAMO BISOGNO DELL’AIUTO DI NESSUNO! Grazie per l’attenzione su questa questione.“
Le dichiarazioni, diffuse attraverso il suo social, si inseriscono in un quadro internazionale già segnato da tensioni crescenti e interrogativi sulla tenuta delle alleanze tradizionali. Il messaggio politico appare chiaro: un ritorno a una visione unilateralista della politica estera americana, con possibili ripercussioni sugli equilibri globali e sul sistema di sicurezza collettiva costruito nel secondo dopoguerra. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
