Gli esperti dello Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA hanno diramato un’allerta per l’arrivo di una tempesta geomagnetica moderata di classe G2 tra giovedì 19 e sabato 21 marzo 2026. Il fenomeno potrebbe interessare la Terra con effetti sulla rete elettrica, sulle operazioni satellitari e sulle comunicazioni radio.
Secondo il bollettino aggiornato nella serata del 18 marzo, la sequenza di perturbazioni è legata a una combinazione di eventi: l’impatto di due espulsioni di massa coronale (CME) seguito dall’arrivo di flussi di vento solare ad alta velocità provenienti da un buco coronale. “Ciò dovrebbe portare a un periodo di tempeste geomagnetiche”, evidenziano gli esperti della NOAA.
Le tempeste di classe G2, secondo la scala dell’agenzia federale statunitense, possono causare problemi di tensione agli impianti elettrici e danni ai trasformatori in caso di esposizione prolungata, oltre a possibili impatti sulle operazioni satellitari. Non sono previste aurore boreali alle latitudini italiane.
Una delle espulsioni di massa coronale dirette verso la Terra è stata generata da un brillamento di classe M2.7 originatosi il 16 marzo sulla macchia solare AR 4392. Le CME sono eventi legati a esplosioni potentissime sulla superficie solare, in grado di strappare materiale dalla corona — lo strato più esterno dell’atmosfera del Sole — e proiettarlo nello spazio come plasma carico di energia. Quando questo flusso punta la Terra, l’impatto con il campo magnetico del pianeta innesca le tempeste geomagnetiche.
A contribuire all’intensità della perturbazione anche i flussi di vento solare provenienti da un ampio buco coronale, una regione della corona solare dove il campo magnetico è aperto e il plasma risulta più freddo e meno denso. Questi flussi, se diretti verso la Terra, possono innescare tempeste geomagnetiche generalmente di intensità moderata.
Gli esperti avvertono che le previsioni di meteo spaziale sono complesse e spesso sottostimate: non è escluso che i fenomeni risultino più intensi del previsto. Un ulteriore fattore amplificante è l’effetto Russell-McPherron, legato alla prossimità dell’equinozio di primavera: in questo periodo il campo magnetico terrestre è allineato con quello del vento solare, il che può indebolire la magnetosfera e favorire il passaggio di particelle solari anche in condizioni meno estreme. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
