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Teheran attacca in Qatar, Trump: “Basta raid sugli impianti o vi devasteremo”

Nuova escalation tra Iran e Qatar con attacchi a infrastrutture strategiche del gas. Le minacce degli Stati Uniti su South Pars alzano il rischio di un conflitto regionale con impatti globali.

Nuova escalation nel Golfo Persico con il Qatar nuovamente bersaglio di un attacco missilistico iraniano che ha colpito la città industriale di Ras Laffan, cuore della produzione di gas naturale liquefatto del Paese. Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa qatariota, diversi missili balistici lanciati da Teheran hanno causato danni significativi all’impianto, già colpito nelle ore precedenti. La compagnia statale QatarEnergy ha confermato la presenza di nuovi incendi e “danni considerevoli” nel sito strategico, mentre le autorità locali hanno precisato che due dei tre roghi sono stati completamente domati. Non si registrano al momento vittime.

Dal lato iraniano, i media ufficiali hanno rivendicato l’azione sottolineando come uno dei missili abbia centrato nuovamente la raffineria, descritta come ancora in fiamme. L’episodio segna un ulteriore aggravamento della crisi energetica e geopolitica nella regione, con possibili ripercussioni sui mercati globali del gas.

A rendere ancora più esplosivo il quadro è intervenuto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha lanciato un duro monito a Teheran. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il leader americano ha minacciato la distruzione del gigantesco giacimento iraniano di South Pars in caso di nuovi attacchi contro il Qatar. Trump ha inoltre confermato che Israele avrebbe già colpito il sito, prendendo però le distanze dall’operazione e negando un coinvolgimento diretto di Washington.

Le dichiarazioni della Casa Bianca introducono un elemento di forte deterrenza ma anche di rischio, configurando uno scenario in cui un ulteriore attacco potrebbe innescare una risposta militare su larga scala contro infrastrutture energetiche cruciali. South Pars, condiviso tra Iran e Qatar, rappresenta uno dei più grandi giacimenti di gas al mondo, rendendo l’area un nodo sensibile non solo dal punto di vista militare ma anche economico.

Il conflitto, che coinvolge indirettamente anche Israele, rischia così di trasformarsi in una crisi regionale con implicazioni globali, soprattutto per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e la stabilità dei prezzi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!