Luciana Littizzetto ha dedicato la sua consueta “letterina” domenicale agli astensionisti del referendum sulla giustizia, rivolgendosi con toni pungenti a chi ha scelto di non recarsi alle urne. L’intervento della comica torinese è andato in onda durante la trasmissione Che Tempo Che Fa.
“Caro ignavo, sua indolenza eminentissima, cugino primo dell’astenuto e parente alla lontana dell’assente ingiustificato”, ha esordito Littizzetto, prendendo di mira chi rinuncia al voto per indifferenza o pigrizia. Il riferimento a Dante non è casuale: l’artista ha citato l’Inferno dantesco per descrivere chi, per paura o codardia, non prende mai una posizione.
Nel corso del monologo, la Littizzetto ha alzato ulteriormente i toni: “Tu che, come direbbero in Francia, te ne sbatti il ca**o. Io ti conosco, sei quello che nelle chat di gruppo non risponde, ma legge tutto. Quello così pavido che non ha nemmeno le spunte blu su WhatsApp, figurarsi l’ora dell’ultimo accesso. Io non odio nessuno, però gli ignavi come te mi stanno veramente sulle palle”.
La comica ha poi spiegato le proprie ragioni per andare a votare: “Io voto perché prima di esportare la democrazia in casa ad altri vorrei godermela in casa mia. Io voto perché voto già ogni cosa, Sanremo, X Factor, The Voice, la qualità dei ristoranti, persino la pulizia dei cessi degli autogrill. Non capisco perché non debba votare anche per la giustizia del mio paese”.
Littizzetto ha concluso il suo intervento con un appello alla partecipazione civica: “Io voto perché nel mio voto c’è quello delle milioni di donne nel mondo che non possono ancora votare”. L’artista, nota per le sue posizioni politiche, ha scelto di non esplicitare il proprio orientamento di voto, limitandosi a invitare alla partecipazione. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
