L’intervento di Giuseppe Conte nello studio di DiMartedì su La7, condotto da Giovanni Floris, ha innescato un ampio dibattito politico e mediatico. Il leader del Movimento 5 Stelle, ospite del programma per discutere dell’attuale situazione economica italiana, ha lanciato una delle critiche più dirette e colorite al governo di Giorgia Meloni, ricorrendo a una metafora automobilistica destinata a fare scalpore: “Avevate una Ferrari e la state facendo andare peggio di una vecchia utilitaria”.
L’uscita di Conte si inserisce in un contesto di polemica strutturata contro l’esecutivo di centrodestra, incentrata sui temi della crescita economica, della produzione industriale in calo, dei bassi salari e della fuga dei giovani verso l’estero. Interpellato dal conduttore Giovanni Floris, il quale ha chiesto ironicamente a quale “Ferrari” si riferisse, l’ex presidente del Consiglio ha risposto senza esitazione: “Evidentemente quella che ho lasciato io”, rivendicando così in modo esplicito i risultati della propria esperienza di governo.
L’ex premier ha fondato la propria argomentazione sulla gestione dei fondi europei del Recovery Fund, che a suo avviso rappresenta il lascito più significativo dei governi da lui guidati. Secondo Conte, l’esecutivo Meloni avrebbe dilapidato quella eredità senza capitalizzarne appieno le potenzialità, compromettendo la traiettoria di ripresa che, a detta sua, era stata avviata durante il periodo giallorosso. L’utilizzo della metafora della Ferrari – simbolo per eccellenza dell’eccellenza industriale italiana – contrapposta a quella di una “vecchia utilitaria” ha immediatamente polarizzato le reazioni nel panorama politico e nell’informazione.
Nel corso del medesimo intervento, Conte ha esordito con un tono apparentemente moderato, dichiarando che “la destra e la destra estrema bisogna batterle democraticamente, non demonizzandole”, e sottolineando di non aver fatto ricorso alla retorica antifascista nel 2022, quando Fratelli d’Italia vinse le elezioni politiche. Un’apertura che tuttavia ha lasciato spazio, in breve tempo, a un attacco frontale all’operato del governo: “Oggi dico con forza: dovete andare a casa, perché siete incapaci, state mettendo in ginocchio il Paese”.
Le dichiarazioni di Conte hanno rapidamente trovato spazio nei principali organi di informazione e sui social network, generando reazioni contrastanti. Da un lato, i sostenitori del Movimento 5 Stelle hanno amplificato il messaggio dell’ex premier, rilanciando la metafora della Ferrari come sintesi dell’eredità lasciata dai governi Conte I e Conte II. Dall’altro, esponenti del centrodestra e commentatori critici hanno contestato la veridicità della ricostruzione, richiamando i dati macroeconomici dell’epoca pandemica e post-pandemica per ridimensionare le affermazioni del leader pentastellato.
In particolare, alcune analisi hanno ricordato che la crescita del PIL registrata durante il governo Conte II era in larga misura riconducibile al rimbalzo tecnico successivo al crollo dell’8,5% del 2020, anno segnato dalla pandemia da Covid-19. Secondo i critici, attribuire quella ripresa alla gestione politica dell’esecutivo rappresenterebbe una lettura parziale e fuorviante dei dati. Al contrario, i dati ISTAT relativi ai trimestri più recenti hanno mostrato una crescita congiunturale positiva del PIL italiano, con un incremento dello 0,3% nel primo trimestre 2025 e dello 0,6% in termini tendenziali, cifre che la maggioranza di governo ha utilizzato per confutare la narrativa di un Paese in declino.
Il nodo centrale del confronto politico resta quello economico: la disputa tra chi rivendica la paternità di scelte strutturali – come il Superbonus 110% e il Reddito di Cittadinanza – e chi invece le addita come i principali fattori di squilibrio nei conti pubblici. Conte ha difeso entrambe le misure, inquadrandole come strumenti di sostegno al tessuto produttivo e alle fasce più vulnerabili della popolazione, mentre il governo Meloni le ha progressivamente smantellate o ridimensionate, citando l’insostenibilità finanziaria delle stesse. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
