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Guerra Iran, Israele avverte: “I missili di Teheran possono colpire l’Italia”

Il portavoce delle Idf Nadav Shoshani avverte che i missili iraniani, con opportuni adattamenti, potrebbero raggiungere l’Italia. Intanto la capacità balistica di Teheran risulta significativamente ridotta.

Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, Nadav Shoshani, ha avvertito che i missili iraniani, con alcuni adattamenti tecnici, potrebbero essere in grado di colpire l’Italia. La dichiarazione è stata rilasciata durante un briefing con la stampa italiana.

“Pensiamo che il regime iraniano stia cercando di sviluppare nuove armi in grado di raggiungere i 4.000 km, il che rappresenterebbe una minaccia totale”, ha affermato Shoshani. Il portavoce ha poi precisato che, per quanto riguarda l’Italia, “anche i missili che vediamo impiegati contro Israele, con alcuni adattamenti, potrebbero essere comunque molto letali ed estremamente pericolosi”.

Teheran dispone attualmente di missili in grado di raggiungere i 2.000 chilometri, con la possibilità tecnica di spingerli fino a 3.000 riducendo il carico esplosivo e aumentando il carburante. “Anche a una distanza di 3.000 km — che, se i miei calcoli non sono errati, corrisponde più o meno alla distanza dell’Italia — questi missili possono essere estremamente distruttivi”, ha sottolineato il portavoce, ricordando gli effetti devastanti già registrati nelle città israeliane di Arad e Dimona.

Sul fronte operativo, Shoshani ha reso noto che la capacità missilistica iraniana è stata significativamente ridotta rispetto ai mesi precedenti. “Ci aspettavamo di più dall’Iran”, ha dichiarato, spiegando che Teheran lancia oggi circa dieci missili al giorno, contro i oltre cento registrati a giugno. Il calo è attribuito alle operazioni congiunte condotte da Israele e Stati Uniti contro il programma balistico del Paese. “Ci interessa più la produzione che i missili stessi”, ha aggiunto, evidenziando come sia stato inferto “un colpo molto, molto duro” alla capacità produttiva iraniana.

Nonostante i progressi, l’allerta rimane elevata. Le forze israeliane mantengono aeromobili in volo costante per individuare e neutralizzare i lanci. “Se non fosse così, avremmo visto numeri molto più alti”, ha precisato Shoshani, aggiungendo che Israele si sta preparando “a una guerra con un numero di missili molto più elevato rispetto a quello visto finora”. Il portavoce ha anche confermato che il paese non è privo degli strumenti per difendersi, pur continuando a rafforzare le scorte.

Sul piano diplomatico, il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jassim Mohammed Al-Budaiwi, ha dichiarato che l’Iran ha “superato tutte le linee rosse”, chiedendo che i Paesi membri — Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Qatar, Kuwait e Oman — vengano “associati a qualsiasi colloquio o accordo volto a risolvere questa crisi”. Dall’inizio del conflitto, avviato il 28 febbraio con le operazioni militari congiunte di Usa e Israele contro l’Iran, i Paesi del Golfo hanno dovuto sostenere ingenti spese per difendersi dagli attacchi quotidiani di Teheran con missili e droni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!