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Guerra in Iran, Crosetto: “So cose che non mi fanno dormire per ciò che potrà accadere”

Crosetto minimizza l’impatto politico del referendum e rilancia la necessità di stabilità, mentre sullo sfondo pesano le tensioni internazionali e il ruolo strategico dell’alleanza con gli Stati Uniti.
Credit © Rai

Il ministro della Difesa Guido Crosetto interviene nel dibattito politico all’indomani della sconfitta del governo al referendum e ne pieno della guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran.

Questa storia della vicinanza a Trump, usata per delegittimare il governo, non so se sia più ridicola o più pretestuosa al limite dell’offesa“, afferma il ministro, sottolineando come i rapporti internazionali non possano essere ridotti a una dinamica personale. “Trump è il presidente di una nazione, eletto a stragrande maggioranza, e fa la sua strada senza ascoltare nessuno, se non se stesso. Noi facciamo la nostra strada senza sudditanza“, aggiunge, rivendicando l’autonomia dell’azione politica italiana.

Il contesto internazionale resta però la principale fonte di preoccupazione. Il ministro descrive con toni allarmati lo scenario legato al conflitto in Iran e alle sue possibili evoluzioni: “Vivo questa guerra e le sue possibili conseguenze ventiquattr’ore al giorno. Sono costretto a sapere cose che non mi fanno più dormire. Per ciò che potrà accadere nelle prossime settimane, per gli effetti che avrà sull’economia e sulla nostra vita quotidiana“. Un passaggio che evidenzia la gravità delle informazioni in possesso del dicastero e la delicatezza del momento geopolitico.

In questo quadro, Crosetto ribadisce la centralità dell’alleanza atlantica come pilastro strategico irrinunciabile: “L’alleanza con gli Usa è garanzia di libertà e sicurezza per l’Italia e l’Ue“. Allo stesso tempo invita a distinguere tra la contingenza politica e la dimensione strutturale dei rapporti internazionali: “Trump passerà, come tutti, ma l’Italia, l’Ue, l’Occidente e gli Usa devono rimanere alleati“. Un richiamo che si accompagna a una riflessione sul ruolo dell’Europa, che senza il supporto statunitense rischierebbe di diventare “il vaso di coccio del mondo”, con una capacità di deterrenza autonoma non realizzabile prima di “8-10 anni“. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!