Un ciclone in approfondimento sul meridione d’Italia innescherà tra martedì 31 marzo e giovedì 2 aprile una fase di nevicate intense sull’Appennino centro-meridionale, con Abruzzo e Marche meridionali indicate come le aree più esposte. Le previsioni indicano accumuli eccezionali in quota e condizioni potenzialmente critiche lungo le strade di montagna.
Il meccanismo meteorologico alla base dell’evento è l’interazione tra due masse d’aria di origine opposta: da est-sudest risalirà aria umida e relativamente mite dall’Adriatico, mentre da nord-nordest sopraggiungerà aria fredda di estrazione artica. Il baluardo appenninico fungerà da elemento catalizzatore, producendo l’effetto stau che favorirà precipitazioni nevose prolungate e abbondanti, soprattutto sui principali massicci abruzzesi. Le precipitazioni risulteranno più copiose e continue in Abruzzo, mentre nelle Marche meridionali il freddo sarà più intenso ma la componente umida meno pronunciata, con fenomeni più intermittenti ma capaci di portare neve anche sotto i 1000 metri.
Sull’Abruzzo, l’area più critica sarà quella compresa tra la Majella, il Gran Sasso e il massiccio del Sirente-Velino. Oltre i 1500 metri si prevedono le precipitazioni più intense, con accumuli stimati fino a 2 metri di neve fresca a quota 2000 metri. La quota neve si attesterà mediamente tra 700 e 800 metri, rendendo interessati anche numerosi borghi e centri turistici di media montagna.
Sul Gran Sasso, Campo Imperatore è destinato a ricevere il carico nevoso più consistente. Prati di Tivo, porta d’accesso verso il Corno Piccolo, è atteso sotto bufere di neve. Sono previste nevicate significative anche a Castel del Monte, Calascio e Santo Stefano di Sessanio, tutti collocati oltre i 1200 metri. Neve attesa pure a Campotosto, a 1420 metri, e in modo intermittente a Pietracamela, a quota 1005 metri.
Sulla Majella, Campo di Giove (1064 m) — porta principale verso il Monte Amaro — sarà investita dalle nevicate insieme al Passo San Leonardo (1280 m). Nevicate consistenti sono previste anche su Roccacaramanico, intorno ai 1100 metri, e nell’area di Guado di Coccia e Macchia di Secine, tra 1100 e 1200 metri. Per il massiccio del Sirente-Velino, le previsioni indicano un buon apporto nevoso su Ovindoli (1375 m), Rocca di Mezzo (1329 m) e Rovere (1420 m). Condizioni particolarmente nevose sono attese a Rocca di Cambio, il comune più alto dell’Appennino a 1434 metri, e nella conca di Campo Felice, a circa 1500 metri.
Nell’area della Marsica, Pescasseroli (1167 m), capitale del Parco Nazionale d’Abruzzo, sarà ampiamente interessata dalle nevicate, insieme a Opi (1250 m), a Civitella Alfedena (1123 m) e a Barrea (1060 m). Nevicate significative sono attese anche a Pescocostanzo (1395 m) e nelle storiche stazioni sciistiche di Rivisondoli (1320 m) e Roccaraso (1236 m), cuore del comprensorio dell’Alto Sangro.
Nelle Marche meridionali il quadro sarà differente: temperature più basse ma minore disponibilità di umidità renderanno le precipitazioni meno abbondanti rispetto all’Abruzzo. Le nevicate potranno tuttavia toccare quote inferiori ai 1000 metri, con effetti su versanti e vallate appenniniche del Maceratese e dell’Ascolano, specialmente nelle aree di confine con l’Abruzzo. Il coinvolgimento del Molise sarà marginale, con temperature più elevate che impediranno alla neve di attestarsi al di sotto dei 1200 metri.
L’evento interesserà anche le aree del Reatino e dell’alto Lazio, dove nevicate a carattere intermittente sono attese oltre i 900-1000 metri. Le autorità locali raccomandano massima attenzione agli spostamenti sulle strade di montagna dell’Appennino, dove la neve potrebbe creare situazioni di emergenza per l’intero arco temporale compreso tra martedì 31 marzo e giovedì 2 aprile.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
