Il momento è arrivato. Dopo mesi di rinvii tecnici, guasti risolti e finestre di lancio sfumate, la NASA si prepara a scrivere una delle pagine più significative dell’era spaziale moderna: nella serata di mercoledì 1° aprile 2026, il razzo Space Launch System (SLS) decollerà dal Launch Complex 39B del Kennedy Space Center in Florida, portando con sé la capsula Orion — ribattezzata Integrity — e il suo equipaggio di quattro astronauti in direzione della Luna. La finestra di lancio si apre alle 18:24 EDT (le 00:24 del 2 aprile, ora italiana) e ha una durata di 120 minuti. Il conto alla rovescia di circa 48 ore è scattato il 30 marzo alle 16:44 EDT.
Artemis II rappresenta la seconda missione del programma Artemis e la prima con equipaggio umano: per la prima volta dal dicembre del 1972, quando gli astronauti dell’Apollo 17 lasciarono la superficie lunare, degli esseri umani si avventureranno oltre l’orbita terrestre bassa. La missione non prevede un allunaggio, ma una traiettoria di libero ritorno attorno alla Luna della durata di circa dieci giorni, con rientro sulla Terra previsto per la seconda settimana di aprile. L’obiettivo principale è collaudare i sistemi di supporto vitale della capsula Orion con astronauti a bordo, verificando che l’hardware destinato alle future missioni — incluso un eventuale allunaggio con Artemis III e la costruzione di una base lunare permanente — sia pronto a operare nelle condizioni reali del volo spaziale profondo.
L’equipaggio è composto da quattro astronauti selezionati tra le agenzie spaziali partner del programma: Reid Wiseman, comandante della missione per la NASA; Victor Glover, pilota e primo afroamericano a volare verso la Luna; Christina Koch, specialista di missione e prima donna in assoluto a intraprendere un viaggio lunare; Jeremy Hansen, specialista di missione dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA) e primo canadese a raggiungere lo spazio profondo. Il loro viaggio attorno al satellite naturale della Terra batterà diversi record storici e fotograferà per la prima volta il lato oscuro della Luna con strumentazione moderna.
La strada verso il lancio è stata tutto tranne che lineare. La prima finestra utile, inizialmente fissata per il 6 febbraio 2026, è saltata a causa di anomalie riscontrate durante la wet dress rehearsal: una valvola di pressurizzazione della capsula Orion risultava allentata e si registrava una perdita di idrogeno liquido sul Mobile Launcher 1. Una seconda simulazione del conto alla rovescia, effettuata il 19 febbraio, andò a buon fine, e la NASA fissò il lancio per il 6 marzo. Tuttavia, solo due giorni dopo, un problema al flusso di elio nel Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) costrinse al rollback dell’intera struttura al Vehicle Assembly Building, facendo perdere anche la finestra di marzo. Dopo la riparazione del difetto, il vettore è tornato sulla rampa di lancio il 20 marzo, e la Flight Readiness Review del 12 marzo ha approvato sette finestre disponibili tra il 1° e il 6 aprile, con una data di riserva fissata al 30 aprile.
A sancire la prontezza operativa di tutti i sistemi è stata la conferenza stampa del 30 marzo, in cui il direttore di lancio Charlie Blackwell-Thompson ha dichiarato con determinazione: “Qualcosa di davvero grande sta per accadere”. Lori Glaze, amministratore associato facente funzione della NASA per lo sviluppo delle missioni di esplorazione, ha confermato che tutti i sottosistemi — l’SLS, la navicella Orion, le squadre di supporto a terra — sono in condizioni ottimali. Le previsioni meteorologiche diffuse nella giornata di domenica 29 marzo indicavano un 80% di probabilità di condizioni favorevoli al momento del lancio, un dato rassicurante per la NASA, che non può permettersi ulteriori slittamenti senza rimandare all’ultima finestra disponibile di aprile.
Dal punto di vista scientifico e ingegneristico, Artemis II rappresenta il banco di prova definitivo prima dell’allunaggio. La capsula Orion, già testata senza equipaggio nella missione Artemis I del novembre 2022, volerà questa volta con quattro esseri umani a bordo, sottoposta a sollecitazioni termiche, radiative e meccaniche che nessuna simulazione a terra può replicare fedelmente. Tra i parametri monitorati in tempo reale vi saranno i sistemi di supporto vitale, i protocolli di gestione delle emergenze, la comunicazione con il Deep Space Network e le capacità di manovra del veicolo in prossimità lunare. I dati raccolti durante i dieci giorni di missione alimenteranno direttamente il progetto di Artemis III, che secondo le ultime pianificazioni dovrebbe testare i sistemi di attracco della capsula Orion e l’Human Landing System selezionato in orbita terrestre bassa nel 2027, prima del tanto atteso allunaggio.
Il lancio di questa sera assume anche una valenza simbolica e geopolitica considerevole. Il programma Artemis nasce dalla Space Policy Directive 1 firmata nel 2017 e si inserisce in un contesto di crescente competizione spaziale internazionale, con la Cina che avanza con il proprio programma lunare e punta a una missione con equipaggio entro il 2030. Gli Stati Uniti, attraverso la NASA e i partner internazionali come l’ESA, il JAXA e la CSA, intendono affermare una presenza umana duratura nell’ambiente cislunar, con l’obiettivo dichiarato di costruire un avamposto permanente sulla superficie della Luna e preparare le missioni con equipaggio verso Marte. Artemis II non è dunque soltanto un collaudo tecnico, ma il primo atto concreto di una strategia spaziale che guarda ben oltre il nostro satellite.
Per seguire il lancio in diretta, la NASA trasmetterà la copertura completa sul proprio canale NASA TV e sul sito ufficiale www.nasa.gov. La diretta inizierà ore prima del momento del decollo per seguire le fasi finali del conto alla rovescia, le comunicazioni tra il team di lancio e i quattro astronauti a bordo di Orion, e la drammatica sequenza di accensione dei motori RS-25 e degli Solid Rocket Boosters che solleveranno il vettore più potente mai costruito dalla NASA dalla rampa storica del Kennedy Space Center. Per gli appassionati italiani, l’appuntamento con la storia è fissato per la notte tra il 1° e il 2 aprile: una notte che, se tutto andrà secondo i piani, entrerà di diritto nei libri di storia dell’esplorazione umana. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
