Il calcio italiano è a un punto di svolta. Dopo la clamorosa eliminazione ai rigori contro la Bosnia ed Erzegovina nello spareggio decisivo per i Mondiali 2026, il presidente della FIGC Gabriele Gravina si appresta ad annunciare le proprie dimissioni nel corso del vertice con le componenti federali convocato per il pomeriggio di oggi, 2 aprile.
Secondo quanto riportato da più fonti, Gravina avrebbe già preparato nella notte il comunicato con cui formalizzerà il passo indietro. Un documento che sarebbe anche un atto d’accusa verso le altre componenti del sistema calcio, a cui il presidente uscente attribuisce responsabilità condivise nella crisi della Nazionale. Le dimissioni saranno poi ratificate dal consiglio federale la prossima settimana, dopo Pasqua, con l’avvio dell’iter elettorale per la successione.
La débâcle di Zenica ha sancito la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia a un Mondiale, dopo le esclusioni del 2018 e del 2022. Un dato senza precedenti per una Nazionale quattro volte campione del mondo, che ha scatenato critiche trasversali da parte di tifosi, opinionisti e istituzioni. Particolarmente duro il ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha invocato una rifondazione del calcio italiano a partire dai vertici federali: “È scorretto negare le proprie responsabilità. Serve una rifondazione”.
Le dichiarazioni rilasciate da Gravina dopo la sconfitta di Zenica, in cui accusava la politica di non aver sostenuto il calcio e sminuiva il livello professionistico degli altri sport, hanno contribuito a isolarlo ulteriormente, attirandogli le critiche dell’intero mondo sportivo italiano.
Con le dimissioni di Gravina si apre la corsa alla successione. I nomi più accreditati sono quelli di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI sostenuto dai club di Serie A, e Giancarlo Abete, già alla guida della FIGC dal 2007 al 2014. In corsa anche Matteo Marani, presidente della Lega Pro, e Demetrio Albertini, sponsorizzato dall’Associazione Calciatori.
L’effetto domino coinvolgerà anche la panchina azzurra. Il commissario tecnico Gennaro Gattuso, che chiude la sua esperienza con un bilancio di sei vittorie, un pareggio e una sconfitta, rassegnerà le dimissioni insieme al capo delegazione Gianluigi Buffon. Gattuso avrebbe voluto lasciare già nella serata di Zenica, ma era stato trattenuto dallo stesso Gravina.
Per la guida tecnica della Nazionale si valutano diversi profili. I nomi che circolano con maggiore insistenza sono quelli di Antonio Conte, Roberto Mancini, Simone Inzaghi e Massimiliano Allegri. La scelta del nuovo commissario tecnico spetterà alla futura presidenza federale, in un percorso di rifondazione che il calcio italiano non può più rimandare. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
