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Marina Militare, Droni TB3 sulla portaerei Cavour: l’Italia verso una svolta storica

La Marina Militare italiana acquisirà il drone Bayraktar TB3 tramite Leonardo per operare dalla portaerei Cavour, diventando il primo Paese europeo a schierare un UCAV imbarcato su una portaerei operativa.
Credit © Marina Militare Italiana

La Marina Militare italiana si appresta a compiere un passo che potrebbe ridefinire gli equilibri dell’aviazione navale europea: l’acquisizione del drone da combattimento Bayraktar TB3, sviluppato dall’azienda turca Baykar, destinato a operare direttamente dal ponte di volo della portaerei Cavour. La conferma ufficiale è arrivata il 25 marzo 2026, nel corso della prima audizione parlamentare del Capo di Stato Maggiore della Marina, l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa del Senato della Repubblica. Con questa scelta, l’Italia si candida a diventare il primo Paese europeo a schierare il TB3 su una portaerei operativa.

“Sapete che questa società ha firmato un accordo di cooperazione con Leonardo; pertanto, l’acquisizione avverrà tramite Leonardo. Può essere integrato a bordo della Cavour. Questo consente sia la sorveglianza sia la possibilità di portare armamento”, ha dichiarato l’Ammiraglio Berutti Bergotto dinanzi ai senatori, con un linguaggio tecnico e diretto che non lascia spazio a interpretazioni. La notizia, attesa da tempo negli ambienti della difesa, segna un punto di svolta nella politica di modernizzazione della componente aerea imbarcata della Forza Armata.

Il TB3: un drone costruito per il mare

Il Bayraktar TB3 non è una semplice versione adattata del celebre TB2, già esportato in oltre trenta Paesi nel mondo: si tratta di un sistema progettato sin dalle fondamenta per le operazioni navali imbarcate, con specifiche ingegneristiche pensate per superare le criticità tipiche dei ponti di volo a corsa ridotta, privi di catapulte. Le ali ripiegabili ne ottimizzano lo stivaggio negli hangar e sul ponte di volo, mentre il carrello rinforzato è progettato per assorbire le sollecitazioni degli appontaggi in condizioni di mare aperto. La piattaforma integra sistemi avanzati di guida autonoma, dimostrati operativamente nel febbraio 2026 durante l’esercitazione NATO Steadfast Dart 2026, quando unità TB3 hanno operato autonomamente dalla portaerei turca TCG Anadolu nel Mar Baltico, in condizioni di temperatura sottozero che avevano impedito il decollo di altri velivoli alleati.

Le prestazioni registrate durante Steadfast Dart 2026 hanno impressionato i partner dell’Alleanza Atlantica, inclusi gli osservatori italiani: i TB3 hanno non soltanto decollato e atterrato in autonomia in condizioni meteo estreme, ma hanno anche condotto lanci missilistici contro bersagli durante l’esercitazione, confermando la capacità operativa multiruolo del sistema. Il TB3 è in grado di svolgere missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) a lunga autonomia, nonché attacchi di precisione con munizioni guidate, rendendolo compatibile sia con scenari di sorveglianza marittima prolungata sia con operazioni di strike contro obiettivi asimmetrici, imbarcazioni veloci o posizioni costiere.

Il ruolo di Leonardo e la joint venture con Baykar

L’acquisizione del TB3 non seguirà il canale di una semplice commessa governativa diretta ad Ankara: la transazione avverrà attraverso LBA Systems, la joint venture strategica nata dalla collaborazione tra Leonardo, colosso italiano dell’aerospazio e della difesa, e Baykar, il costruttore turco fondato dalla famiglia Bayraktar. Una struttura industriale che consente all’Italia di partecipare attivamente al programma, preservando un coinvolgimento diretto dell’industria nazionale nella catena del valore, anziché limitarsi a un trasferimento passivo di tecnologia straniera. La scelta di mediare l’acquisizione attraverso Leonardo risponde anche a una logica di interoperabilità: l’integrazione del TB3 sul Cavour dovrà interfacciarsi con sistemi di combattimento, comunicazione e gestione del ponte di volo già in dotazione alla Marina, e la presenza di un partner industriale nazionale faciliterà gli adattamenti tecnici necessari.

L’accordo tra Leonardo e Baykar rappresenta del resto un tassello di una collaborazione più ampia nel settore dei sistemi senza pilota, che vede il polo italiano dell’aerospazio impegnarsi attivamente nello sviluppo e nella distribuzione di piattaforme UCAV in Europa. L’Indonesia era già stata annunciata come primo cliente export del TB3, sia nella variante terrestre sia in quella imbarcata, ma l’ingresso dell’Italia nel programma segna un salto qualitativo di rilevanza geopolitica, attestando l’interesse concreto di una grande marina europea per i droni da combattimento carrier-based.

La Cavour: una piattaforma versatile per l’era ibrida

La portaerei Cavour, entrata in servizio nel 2008 e già potenziata per operare con i cacciabombardieri F-35B in configurazione STOVL (Short Take-Off and Vertical Landing), dispone di un ponte di volo con rampa a salto di sci del tutto analoga a quella della TCG Anadolu turca, la nave dalla quale il TB3 ha già dimostrato la propria operatività in mare. Questa compatibilità strutturale riduce significativamente le incognite tecniche legate all’integrazione, rendendo il Cavour una piattaforma naturalmente predisposta all’imbarco del TB3 senza necessità di modifiche strutturali rilevanti al ponte di volo. Le dimensioni compatte del drone ne consentono la coabitazione con gli F-35B e con gli elicotteri già imbarcati, senza compromettere la capacità operativa del gruppo aereo nel suo complesso.

L’introduzione del TB3 nel gruppo aereo del Cavour configura quello che gli analisti della difesa definiscono un “approccio a strati” (layered approach): i caccia F-35B, con il loro elevatissimo costo per ora di volo e le capacità stealth di quinta generazione, vengono riservati agli scenari di massima minaccia e alle missioni di superiorità aerea, mentre i TB3, meno costosi e del tutto sacrificabili, gestiscono la sorveglianza marittima prolungata, la ricognizione in profondità e l’ingaggio di bersagli asimmetrici. La Marina potrà così dispiegare simultaneamente più TB3, saturando un’area di interesse con sensori e armi a costo e rischio notevolmente inferiori rispetto all’impiego dei velivoli con equipaggio.

Un primato europeo con implicazioni strategiche

Il posizionamento dell’Italia come primo operatore europeo del TB3 non è privo di implicazioni sul piano strategico e diplomatico. La scelta di un sistema di produzione turca, acquisito attraverso una partnership industriale con Leonardo, riflette la capacità italiana di muoversi con pragmatismo nel mercato globale della difesa, privilegiando la maturità tecnologica del sistema e la sua immediata disponibilità operativa rispetto a soluzioni ancora in fase di sviluppo. In un contesto geopolitico segnato dall’instabilità nel fianco sud del Mediterraneo e dalla rinnovata pressione sull’Alleanza Atlantica nel fianco est europeo, la capacità di proiettare potere aereo a partire da una piattaforma navale con sistemi a pilotaggio remoto acquisisce un valore operativo di primo piano.

L’esperienza maturata dalla Marina turca con il TB3 a bordo dell’Anadolu costituirà un riferimento operativo prezioso per i pianificatori italiani, accelerando la curva di apprendimento nell’integrazione del sistema nelle dottrine di impiego della portaerei. Se l’acquisizione si concretizzerà nei tempi previsti, il Cavour potrebbe inaugurare una nuova stagione per l’aviazione navale europea, dimostrando che i droni da combattimento imbarcati non appartengono più al dominio esclusivo delle superpotenze dotate di portaerei a propulsione nucleare con catapulte elettromagnetiche, ma sono accessibili anche alle medie potenze navali europee dotate di unità a ponte corto. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!