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Artemis II, Orion ha iniziato a sorvolare la Luna: record storico nello spazio profondo

Il sorvolo della Luna di Artemis II segna il ritorno umano nello spazio profondo dopo oltre mezzo secolo, superando il record di Apollo 13 e aprendo una nuova fase dell’esplorazione lunare.
Credit © Nasa

È una data destinata a entrare nella storia dell’esplorazione spaziale: il 6 aprile 2026 la missione Artemis II ha infranto il primato di distanza dalla Terra detenuto per oltre mezzo secolo dalla celebre Apollo 13. Alle 19:57 italiane, la capsula Orion ha dato avvio al sorvolo ravvicinato della Luna, uno dei momenti più attesi dell’intero programma Artemis, segnando una tappa cruciale nel ritorno dell’uomo nello spazio profondo.

A sei giorni dal lancio avvenuto il primo aprile, l’equipaggio composto da Gregory Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen si è portato a circa 7.400 chilometri dalla superficie lunare, una distanza che consente non solo osservazioni ravvicinate, ma anche il passaggio sul lato nascosto del satellite, invisibile dalla Terra.

Il momento simbolico è arrivato con il superamento dei 400.171 chilometri dalla Terra, il limite raggiunto dall’Apollo 13 nel 1970 durante il suo drammatico rientro d’emergenza, passato alla storia anche per la celebre frase “Houston, abbiamo un problema”. Nelle ore successive, Orion è destinata a spingersi ancora più lontano, fino a toccare i 406.777 chilometri dal nostro pianeta, stabilendo così il nuovo record assoluto per una missione con equipaggio umano.

Il risultato non rappresenta soltanto un primato tecnico, ma conferma la solidità del programma Artemis e la sua ambizione: riportare l’uomo nei pressi della Luna e, in prospettiva, stabilire una presenza sostenibile oltre l’orbita terrestre. Artemis II, infatti, è la prima missione con equipaggio del nuovo corso lunare della NASA e costituisce un banco di prova fondamentale per le future missioni di allunaggio.

Il sorvolo lunare odierno segna dunque il ritorno dell’uomo nelle profondità dello spazio dopo 56 anni. Un passaggio che non ha solo valore simbolico, ma che dimostra come le capacità tecnologiche e operative abbiano raggiunto un livello tale da permettere missioni sempre più ambiziose e sicure, aprendo la strada alle prossime tappe dell’esplorazione umana del sistema solare. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!