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Interrogazione parlamentare sui conti del Fatto Quotidiano: il “Cremlino Gate” di Pulp Podcast diventa un caso politico

L’inchiesta di Ivan Grieco per Pulp Podcast ipotizza influenze della propaganda russa sul Fatto Quotidiano: Fratelli d’Italia annuncia un’interrogazione parlamentare e la convocazione in audizione dei vertici editoriali del giornale.
Credit © Pulp Podcast

L’inchiesta “Cremlino Gate”, prodotta dal giornalista Ivan Grieco per la piattaforma PulpLand e rilanciata sui canali del Pulp Podcast — la trasmissione di Fedez e Mr. Marra — ha innescato una reazione istituzionale di prima grandezza, trascinando nell’aula parlamentare italiana le ipotesi di infiltrazione della propaganda russa nel sistema dell’informazione nazionale. Quello che nelle prime ore sembrava un approfondimento giornalistico di nicchia, destinato a circolare nei canali digitali, è diventato nel giro di pochi giorni un caso politico a tutti gli effetti, con Fratelli d’Italia in prima fila nell’invocare trasparenza e la promessa di un’interrogazione formale al governo.

L’inchiesta, le cui prime anticipazioni sono state rese pubbliche a partire dal 3 aprile 2026, pone al centro delle proprie rivelazioni una serie di elementi che, secondo i promotori, delineerebbero un quadro preoccupante sul sistema di influenza del Cremlino in Italia. Il primo episodio ruota attorno alla testimonianza anonima di una donna indicata come giornalista del Fatto Quotidiano: la voce è camuffata, il volto non è visibile, ma il contenuto è dirompente. La donna riferisce di aver subito mobbing e censura all’interno della redazione per non essersi adeguata alla linea editoriale sul conflitto in Ucraina, sostenendo di non aver potuto pubblicare liberamente i propri articoli sulla guerra nel Donbass, una questione che da anni divide l’opinione pubblica italiana e sulla quale il Fatto ha assunto posizioni spesso controcorrente rispetto al mainstream atlantista.

Il secondo snodo cruciale dell’inchiesta riguarda i guadagni della società editrice del Fatto Quotidiano, la Saif. Grieco intervista nel video Aldo Torchiaro, giornalista del Riformista, il quale sostiene di aver già condotto una propria indagine su un finanziamento di circa un milione di euro ricevuto dalla Saif da un Paese al di fuori dell’Unione Europea. Torchiaro riferisce di aver cercato chiarimenti in merito, ottenendo in risposta soltanto minacce di querele. L’ipotesi avanzata nell’inchiesta è che tale somma possa provenire da Warner Media Londra per i diritti di Loft produzioni, ma — come sottolineato dallo stesso Torchiaro — questa spiegazione non emergerebbe con la dovuta chiarezza dalla lettura dei bilanci ufficiali, lasciando aperto uno spazio di ambiguità che la politica ha prontamente occupato.

Quando Grieco ha raggiunto direttamente il direttore Marco Travaglio per chiedere conto della vicenda, la risposta è stata sbrigativa e sarcastica: «Da Putin, vengono da Putin», avrebbe risposto il direttore, liquidando la questione con quella che è apparsa più una battuta che una smentita documentata. Una risposta che, secondo i critici, ha contribuito ad alimentare anziché placare le polemiche, offrendosi come ulteriore innesco per la reazione parlamentare che ne è seguita.

La risposta istituzionale più netta è arrivata da Fratelli d’Italia. I deputati Federico Mollicone, presidente della Commissione editoria della Camera, e Alessandro Amorese, capogruppo di FdI nella medesima commissione, hanno annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Alberto Barachini, nonché la convocazione in audizione dei vertici della società editrice del Fatto Quotidiano. In una nota congiunta, i due deputati hanno dichiarato che l’inchiesta “delineerebbe un quadro preoccupante sulla strategia di disinformazione russa in Europa, che ha già colpito con operazioni certificate nazioni come Moldova, Romania, Paesi Baltici e Nord Europa”, richiamando anche un recente non-paper del ministro GuidoBerto Crosetto come segnale di una più ampia allerta governativa sul tema.

Mollicone e Amorese hanno poi rimarcato che “la libertà di stampa non può essere utilizzata come scudo per presunte operazioni di influenza straniera volte a destabilizzare il dibattito pubblico”, aggiungendo che l’interrogazione mira a fare “piena luce su queste ombre, a tutela della sovranità informativa e della sicurezza nazionale”. La formula utilizzata è particolarmente significativa: l’invocazione della sicurezza nazionale trasporta la vicenda dal piano del dibattito mediatico a quello dell’interesse dello Stato, conferendole un peso giuridico e politico del tutto diverso rispetto a una normale polemica tra testate.

Al di là del perimetro del centrodestra, anche Carlo Calenda ha preso posizione con toni decisi, identificando tre nodi che, a suo avviso, richiedono una risposta pubblica da parte di Travaglio e dell’ex ministro Alessandro Di Battista. Il primo riguarda la testimonianza della giornalista anonima che descrive la censura interna sulla copertura del conflitto ucraino. Il secondo concerne la mancata risposta di Di Battista a domande esplicite su eventuali finanziamenti personali ricevuti dalla Russia. Il terzo, ancora più nebuloso, riguarda un’associazione riconducibile a Di Battista, sulla quale la seconda parte dell’inchiesta di Grieco prometteva ulteriori rivelazioni. Calenda ha sottolineato che queste questioni devono essere chiarite “non solo nella veste di giornalisti ma anche in quella di opinionisti fissi a La7”, coinvolgendo dunque nella vicenda anche la rete televisiva di Urbano Cairo.

Il contesto più ampio in cui si inserisce il “Cremlino Gate” è quello di una lunga stagione europea di attenzione crescente alle operazioni di influenza russa sui media e sul dibattito politico dei Paesi occidentali. Dopo le operazioni documentate in Moldova, Romania e nei Paesi Baltici, l’Italia si trova ora al centro di un dibattito che coinvolge direttamente l’ecosistema dell’informazione nazionale. Non è la prima volta che il Fatto Quotidiano viene associato, da osservatori di diverso orientamento, a posizioni critiche nei confronti dell’Occidente sulla guerra in Ucraina: la novità introdotta dall’inchiesta di Pulp Podcast è lo spostamento del piano di discussione dalla sfera editoriale a quella finanziaria, sollevando interrogativi non più solo sulla linea del giornale ma sull’origine dei capitali che lo sostengono.

Il Fatto Quotidiano non ha rilasciato, al momento della diffusione delle prime anticipazioni dell’inchiesta, una risposta ufficiale articolata alle accuse mosse. La replica di Travaglio in sede di intervista — liquidatoria e ironica — ha di fatto lasciato il campo aperto alle interpretazioni avversarie, senza opporre dati o documenti in grado di chiarire la questione del milione extra-Ue registrato nei bilanci della Saif. L’eventuale audizione parlamentare richiesta da FdI potrebbe dunque rappresentare la prima sede formale in cui i vertici editoriali del quotidiano fondato da Antonio Padellaro e diretto da Travaglio si trovino a dover fornire risposte ufficiali e documentate sulla provenienza delle proprie fonti di finanziamento.

La vicenda si intreccia con un tema di portata più generale che attraversa il dibattito democratico europeo: fino a che punto le norme sulla trasparenza dei finanziamenti ai media sono adeguate a fronteggiare le nuove forme di ingerenza estera nell’informazione? La normativa italiana in materia di editoria non prevede, allo stato attuale, obblighi di disclosure altrettanto stringenti rispetto ad altri Paesi dell’Ue, e proprio questa lacuna è stata richiamata, implicitamente, dall’iniziativa parlamentare di Mollicone e Amorese. L’interrogazione depositata da FdI potrebbe dunque aprire la strada non solo a un chiarimento sul caso specifico del Fatto Quotidiano, ma a una più ampia riflessione legislativa sui meccanismi di controllo dei flussi finanziari verso le testate giornalistiche italiane, in un momento in cui la guerra in Ucraina continua a dividere l’opinione pubblica e a mettere alla prova la tenuta del sistema informativo nazionale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!