Scarica l'App NewsRoom.
Non perderti le ULTIME notizie e le ALLERTA METEO in tempo reale.

Scarica GRATIS

Primarie del Campo largo, è già risiko: Schlein e Conte candidati ma resta il nodo è sulle regole

Renzi e Franceschini pressano Schlein perché si candidi alle primarie del centrosinistra. Conte si oppone al doppio turno. Silvia Salis attende.

Nel centrosinistra è aperta la corsa alle primarie per la scelta del candidato premier del Campo largo. Elly Schlein e Giuseppe Conte si considerano entrambi i più adatti per guidare la coalizione a Palazzo Chigi, ma la loro contrapposizione rende impossibile trovare un accordo su un terzo nome condiviso tra Pd, M5S e gli altri alleati.

A spingere per le primarie sono soprattutto Matteo Renzi e Dario Franceschini. Entrambi, dopo che Conte si è detto disponibile a candidarsi subito dopo la vittoria del referendum, hanno sollecitato la segretaria del Pd: “Elly, fai un passo avanti anche tu”. Renzi ha spiegato la sua posizione alla buvette del Senato: “Le primarie hanno un effetto catartico: dobbiamo portare tre milioni di persone alle urne e poi chi perde appoggerà chi vince”.

Il vero nodo, però, riguarda le regole. Come accadde nel 2012 con lo scontro tra Renzi e Bersani, prima di organizzare le primarie bisogna stabilire chi può candidarsi, quando tenerle e come si voterà. Dal M5S emerge una netta chiusura sul doppio turno: questo sistema non favorirebbe Conte, che in caso di ballottaggio con Schlein avrebbe meno chances di imporsi rispetto a un primo turno dove parteciperebbero anche candidati di Avs e Casa riformista.

Tra i parlamentari che frequentano Schlein, il racconto è che “Elly non ha assolutamente timore di misurarsi con le primarie” e che “non crede ai sondaggi che, in un duello con Conte, la darebbero perdente, in quanto è convinta di vincere”. Tuttavia, anche dentro il Pd c’è chi la pensa diversamente: il dirigente Goffredo Bettini e alcuni esponenti della sinistra interna ritengono che “Conte premier sarebbe una carta migliore”. Tra questi ci sarebbero anche ex ministri del centrosinistra che guardano già al 2029, sognando Pier Luigi Bersani al Quirinale.

Nicola Fratoianni, co-leader di Avs, ha preso le distanze dallo strumento delle primarie definendole “inutili” e chiedendo a Conte di “aprire subito un tavolo per un programma condiviso”. Sul versante del M5S, l ex premier ha già avviato Nova, un processo di ascolto per raccogliere proposte dai cittadini, destinato a concludersi a metà giugno. Renzi ha sottolineato: “I veti contro di noi del M5S sono scomparsi: anche loro hanno capito che possiamo battere Giorgia Meloni solo stando uniti”.

Resta in sospeso la questione del candidato dell area centrista. Silvia Salis, sindaca di Genova ed ex olimpionica, continua a respingere la proposta di correre alle primarie: sarebbe disponibile soltanto se tutta la coalizione la indicasse di comune accordo come candidata premier. Un ipotesi al momento lontana. Franceschini le avrebbe detto in un recente incontro a Genova: “Silvia, tieniti pronta. Se non si fanno le primarie toccherebbe a te”. Salis, nel frattempo, ha in programma l uscita di due libri autobiografici, una scelta che non sembra casuale agli osservatori politici. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!