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Schlein attacca Meloni: “Avete sfidato la Costituzione e avete già perso”

La segretaria del Pd replica all’informativa della premier alla Camera: «Avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne». Critiche su economia, lavoro, sanità e politica industriale.

L’aula della Camera dei Deputati è stata il teatro, il 9 aprile 2026, di uno scontro frontale tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, in occasione dell’informativa urgente della premier sull’azione di governo. Un’informativa durata quasi un’ora, nel corso della quale Meloni ha rivendicato i risultati dell’esecutivo, ha difeso le proprie scelte politiche di fronte alle critiche dell’opposizione e ha lanciato una sfida diretta alle forze di centrosinistra, invitandole a misurarsi con i fatti.

La risposta di Schlein non si è fatta attendere e ha assunto immediatamente i contorni di un attacco politico strutturato, capace di coprire quasi l’intera agenda di governo. Il cuore dell’intervento della leader dem si è concentrato sul risultato del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, che si è concluso con la vittoria del No, interpretata dalla segretaria del Pd come una bocciatura netta dell’impostazione governativa da parte del corpo elettorale. «Presidente, il suo è stato un discorso di autoconvincimento. Lei ci sfida, ma le do una notizia: l’avete già persa quella sfida, perché avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne», ha dichiarato Schlein rivolgendosi direttamente a Meloni, trasformando il voto referendario in una pietra di paragone per l’intera stagione di governo.

Il riferimento alla Costituzione non è stato casuale né isolato: Schlein ha costruito intorno a questo tema un bilancio complessivo della legislatura, ricordando che durante il mandato dell’attuale governo la Corte costituzionale ha bocciato la legge sull’autonomia differenziata, il premierato è stato prima annunciato e poi silenziosamente accantonato, e il referendum sulla riforma della giustizia si è concluso con una sconfitta politica per l’esecutivo. «Di lei si ricorderanno un’autonomia bocciata dalla Corte costituzionale, una riforma costituzionale bocciata dai cittadini e un premierato prima proposto e poi tenuto nascosto», ha sintetizzato la leader del Pd, delineando quello che ha definito il profilo di un governo che ha promesso molto e realizzato poco.

L’attacco ha poi investito il terreno economico e sociale, dove Schlein ha contestato con forza le posizioni della premier, che aveva rivendicato una gestione responsabile della crisi internazionale. Secondo la segretaria dem, la realtà vissuta dagli italiani racconta una storia ben diversa: stipendi fermi, potere d’acquisto eroso dall’inflazione, crescita economica azzerata e una contrazione della produzione industriale che si protrae da tre anni. «Gli italiani con gli stessi stipendi di prima in tasca non riescono più a fare la stessa spesa di prima. Abbiamo la crescita a zero, abbiamo un calo di produzione industriale che dura da tre anni», ha detto Schlein, aggiungendo che senza le risorse del PNRR — che il centrodestra non aveva votato — il Paese sarebbe già in recessione.

Sul fronte energetico, Schlein ha smontato uno degli annunci più recenti del governo, quello relativo a un piccolo sconto sui carburanti, definendolo insufficiente e destinato a essere vanificato dagli aumenti già in atto nelle settimane precedenti. «Quei pochi centesimi di sconto che avete dato, se la tregua non diventa pace, se li mangeranno gli aumenti dei carburanti di questi giorni. Chi volete prendere in giro?», ha detto la leader dem, rendendo palese il giudizio di inadeguatezza della risposta governativa alle difficoltà delle famiglie italiane. Anche il dossier dei centri di detenzione per migranti in Albania è stato evocato come simbolo di una propaganda che “ha sbattuto forte contro la realtà”, con quelle strutture rimaste di fatto vuote dopo i pronunciamenti della magistratura.

La critica alla politica industriale del governo ha occupato un altro passaggio significativo dell’intervento, con Schlein che ha accusato l’esecutivo di non aver saputo elaborare una strategia coerente per accompagnare il sistema produttivo italiano nella transizione energetica e digitale. «Non avete saputo mettere in campo uno straccio di politica industriale per quattro anni. Avete pasticciato su Transizione 5.0 e gli incentivi», ha attaccato la segretaria del Pd, dipingendo un quadro di immobilismo e opportunità mancate in un momento in cui l’Europa si confronta con sfide strutturali legate alla competitività globale.

L’intervento di Schlein si è chiuso con una sfida politica a tutto campo, che ha assunto i contorni di una vera e propria dichiarazione di candidatura alternativa al governo. «Si vede che avete molta voglia di tornare all’opposizione: non vi preoccupate, vi accontenteremo», ha detto la leader dem, prima di aggiungere: «Non si preoccupi, presidente Meloni, toccð� a noi costruire l’alternativa con gli alleati e in mezzo alle persone. Toccð� a noi attuare fino in fondo la Costituzione che avete provato a stravolgere». Parole che vanno oltre la replica parlamentare e segnalano una nuova fase nell’opposizione dem, orientata a costruire una narrazione di governo alternativa già a partire dal risultato referendario. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!