Sono 239 gli stranieri espulsi dall’Italia per motivi di sicurezza nazionale dall’inizio della legislatura. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi intervenendo alla Festa della Polizia. Secondo quanto riportato da Il Giornale, si tratta di una cifra che segna una crescita del 40 per cento rispetto al triennio precedente, e che riguarderebbe in larga parte soggetti ritenuti a forte rischio di radicalizzazione islamista.
Piantedosi ha delineato uno scenario di sicurezza complesso e multiforme: la minaccia non segue piu percorsi lineari ma attraversa ambienti diversi, con confini sempre piu sfumati tra radicalismo islamista, aree antagoniste, movimenti anarchici e mobilitazioni legate ai conflitti internazionali in corso. Il ministro non ha parlato di una saldatura organizzata tra questi ambienti, ma di una convergenza di fatto, con spazi e dinamiche di radicalizzazione sempre piu condivisi.
A conferma della concretezza della minaccia interna, Piantedosi ha citato l’esplosione avvenuta tre settimane fa che ha ucciso i due anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone. Secondo gli inquirenti, i due sarebbero rimasti vittime di un ordigno al quale stavano lavorando e che sarebbe dovuto servire a un attentato. Per il ministro, l’episodio dimostra che la minaccia eversiva e, per usare le sue parole, “reale, presente e attiva”.
In questo contesto si inserisce anche la posizione di Alfredo Cospito, l’anarchico al cui gruppo Ardizzone e Mercogliano erano vicini. Fonti del ministero della Giustizia avrebbero confermato che per il detenuto si procederebbe verso una proroga di altri due anni del regime di 41-bis, motivata dalla presunta capacita del detenuto di mantenere contatti con organizzazioni criminali o terroristiche dall’interno delle strutture carcerarie.
Sul fronte dell’immigrazione, il ministro ha rivendicato i risultati dell’azione di governo: secondo i dati citati da Piantedosi, gli sbarchi sarebbero calati del 37 per cento rispetto al 2022 e del 40 per cento nei primi mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Il ministro ha sottolineato che i flussi migratori incontrollati rischiano di alimentare situazioni di marginalita sociale e illegalita, potenzialmente sfruttabili da circuiti criminali.
Il quadro complessivo descritto da Piantedosi pone l’accento sulla natura ibrida e interconnessa delle minacce attuali alla sicurezza nazionale: dalla radicalizzazione islamista prevenuta con le espulsioni, alla tensione interna legata all’anarco-insurrezionalismo, fino alle mobilitazioni internazionali. Le forze dell’ordine mantengono un monitoraggio continuativo su tutti questi fronti, operando in via preventiva. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
