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Conte: “Chi prende un voto in più esprime il premier? È un automatismo che non vale”

Il leader M5s frena sull’automatismo del partito più votato che esprime il candidato premier. Ma conferma: se Schlein vincesse le primarie, il M5s resterebbe nella coalizione.
Credit © Rai

Giuseppe Conte mette i paletti sulla candidatura a premier nel centrosinistra. Il leader del Movimento 5 Stelle, intervenendo alla presentazione del suo libro, ha respinto l’idea che il partito con più voti debba automaticamente esprimere il candidato a Palazzo Chigi: “un automatismo che funziona a destra”, ma che non può essere applicato al campo progressista.

Conte ha spiegato che a destra “c’è una consuetudine di alleanza, per quanto siano divisi”, mentre nel campo progressista questa logica non regge. “Il M5s non ha mai parlato di alleanza organica”, ha sottolineato il leader pentastellato, chiarendo così le differenze strutturali tra i due schieramenti.

Sul tema delle primarie, Conte ha precisato di essere stato “l’ultimo a chiederle”, in risposta a chi lo accusava di aver alzato il tiro per posizionarsi in corsa verso la leadership della coalizione. Ha aggiunto che anche la segretaria del Pd Elly Schlein “ha dato disponibilità” a partecipare a un eventuale processo di selezione aperta.

Alla domanda su cosa farebbe il M5s nel caso in cui le primarie venissero vinte dalla segretaria dem, Conte ha risposto senza esitazione: “Certo” che il Movimento resterebbe dentro la coalizione. Una risposta che chiude, almeno formalmente, lo scenario di un’eventuale rottura del campo largo in caso di sconfitta interna.

Il tema del leader unitario del centrosinistra è tornato al centro del dibattito politico dopo il referendum sulla riforma della giustizia di marzo, quando sia Conte che Schlein avevano esultato per la vittoria del No. In quell’occasione, lo stesso Conte aveva aperto alla prospettiva delle primarie come strumento per individuare il candidato premier più competitivo per le elezioni del 2027.

I sondaggi delle ultime settimane indicano Conte come il candidato più forte in un’eventuale competizione interna al centrosinistra, con un consenso che si estende anche agli elettori del Partito Democratico e di Alleanza Verdi e Sinistra. Schlein, dal canto suo, ha ribadito più volte di essere pronta a misurarsi con le urne primarie, senza tuttavia rinunciare alla possibilità che a guidare la coalizione sia il leader del partito con il maggior numero di voti. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!