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Schlein: “Con Sánchez per dire che un altro mondo è possibile, il tempo delle destre è finito”

Alla vigilia del vertice progressista di Barcellona, Schlein rivendica segnali di arretramento delle destre e rilancia un’agenda sociale condivisa con i leader internazionali. Un confronto che si gioca su welfare, diritti e modelli economici.
Credit © Partito Democratico

Alla vigilia della mobilitazione progressista globale di Barcellona, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein traccia una linea netta: la stagione delle destre nazionaliste sarebbe giunta al capolinea. L’appuntamento, promosso dal premier spagnolo Pedro Sánchez insieme all’ex ministro di Stato svedese Stefan Löfven, riunirà nella capitale catalana leader progressisti da tutto il mondo con l’obiettivo di rilanciare un’agenda comune centrata su protezione sociale ed economica.

Nel colloquio con alcune testate nazionali, Schlein indica segnali politici che, a suo avviso, segnano un’inversione di tendenza. Tra questi, il risultato del voto in Italia che ha visto 15 milioni di cittadini esprimersi in difesa della Costituzione, e la sconfitta elettorale del premier ungherese Viktor Orbán. Nello stesso quadro, la leader dem colloca anche le vicende statunitensi, citando Donald Trump e JD Vance, accusati di interferenze in campagne elettorali estere, insieme al sostegno offerto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal leader leghista Matteo Salvini.

Secondo Schlein, esiste “un filo conduttore” che accomuna le politiche delle destre, a partire dalle scelte in materia di sanità. Il paragone viene tracciato tra l’esperienza americana e quella italiana: negli Stati Uniti, afferma, si assiste a un progressivo smantellamento dell’Affordable Care Act, mentre in Italia si registrerebbe una riduzione delle risorse destinate agli ospedali. Una dinamica che, sempre secondo la segretaria dem, avrebbe portato milioni di persone a rinunciare alle cure a causa delle liste d’attesa o dei costi.

Altro terreno di scontro è quello del salario minimo. Schlein sottolinea come la proposta avanzata dal Partito democratico sia stata respinta dal governo, evidenziando al contempo che una misura analoga è già presente in gran parte dei Paesi europei. Il tema diventa così emblematico di una più ampia contrapposizione tra modelli economici e sociali.

Nel suo intervento, la leader dem insiste anche sulla dimensione culturale e comunicativa dello scontro politico. Le destre, sostiene, avrebbero costruito consenso “fomentando paure reali” e indirizzandole verso bersagli di volta in volta diversi: migranti, attivisti per il clima, donne, istituzioni europee, sindacati e opposizioni. Una strategia che, a suo giudizio, oggi si ritorce contro gli stessi promotori, in un contesto segnato da tensioni internazionali, guerre commerciali e instabilità.

A Barcellona, conclude Schlein, l’obiettivo sarà riaffermare una visione alternativa: un progetto progressista capace di garantire sicurezza sociale ed economica, rispondendo alla domanda diffusa di “pace, tranquillità e normalità”. Un messaggio che punta a consolidare un fronte internazionale e a proporre un modello politico distinto rispetto a quello delle destre nazionaliste. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!