Nel corso della trasmissione Che tempo che fa, in onda su La Nove, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha chiarito la sua scelta lessicale e politica, spiegando perché evita sistematicamente il termine “sinistra”, preferendo invece definirsi “progressista”.
“Non uso mai la parola sinistra perché non appartiene alla tradizione del M5S“, ha dichiarato Conte durante l’intervista, sottolineando come il Movimento abbia una matrice autonoma rispetto alle categorie politiche tradizionali. L’ex presidente del Consiglio ha evidenziato che si tratta di una scelta consapevole, maturata nel rispetto della storia politica italiana ma anche della natura “giovane” della sua forza politica.
Conte ha insistito sul fatto che il Movimento 5 Stelle non si riconosce pienamente nelle etichette ideologiche del Novecento, preferendo mantenere una propria identità fondata su temi e programmi piuttosto che su appartenenze storiche. “Lo dico in punta di piedi, con rispetto“, ha precisato, rimarcando la volontà di non entrare in contrapposizione con chi invece si riconosce nella tradizione della sinistra.
La posizione del leader pentastellato si inserisce in un dibattito più ampio sul posizionamento politico del M5S nello scenario italiano, soprattutto in relazione ai rapporti con le altre forze progressiste. La scelta delle parole, in questo senso, diventa anche un segnale strategico: mantenere una distanza simbolica dalle etichette classiche per preservare un profilo autonomo e trasversale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
