Si accende il dibattito a Genova in vista dell’adunata nazionale degli Alpini, in programma dall’8 al 10 maggio. A sollevare polemiche è la presa di posizione del movimento Non una di meno, che sui social ha espresso una dura critica all’evento, definendolo simbolo di “euforia nazionalista e patriottica” e di un modello legato a “maschilità tossica e cameratismo militaresco”.
Nel lungo messaggio diffuso online, le attiviste parlano di una città “in guerra” che si prepara a festeggiare, denunciando possibili ricadute sull’accessibilità degli spazi pubblici e sulla vita quotidiana dei cittadini. Nel mirino, in particolare, la gestione della mobilità urbana, la temporanea riorganizzazione dei servizi e la chiusura di alcune scuole, interpretate come una compressione di diritti fondamentali come lo studio e la libera circolazione.
Le critiche si concentrano anche su un piano culturale e simbolico. Secondo il movimento transfemminista, eventi di questo tipo contribuirebbero a normalizzare dinamiche di sessismo e militarismo, evocando un immaginario ritenuto incompatibile con una società inclusiva. Nel testo si fa riferimento a presunti episodi di molestie verificatisi durante precedenti adunate, in particolare quella di Rimini del 2022. Episodi che, tuttavia, non hanno avuto sviluppi giudiziari formali, rimanendo privi di denunce ufficiali.
Dall’altra parte, la tradizione degli Alpini continua a essere rivendicata come espressione di solidarietà, volontariato e servizio al Paese. Il corpo è storicamente impegnato in attività di supporto alla Protezione civile, interventi nelle emergenze e missioni umanitarie, elementi che i sostenitori dell’adunata indicano come parte integrante della sua identità.
Il confronto si estende anche al tema della coerenza nelle proteste. Alcune voci critiche sottolineano come la chiusura delle scuole venga contestata in questo caso, mentre non avrebbe suscitato analoghe reazioni in occasione di altre mobilitazioni, tra cui cortei studenteschi, proteste ambientaliste o manifestazioni politiche che hanno comportato disagi simili.
Il clima resta quindi teso alla vigilia dell’evento, con due visioni contrapposte che riflettono un più ampio scontro culturale sul significato delle manifestazioni pubbliche, sul ruolo delle istituzioni militari nella società contemporanea e sulla gestione degli spazi urbani in occasione di grandi eventi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
