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Tredici Pietro: “Milano è rovinata da tutti gli ‘emigrati’ che vengono, la sfruttano e poi se ne vanno”

Dalla confessione su Milano ai ricordi più nascosti dell’adolescenza, Tredici Pietro si svela senza filtri e torna sul legame con Gianni Morandi: il passaggio a Sanremo resta il momento chiave.

Tredici Pietro si mette a nudo e affida a una lunga intervista rilasciata a Tintoria Podcast un racconto personale che intreccia crescita, identità, famiglia e rapporto con la città. Il cantante, figlio di Gianni Morandi, ripercorre infatti alcune tappe decisive della sua vita e della sua formazione artistica, consegnando un ritratto sincero, a tratti spigoloso, in cui convivono fragilità, ambizione e memoria.

Tra i passaggi che più colpiscono c’è quello dedicato a Milano, città simbolo di opportunità ma anche di transiti veloci, vissuta da Tredici Pietro con uno sguardo disincantato. “Milano è rovinata da tutti gli ‘emigrati’ come me che vengono, sanno che possono realizzare i propri sogni e poi se ne vanno“, afferma il cantante, sintetizzando in una frase il senso di precarietà e di consumo che spesso accompagna il rapporto tra i giovani artisti e i grandi centri urbani. Un’osservazione che suona come autocritica, ma anche come fotografia di una generazione che si sposta, investe tutto sulle proprie aspirazioni e raramente riesce a costruire un legame stabile con i luoghi che la ospitano.

Nel corso dell’intervista emerge anche il lato più intimo del suo passato. Tredici Pietro ricorda infatti episodi dell’infanzia e dell’adolescenza che restituiscono il profilo di un ragazzo in cerca di spazi propri, lontano dagli sguardi e dalle aspettative. “Da piccolo mi nascondevo nel bosco per fumare“, racconta, evocando un’immagine che parla di ribellione, ma soprattutto di bisogno di isolamento, di sperimentazione e di libertà. È un dettaglio che contribuisce a comporre un racconto autentico, mai patinato, nel quale il percorso personale si intreccia naturalmente con quello artistico.

Inevitabile poi il riferimento al rapporto con il padre, figura ingombrante per notorietà ma centrale anche nel vissuto emotivo del cantante. Tredici Pietro si sofferma su uno dei momenti più significativi della sua carriera e della sua vita privata: l’esperienza condivisa con Gianni Morandi sul palco dell’Ariston. “Cantare con mio padre a Sanremo è stata una svolta. È stata la cosa più bella della mia vita“, confessa. Parole che restituiscono il peso umano e simbolico di quell’evento, trasformato da occasione televisiva in snodo personale profondo. Non soltanto un passaggio artistico, ma un momento capace di saldare affetti, storia familiare e consapevolezza professionale.

Nel suo racconto non c’è soltanto il figlio di un’icona della musica italiana, ma un artista che prova a definire se stesso senza scorciatoie. L’intervista a Tintoria Podcast consegna così l’immagine di un Tredici Pietro più maturo, capace di guardarsi indietro con lucidità e di riconoscere il valore dei passaggi che lo hanno formato. Dalle inquietudini giovanili alla consacrazione emotiva di Sanremo, il suo percorso appare segnato da una continua ricerca di autenticità, in equilibrio tra appartenenza e desiderio di emancipazione. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!