Cacciari stronca Sinner: “Imbattibile? Solo perché non affronta Federer, Nadal e Djokovic”

Il filosofo veneziano riconosce la forza mentale di Sinner ma ne ridimensiona il dominio, attribuendolo a un contesto meno competitivo rispetto all’era dei Big Three, evocati come modello tecnico e stilistico.

Il trionfo di Jannik Sinner agli Internazionali d’Italia, culminato con la vittoria su Casper Ruud nella finale del Foro Italico, accende il dibattito non solo tra appassionati e addetti ai lavori, ma anche nel mondo della cultura. A intervenire con parole nette è Massimo Cacciari, filosofo e saggista veneziano, che pur riconoscendo il valore del tennista altoatesino, ne ridimensiona il dominio alla luce di un confronto con il passato recente del tennis mondiale.

Intervistato ai microfoni di “Un giorno da pecora” su Radio 1, Cacciari non nasconde il proprio scetticismo rispetto all’attuale livello del circuito. “Sinner imbattibile? Beh imbattibile perché non gioca con i Federer, i Nadal e i Djokovic. È una competizione un po’ diversa da quella di dieci, quindici anni fa” afferma, sottolineando come il contesto competitivo odierno sia, a suo avviso, meno elevato rispetto all’epoca dominata dai cosiddetti “Big Three”.

Il giudizio si fa ancora più esplicito quando il filosofo analizza le qualità tecniche dei grandi campioni del passato rispetto all’attuale numero uno azzurro: “I suoi avversari non sono schiappe, ma il livello medio non è certo quello di dieci, quindici anni fa. Se vincerebbe o perderebbe contro Federer e Nadal al massimo del loro livello? Secondo me perderebbe”. Una posizione netta, argomentata sul piano della completezza tecnica: “Perderebbe perché erano più completi, per il gioco a rete, smash, eccetera. Erano certamente più bravi, cioè avevano più classe, dai”.

Cacciari non mette in discussione il talento e l’intelligenza sportiva di Sinner, anzi ne esalta un aspetto specifico: “Credo che Sinner, che è una persona certamente di grande intelligenza e vince soprattutto perché ha diecimila volte più testa dei suoi avversari, sarebbe il primo a essere d’accordo con quello che dico”. Un riconoscimento importante, che tuttavia non modifica la valutazione complessiva sul piano estetico e spettacolare.

Particolarmente severo, infatti, è il giudizio sulla finale di Roma, definita senza mezzi termini: “L’ho vista. Noiosissima. Bravissimo Sinner, concentratissimo”. Per il filosofo, la superiorità mentale del tennista italiano è fuori discussione: “Sinner è veramente il più grande di tutti i tempi, io ritengo, per quanto riguarda la testa, la capacità di concentrazione. Cioè è un grandissimo campione”. Ma il confronto con le icone del recente passato resta impietoso: “Però non è Federer, dai, non è Nadal, dai. Insomma, dai”.

Le parole di Cacciari riaprono così una riflessione più ampia sul livello del tennis contemporaneo e sul peso storico dei dominatori di epoche diverse, in un momento in cui Sinner rappresenta il volto vincente e simbolico dello sport italiano nel mondo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!