Dopo il picco termico eccezionale registrato negli ultimi giorni, la struttura anticiclonica subtropicale di matrice africana mostra i primi segnali di cedimento, aprendo la strada a un cambiamento deciso del quadro meteorologico sull’Italia. I valori massimi hanno raggiunto diffusamente i 36-37°C sulla Pianura Padana, mentre le temperature minime si sono mantenute su livelli tipicamente tropicali, con punte di 25°C anche nelle aree collinari del versante adriatico. Contestualmente, lo zero termico si è attestato attorno ai 4100 metri, quota più consona al pieno mese di luglio che alla fine di maggio, a conferma dell’intensità anomala della massa d’aria in quota.
La causa di questa fase estrema è riconducibile alla persistenza di un imponente “Heat Dome”, una cupola anticiclonica che ha intrappolato aria calda di origine sahariana su gran parte dell’Europa occidentale, estendendosi dall’Algeria fino alle Isole Britanniche. All’interno di questo sistema, la subsidenza ha favorito compressione e ulteriore riscaldamento della massa d’aria, impedendo la dispersione del calore accumulato nei bassi strati.
Tuttavia, proprio l’energia termica accumulata rappresenta ora il principale fattore di innesco per fenomeni convettivi di forte intensità. L’ingresso di aria più fresca in quota, in discesa dalle latitudini nord-atlantiche e diretta verso il Centro Italia, determinerà un marcato gradiente termico verticale. Questo contrasto costituirà la scintilla necessaria allo sviluppo di sistemi temporaleschi organizzati, caratterizzati da elevata energia potenziale convettiva (CAPE) e intensa attività elettrica.
I cumulonembi, che potranno svilupparsi fino a quote di 10-12 km, saranno sede di moti convettivi estremamente vigorosi, con correnti ascensionali e discendenti in grado di superare i 100-150 km/h. In tali condizioni, non si escludono fenomeni severi quali grandinate localmente intense, raffiche lineari di downburst e precipitazioni a carattere di rovescio violento, concentrate in brevi intervalli temporali.
La fase più acuta dell’instabilità è attesa nelle prossime 48 ore, con una distribuzione spaziale irregolare dei fenomeni. In una prima fase, i temporali interesseranno prevalentemente il Nord-Est e le aree appenniniche, per poi estendersi alle pianure del Centro Italia, coinvolgendo Toscana, Umbria e Lazio, con successivo spostamento verso i settori tirrenici. Non si esclude un coinvolgimento anche delle aree interne del Sud, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, quando il riscaldamento diurno favorirà ulteriormente la convezione.
Nella giornata di venerdì 29 maggio, una nuova riattivazione dell’instabilità riguarderà il Nord, in particolare il Nord-Ovest e l’Appennino emiliano, mentre fenomeni sparsi continueranno a interessare il Centro-Sud, mantenendo elevata l’incertezza previsionale sulla localizzazione puntuale degli eventi.
Il passaggio temporalesco segnerà la conclusione della prima ondata di calore subtropicale, ma senza un ritorno a condizioni termiche nella norma climatologica. Le temperature massime subiranno una flessione contenuta, attestandosi comunque su valori elevati, compresi tra 32 e 33°C, accompagnati da un tasso di umidità significativo. Questo fattore contribuirà ad accentuare il disagio bioclimatico, soprattutto nelle ore serali e notturne, quando l’evaporazione residua delle precipitazioni favorirà condizioni di afa persistente e notti tropicali diffuse.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
