È entrata nel vivo proprio in queste ore la fase di instabilità che sta interessando il Nord Italia, dove dalle 20:00 di mercoledì 15 luglio i primi temporali stanno già sviluppandosi lungo l’arco alpino e prealpino, con tendenza a un rapido coinvolgimento delle aree pedemontane e, localmente, delle alte pianure. Il peggioramento, legato a un impulso instabile in transito sulle Alpi, mostra caratteristiche tipicamente estive ma con energia sufficiente a generare fenomeni localmente intensi.
Le osservazioni e le proiezioni modellistiche indicano come i nuclei temporaleschi più attivi si stiano organizzando tra Valle d’Aosta orientale, alto Piemonte e soprattutto Lombardia settentrionale, dove l’attività convettiva risulta in progressiva intensificazione. In questa fase iniziale i rovesci si presentano irregolari, ma già in grado di produrre accumuli moderati; tuttavia, il quadro è destinato a evolvere rapidamente nelle prossime ore, con un deciso aumento dell’intensità dei fenomeni.
Tra le 20:00 e le 23:00 si attende infatti il momento più dinamico del peggioramento. Le celle temporalesche tenderanno a strutturarsi ulteriormente tra alta Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto settentrionale, con estensione verso il Friuli-Venezia Giulia. In queste aree potranno registrarsi precipitazioni intense in tempi brevi, con accumuli che localmente potranno raggiungere o superare i 30 millimetri in tre ore, soprattutto nei settori a ridosso dei rilievi.
Particolare attenzione va posta alla Lombardia settentrionale, dove tra Varesotto, Comasco, Lecchese, Bergamasca e Bresciano sono possibili temporali di forte intensità, capaci di generare brevi nubifragi, grandinate localizzate e raffiche di vento improvvise. Condizioni simili sono attese anche sulle aree alpine e dolomitiche del Trentino-Alto Adige, dove la struttura orografica favorirà lo sviluppo di celle temporalesche più organizzate, con precipitazioni concentrate e fenomeni associati anche di una certa energia.
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Sul Veneto settentrionale, in particolare tra Bellunese e Prealpi, i temporali potranno risultare intensi e accompagnati da colpi di vento, con possibile sconfinamento verso l’alta pianura tra le prossime ore e la tarda serata. In Friuli-Venezia Giulia l’attività temporalesca si concentrerà inizialmente sulle aree montane e prealpine, per poi estendersi gradualmente verso il settore centrale della regione nel corso della notte.
Il rischio di grandine risulta concreto nelle aree dove i temporali riusciranno a organizzarsi maggiormente, in particolare tra alta Lombardia, Trentino-Alto Adige e arco dolomitico. Si tratterà di fenomeni localizzati ma potenzialmente intensi. Contestualmente, le raffiche di vento potranno manifestarsi in modo improvviso e violento al passaggio dei temporali, a causa dei downburst, con maggiore incidenza nelle vallate alpine e nelle zone di sbocco verso la pianura.
Sulle aree di pianura, come Milano, Bergamo, Brescia, Verona, Vicenza e Treviso, il coinvolgimento sarà più disomogeneo. Alcuni temporali potranno raggiungere questi settori tra la tarda serata e la notte, ma con distribuzione irregolare e fenomeni alternati a pause asciutte. In pochi chilometri si potranno registrare differenze marcate sia negli accumuli che nell’intensità dei fenomeni.
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Nel corso della notte la linea temporalesca tenderà a traslare verso est, concentrando i fenomeni più attivi sul Triveneto e sul Friuli-Venezia Giulia, mentre sul Nord-Ovest si assisterà a un graduale miglioramento. Il contesto resta comunque caratterizzato da elevata variabilità, con temporali localmente intensi ma non diffusi in modo uniforme.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
