La giornata di martedì 2 giugno si inserisce in un contesto sinottico tipicamente instabile, caratterizzato dalla presenza di una vasta circolazione depressionaria sull’Europa centrale, in grado di pilotare verso il Nord Italia correnti umide sud-occidentali nei bassi strati e aria progressivamente più fredda in quota in ingresso da nord-ovest. Questo assetto barico determina un marcato gradiente termico verticale e un ambiente favorevole allo sviluppo di convezione profonda organizzata.
Nel corso della mattinata si assisterà a condizioni relativamente più stabili, ma già con nuvolosità cumuliforme in aumento sui settori alpini e prealpini. Sarà tuttavia tra il primo pomeriggio e la serata che l’atmosfera raggiungerà il massimo grado di instabilità, con valori di CAPE compresi tra 1200 e 1800 J/kg e wind shear tra 15 e 20 m/s: parametri che delineano un contesto favorevole allo sviluppo di celle temporalesche intense, localmente organizzate in multicelle o supercelle.
Le aree maggiormente esposte al rischio grandine risultano essere l’Alto Piemonte, in particolare tra Verbano, Biellese e alto Vercellese, la pianura piemontese centro-settentrionale e l’alta Lombardia, con coinvolgimento diretto delle province prealpine e pedemontane. Nel dettaglio, la Lombardia si conferma tra le aree più esposte, in particolare le aree del Milanese, Comasco e la Provincia Nord di Bergamo, il Bresciano e il Garda, dove si prevedono accumuli pluviometrici significativi.
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Elevata probabilità di fenomeni severi anche su Veneto, soprattutto tra le Prealpi e l’alta pianura, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, dove la convergenza tra correnti meridionali nei bassi strati e flussi nord-occidentali in quota potrà favorire la genesi di strutture temporalesche persistenti e ben organizzate.
In queste zone non si esclude la formazione di supercelle isolate, capaci di produrre grandine di dimensioni rilevanti. I modelli convettivi indicano chicchi mediamente compresi tra 1,5 e 3 cm di diametro, ma nelle celle più intense – soprattutto tra Alto Piemonte, fascia prealpina lombarda e Friuli – potranno verificarsi episodi con grandine fino a 8 cm, con elevato potenziale di danno su colture, coperture e veicoli esposti.
Fenomeni più isolati ma non trascurabili potranno interessare anche le aree interne del Centro Italia, in particolare l’Appennino toscano, dove il riscaldamento diurno contribuirà ad attivare convezione locale. In questi contesti la grandine sarà generalmente di dimensioni inferiori, ma comunque associata a rovesci intensi e attività elettrica frequente.
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Dal punto di vista temporale, l’innesco dei primi temporali è atteso tra le 13 e le 15 sui rilievi alpini e prealpini, con successiva estensione verso le pianure limitrofe. La fase di massima intensità è prevista tra le 16 e le 21, quando l’interazione tra riscaldamento diurno e dinamiche atmosferiche favorirà lo sviluppo di sistemi convettivi più strutturati. In questa finestra temporale si concentreranno i fenomeni più violenti, con precipitazioni intense, raffiche lineari anche superiori ai 60-70 km/h e frequente attività elettrica.
In serata, dopo le 21-22, si assisterà a una graduale attenuazione dei fenomeni, con residui rovesci in spostamento verso est, in particolare sul Friuli-Venezia Giulia, mentre altrove le condizioni tenderanno a migliorare, pur in un contesto ancora localmente instabile.
La natura irregolare e localizzata dei temporali rende particolarmente difficile individuare con precisione le aree puntuali più colpite, ma il quadro complessivo evidenzia un’elevata probabilità di eventi grandinigeni significativi su gran parte del Nord Italia. In tale contesto si raccomanda massima prudenza negli spostamenti durante le ore pomeridiane e serali, prestando attenzione ai rapidi cambiamenti delle condizioni atmosferiche.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
