Rai, Milo Infante contro Roberta Bruzzone: “L’ha portata davanti al Comitato etico”

Lo scontro tra Infante e Bruzzone approda al Comitato etico Rai, mettendo in discussione nuovi progetti e riaccendendo tensioni interne tra equilibri editoriali, rapporti personali e dinamiche politiche.

Un nuovo fronte di tensione si apre in Rai, dove le dinamiche interne alla direzione Approfondimento rischiano di riflettersi direttamente sui palinsesti. Al centro della vicenda, secondo quanto riportato da Domani, c’è il confronto ormai insanabile tra Milo Infante e Roberta Bruzzone, sfociato in una segnalazione formale al Comitato etico dell’azienda che potrebbe compromettere il futuro televisivo della criminologa.

Bruzzone, volto noto della cronaca nera televisiva e conduttrice della docuserie Nella mente di Narciso, è reduce dalla messa in onda della terza stagione su RaiPlay e si prepara all’approdo in seconda serata su Rai2 dal 21 giugno. Parallelamente, è già in lavorazione un nuovo progetto autunnale dedicato alle truffe agli anziani, con un possibile coinvolgimento della Polizia di Stato, prodotto dalla società La Casa Rossa di Francesca Verdini. Tuttavia, il percorso del programma potrebbe subire un brusco rallentamento.

Alla base della frattura c’è l’episodio andato in onda il 27 novembre durante Ore 14, quando Bruzzone abbandonò la trasmissione in polemica, invitando gli ospiti a “leggere le carte”. La replica di Infante fu immediata e altrettanto dura: “Lo facciamo anche noi lo sforzo di leggerli, non le ha lette solo Lei”. Da quel momento il rapporto si è incrinato definitivamente, fino all’uscita della criminologa dal programma, definita da lei stessa una “scelta doverosa”.

Successivamente, Bruzzone ha spiegato le ragioni della rottura nel podcast Burnout, dichiarando: “perché è venuto meno il rapporto di amicizia con Milo Infante e di conseguenza tutto il resto”. Ha poi aggiunto: “Ho capito che qualcosa era cambiato, non da parte mia, e che il mio ruolo in quella trasmissione cominciava ad essere qualcosa che non mi assomigliava più. Io non ho questa passione di arrabbiarmi a prescindere, però era diventato una sorta di marchio di fabbrica”.

Il conflitto si è ulteriormente aggravato nei mesi successivi, tra accuse incrociate e tensioni alimentate anche da presunti messaggi privati, la cui diffusione è stata smentita pubblicamente dalla criminologa. Infante, nel frattempo, ha deciso di formalizzare la questione consegnando un dossier al Comitato etico Rai, contenente segnalazioni relative a commenti e presunti insulti ricevuti.

La decisione finale non è imminente, ma potrebbe avere conseguenze rilevanti: dall’eventuale richiesta di chiarimenti o scuse fino alla possibile esclusione della Bruzzone da nuovi incarichi. Nel frattempo, secondo quanto riferito da Domani, si sarebbe già svolta una riunione tra il vicedirettore degli Approfondimenti Giuseppe Malara e la produzione per valutare scenari alternativi, compresa la sostituzione della criminologa.

La vicenda si inserisce inoltre in un contesto più ampio, segnato da equilibri interni e appartenenze politiche che rendono lo scontro ancora più delicato. Sia Infante sia l’area produttiva coinvolta sono considerati vicini alla Lega, trasformando il caso in un ulteriore elemento di tensione per Viale Mazzini. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!