L’evoluzione sinottica prevista per la seconda decade di giugno evidenzia uno scenario ancora caratterizzato da una certa incertezza modellistica, con differenze non trascurabili tra le principali emissioni numeriche. Il modello europeo ECMWF delinea una configurazione dominata da un progressivo rafforzamento dell’anticiclone subtropicale, destinato a espandersi con decisione sul Bacino del Mediterraneo a partire da venerdì 12 giugno. In tale contesto, l’Italia verrebbe inglobata in un campo di alta pressione contraddistinto da valori di geopotenziale particolarmente elevati, indice di una massa d’aria stabile e subsidente.
Questa configurazione favorirebbe un deciso contenimento dell’attività convettiva: la subsidenza anticiclonica e la stabilità verticale impedirebbero infatti lo sviluppo dei classici cumuli di calore anche lungo i rilievi alpini e appenninici. Ne deriverebbe una fase marcatamente stabile, con condizioni diffusamente soleggiate e una quasi totale assenza di fenomeni precipitativi. Dal punto di vista termico, si registrerebbe un’anomalia positiva rispetto alle medie climatologiche del periodo, pur senza raggiungere valori estremi.
Di segno differente, almeno in parte, l’interpretazione fornita dal modello americano GFS, che ipotizza un maggiore approfondimento di una saccatura atlantica in discesa verso l’Europa centrale. Questa dinamica favorirebbe un incremento dell’instabilità atmosferica, con l’ingresso di aria più fresca in quota e la conseguente attivazione di moti convettivi anche organizzati.
In tale scenario, l’Italia verrebbe interessata da una fase di maltempo più strutturata, della durata di circa 48 ore, con temporali diffusi inizialmente al Nord ma potenzialmente estesi anche alle regioni centrali e, localmente, a quelle meridionali. Le precipitazioni potrebbero risultare anche intense, accompagnate da un sensibile calo delle temperature.
Alla luce delle divergenze modellistiche, l’ipotesi più plausibile resta quella intermedia, supportata dall’analisi ensemble e dall’esperienza sinottica. L’anticiclone subtropicale dovrebbe effettivamente consolidarsi sul Mediterraneo centrale, ma senza assumere caratteristiche di blocco persistente. Questo consentirebbe infiltrazioni di aria più fresca di origine nord-europea in quota, sufficienti a destabilizzare parzialmente la colonna atmosferica. Ne deriverebbe una distribuzione irregolare dei fenomeni: temporali più probabili sulle regioni nord-orientali e lungo le aree interne del Centro-Sud, mentre il Nord-Ovest rimarrebbe in condizioni di sottovento, con maggiore stabilità e scarsa attività precipitativa.
Sul piano termico, i valori si manterranno su livelli pienamente estivi ma senza eccessi. Le temperature massime sono attese mediamente comprese tra i 25°C e i 28°C su gran parte delle pianure italiane, con scarti contenuti rispetto alle medie stagionali. Un elemento rilevante sarà rappresentato dai bassi tassi di umidità relativa, che contribuiranno a rendere il caldo più tollerabile, limitando la sensazione di afa anche nelle ore diurne.
Nel breve termine, appare invece piuttosto consolidato il peggioramento atteso tra il 9 e il 10 giugno. Una rapida perturbazione temporalesca attraverserà le regioni settentrionali, determinando rovesci e temporali anche di forte intensità, associati a locali fenomeni convettivi organizzati e a un temporaneo calo delle temperature. Si tratterà tuttavia di una fase transitoria, destinata a lasciare spazio a condizioni nuovamente più stabili nei giorni successivi.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
