Un quadro meteorologico apparentemente dominato dall’alta pressione nasconde in realtà condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni estremi sull’Italia. È quanto emerge dall’allerta meteo emessa da Estofex (European Storm Forecast Experiment), valida dalle 06:00 UTC di domenica 28 giugno fino alle 06:00 UTC di lunedì 29 giugno 2026, che assegna un livello 1 di pericolosità a diverse aree del Centro e Sud Italia, oltre a porzioni dell’arco alpino e del Nord.
Lo scenario sinottico vede una vasta area anticiclonica distesa su gran parte dell’Europa, interrotta tuttavia da ondulazioni più instabili confinate tra il Nord-Ovest e l’Est del continente, nonché sul Nord Africa. In questo contesto, una debole ma dinamica onda depressionaria è attesa muoversi dalla Spagna nord-orientale verso il sud della Francia, contribuendo a destabilizzare ulteriormente l’atmosfera in prossimità delle Alpi.
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Sull’arco alpino e le pianure del Nord Italia, il transito di un fronte freddo in lento avanzamento verso est rappresenterà un elemento chiave. Le condizioni favoriranno l’innesco di convezione organizzata lungo linee di convergenza prefrontali e strutture mesoscala, sostenute da un marcato afflusso di aria umida. I temporali, inizialmente sparsi, tenderanno a organizzarsi in sistemi multicellulari o cluster, con movimento lento e dunque elevato rischio di precipitazioni persistenti. Non si escludono accumuli pluviometrici localmente eccezionali, con possibilità concreta di flash flood e allagamenti improvvisi, accompagnati da grandinate di medie-grandi dimensioni e raffiche di vento intense. Nel corso della serata, tali fenomeni tenderanno a traslare verso sud, interessando anche parte della Pianura Padana settentrionale.
Per quanto riguarda il Centro e il Sud Italia, la situazione appare ancora più delicata sotto il profilo energetico. Nonostante la presenza di un campo di alta pressione in quota, una persistente ondata di calore marina nel Mediterraneo, unita alla convergenza delle brezze marine in ingresso dalle coste, determinerà valori di energia convettiva disponibile (MUCAPE) estremamente elevati, fino a 4000 J/kg su scala locale. Si tratta di parametri tipici di ambienti altamente instabili, capaci di sostenere celle temporalesche molto intense. Tuttavia, la presenza di uno strato di inversione (cap) potrebbe inizialmente inibire lo sviluppo convettivo: qualora questo venisse superato, i fenomeni associati risulterebbero particolarmente violenti, con rovesci torrenziali, grandinate di grosse dimensioni e forti raffiche di vento.
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L’evoluzione resta dunque fortemente dipendente da fattori locali e mesoscala, rendendo complessa la previsione puntuale dei fenomeni più intensi. Resta però elevata l’attenzione per il rischio idrogeologico, soprattutto nelle aree alpine e prealpine e nei settori appenninici del Centro-Sud, dove la combinazione tra elevata umidità e moti convettivi intensi potrebbe dar luogo a eventi estremi concentrati in brevi intervalli temporali. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
