L’Italia dovrà attendere l’inizio di settembre per vedere una perturbazione sufficientemente organizzata da interrompere la lunga fase di caldo africano e provocare una diminuzione delle temperature estesa a buona parte del Paese. Gli aggiornamenti elaborati nelle ultime ore da ECMWF, GFS e ICON individuano nella finestra compresa tra martedì 1 e giovedì 3 settembre il momento più favorevole per l’ingresso di correnti atlantiche decisamente più fresche, anche se rimangono differenze importanti sulla traiettoria del fronte e sulla sua capacità di raggiungere le estreme regioni meridionali.
Prima di allora l’Italia sarà interessata soltanto da infiltrazioni instabili marginali, incapaci di produrre una svolta termica nazionale. La perturbazione in transito sull’Europa centrale tra venerdì 28 e sabato 29 agosto riuscirà infatti a lambire le Alpi e alcune zone della Pianura Padana, favorendo temporali tra Valle d’Aosta, Piemonte settentrionale e occidentale, alta Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto settentrionale e Friuli-Venezia Giulia. Qualche fenomeno potrà raggiungere anche la Liguria e, successivamente, le zone interne del Centro, ma il Sud e la Sicilia resteranno ancora esposti alla parte più calda dell’anticiclone africano.
L’aria meno calda che seguirà questo primo fronte riuscirà a propagarsi verso il Nord e parte del Centro entro domenica 30 agosto, determinando una flessione delle temperature soprattutto lungo la Pianura Padana e sulle regioni adriatiche. Non si tratterà, tuttavia, della perturbazione risolutiva: Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata potranno continuare a registrare valori molto elevati, mentre sulle due Isole Maggiori il caldo, pur ridimensionato rispetto ai picchi estremi di giovedì 27 e venerdì 28 agosto, resterà pienamente estivo.
La svolta più importante tra il 1° e il 3 settembre
Il cambiamento più significativo dovrebbe prendere forma tra la Francia e l’Europa occidentale all’inizio della prossima settimana, quando una saccatura atlantica proverà ad abbassarsi verso il Mediterraneo. Secondo l’ultima elaborazione di ECMWF, il fronte potrebbe raggiungere il Nord-Ovest già nel corso di martedì 1° settembre, portando un rapido aumento della nuvolosità e i primi temporali su Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia occidentale.
Tra la sera di martedì e la giornata di mercoledì 2 settembre, il peggioramento dovrebbe estendersi verso Lombardia orientale, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, con precipitazioni localmente intense e la possibilità di grandine, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Il contrasto tra l’aria atlantica in ingresso e quella eccezionalmente calda e umida presente nei bassi strati potrebbe infatti alimentare temporali organizzati, soprattutto sulla Pianura Padana e nelle zone immediatamente a ridosso delle Alpi e dell’Appennino settentrionale.
La successiva evoluzione rimane la parte più delicata della previsione. Lo scenario proposto da ECMWF prevede lo scivolamento della perturbazione verso il Centro e parte del Sud tra mercoledì 2 e giovedì 3 settembre, con temporali prima su Toscana, Umbria, Marche e Lazio, poi su Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Sardegna e Sicilia potrebbero essere coinvolte in maniera più irregolare, poiché l’anticiclone africano tenterà di opporre una maggiore resistenza proprio sul Mediterraneo meridionale.
GFS propone un ingresso più occidentale e meno incisivo, con il flusso fresco diretto soprattutto verso il Nord e le regioni adriatiche, mentre il versante tirrenico meridionale e le Isole Maggiori rimarrebbero più vicini al bordo dell’alta pressione. ICON, la cui previsione arriva soltanto alla fase iniziale del cambiamento, conferma comunque l’indebolimento dell’anticiclone sul Nord Italia e l’avvicinamento del fronte dall’Europa occidentale tra il 1° e il 2 settembre.
Temperature in diminuzione anche di 8-10 gradi
Il calo termico più evidente inizierà al Nord, dove le temperature massime potranno perdere 5-8°C nell’arco di 24 ore, scendendo diffusamente verso i 24-28°C nelle giornate interessate dalle precipitazioni. Nelle città della Pianura Padana anche le temperature minime dovrebbero tornare sotto i 20°C, con una sensibile diminuzione dell’afa e condizioni finalmente più gradevoli durante la notte.
Tra il 2 e il 3 settembre la rinfrescata dovrebbe raggiungere anche il Centro, dove il passaggio dagli oltre 34-37°C precedenti a valori compresi generalmente tra 25 e 30°C potrà determinare diminuzioni locali vicine ai 7-9°C. Lungo il versante adriatico, maggiormente esposto alle correnti settentrionali che seguiranno il fronte, la flessione potrebbe risultare ancora più rapida e accompagnata da un deciso rinforzo della ventilazione.
Il cambiamento più spettacolare riguarderebbe il Sud qualora prevalesse lo scenario di ECMWF. Dopo i picchi superiori ai 40°C attesi negli ultimi giorni di agosto, alcune zone interne potrebbero perdere 8-12°C, riportandosi verso valori prossimi o poco superiori ai 30°C. La diminuzione sarebbe meno accentuata sulle coste ioniche, in Sicilia e sulla Sardegna meridionale, dove l’aria africana potrebbe essere allontanata con maggiore difficoltà.
La perturbazione prevista all’inizio di settembre rappresenta dunque il primo passaggio realmente in grado di ridimensionare il caldo su una parte consistente dell’Italia, ma non può essere ancora considerata la fine definitiva dell’estate. ECMWF contempla infatti una possibile nuova espansione dell’alta pressione dopo il 4 settembre, mentre GFS intravede un secondo impulso atlantico tra domenica 6 e martedì 8 settembre, potenzialmente accompagnato da nuovi temporali, da un’ulteriore rinfrescata al Centro-Nord e dalle prime nevicate sulle Alpi oltre i 2.500-3.000 metri.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
