Martedì 8 settembre 2026 il promontorio anticiclonico di origine subtropicale inizierà progressivamente a indebolirsi, sotto la spinta di un cambio della circolazione atmosferica dai quadranti occidentali e di un calo dei geopotenziali alle quote medio-alte della troposfera. Il nuovo assetto favorirà un aumento dell’instabilità soprattutto nelle ore pomeridiane, con temporali localmente intensi lungo l’Appennino centro-meridionale.
È quanto emerge dall’Avviso Meteo emesso da Pretemp, che assegna un Livello 1 alle aree appenniniche del Centro-Sud per la possibilità di grandinate di piccole e medie dimensioni, con chicchi che localmente potranno raggiungere i 3-5 centimetri, e per forti raffiche di vento in uscita dai temporali, potenzialmente nell’ordine dei 90-100 km/h.
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A favorire lo sviluppo delle celle temporalesche sarà il graduale abbassamento del campo di geopotenziale a circa 5.500 metri di quota, accompagnato dal passaggio da ovest-nordovest di una debole anomalia in alta troposfera. Questa forzante, pur non particolarmente marcata, sarà sufficiente a stimolare la convezione lungo gran parte della dorsale appenninica, con maggiore attenzione ai settori centrali e meridionali.
Un ruolo determinante sarà svolto anche dalle brezze provenienti dal Tirreno e dall’Adriatico: il loro incontro nelle aree interne potrà generare linee di convergenza capaci di innescare rapidamente rovesci e temporali. Le condizioni atmosferiche saranno caratterizzate da una notevole quantità di energia disponibile, con valori di CAPE stimati tra 1.500 e 2.000 J/kg. Nonostante una ventilazione alle diverse quote relativamente debole e quindi poco favorevole alla formazione di sistemi temporaleschi organizzati e persistenti, potranno svilupparsi temporali multicellulari, cluster locali e celle di tipo “pulse storm”, capaci di intensificarsi rapidamente per periodi relativamente brevi.
Proprio nelle prime fasi di sviluppo dei temporali, l’elevata instabilità e le condizioni favorevoli alla crescita della grandine potranno determinare episodi grandinigeni anche significativi. I fenomeni più intensi potranno inoltre produrre improvvise raffiche discendenti, con punte localmente prossime ai 90-100 km/h.
Un quadro di instabilità più contenuta, classificato come Livello 0, interesserà anche diverse aree del Nord Italia. Nel pomeriggio un flusso da ovest-sudovest potrà favorire la formazione di temporali lungo la fascia alpina e prealpina. Tra la tarda serata di martedì e la notte successiva, l’intensificazione delle correnti in quota potrà consentire a nuovi nuclei temporaleschi di svilupparsi o propagarsi verso le zone pedemontane e le pianure di Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, anche attraverso l’interazione con l’aria più fresca riversata al suolo dai temporali alpini.
Il Livello 0 comprende inoltre la Liguria, dove tra tarda sera e notte non è escluso l’ingresso dal mare di temporali multicellulari. Temporali più ordinari, generalmente di durata inferiore, potranno invece formarsi nel pomeriggio sulle restanti zone dell’Appennino, nell’area del Gennargentu in Sardegna, sulla Corsica e su parte della Puglia.
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Particolare attenzione, infine, alla pianura pugliese, dove l’incontro tra brezze provenienti da sud-sudovest e da est-nordest potrebbe creare una zona di convergenza nei bassi strati. In presenza dei temporali non viene esclusa la formazione di locali fenomeni vorticosi, sebbene con carattere isolato.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
