Tempesta Solare verso la Terra, l’8 settembre atteso un doppio impatto: Ecco i Rischi

Due gigantesche nubi di plasma stanno attraversando lo Spazio verso la Terra: l’impatto è vicino e sarà soltanto allora che conosceremo la vera intensità della reazione magnetica.

Il campo magnetico terrestre si prepara a sostenere una nuova sollecitazione proveniente dal Sole. Nella giornata di martedì 8 settembre, due espulsioni di massa coronale dirette verso il nostro pianeta potrebbero raggiungere in rapida successione la magnetosfera, determinando una tempesta geomagnetica di classe G2, corrispondente a un evento di intensità moderata nella scala utilizzata dallo Space Weather Prediction Center della NOAA.

Le due nubi di plasma e particelle elettricamente cariche non dovrebbero colpire frontalmente la Terra, ma attraversarne il campo magnetico con un impatto più probabilmente laterale. La successione ravvicinata dei due disturbi potrebbe tuttavia amplificare temporaneamente la risposta della magnetosfera, rendendo l’evoluzione più vivace rispetto a quella provocata da una singola espulsione coronale.

Cosa significa una tempesta geomagnetica G2

Un evento di classe G2 non rappresenta un pericolo diretto per la popolazione e non produce conseguenze sulle normali condizioni meteorologiche. Gli effetti riguardano soprattutto le infrastrutture tecnologiche più sensibili e le aree poste alle alte latitudini, dove potrebbero verificarsi lievi oscillazioni nelle reti elettriche, variazioni della resistenza atmosferica incontrata dai satelliti in orbita bassa e piccoli disturbi nelle comunicazioni radio ad alta frequenza.

I sistemi satellitari potrebbero richiedere correzioni temporanee dell’assetto, mentre la precisione dei segnali di navigazione potrebbe subire limitate anomalie. Per smartphone, reti mobili, connessioni internet ed elettrodomestici non sono attese conseguenze rilevanti, anche se l’intensità effettiva dell’evento potrà essere determinata con maggiore precisione soltanto quando il flusso di particelle raggiungerà i satelliti di osservazione collocati tra il Sole e la Terra.

Aurore più intense e visibili più a Sud

L’effetto più spettacolare sarà probabilmente l’intensificazione delle aurore polari. Le particelle solari, incanalate dalle linee del campo magnetico terrestre verso le regioni prossime ai poli, entreranno in collisione con i gas presenti nell’alta atmosfera, producendo le caratteristiche emissioni luminose verdi, rosse e violacee.

L’ovale aurorale potrebbe espandersi temporaneamente verso latitudini inferiori rispetto alla norma, favorendo osservazioni anche in alcune zone dell’Europa settentrionale e del Nord America. Per vedere il fenomeno dall’Italia sarebbe invece necessario un evento decisamente più intenso: con una tempesta G2, un’aurora visibile dalla Penisola rimane molto improbabile, salvo un’improvvisa intensificazione superiore alle previsioni.

Il momento decisivo arriverà con l’impatto

La reale portata della tempesta dipenderà soprattutto dall’orientamento del campo magnetico trasportato dalle espulsioni coronali. Se la sua componente risultasse orientata verso Sud, l’interazione con la magnetosfera terrestre diventerebbe più efficiente e il disturbo potrebbe rafforzarsi; con un orientamento meno favorevole, gli effetti rimarrebbero contenuti nonostante l’arrivo delle due nubi di plasma.

Il monitoraggio proseguirà quindi per tutta la giornata dell’8 settembre, quando sarà possibile valutare la velocità del vento solare, la densità delle particelle e l’intensità della perturbazione geomagnetica. Al momento lo scenario più probabile resta quello di una tempesta moderata, spettacolare nei cieli delle alte latitudini ma senza conseguenze significative per la vita quotidiana. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!