Un’intensa fase di maltempo è attesa sull’Italia tra mercoledì 9 e le prime ore di giovedì 10 settembre, con condizioni potenzialmente severe soprattutto sulle regioni settentrionali e su parte del Centro. Il quadro emerge dall’Allerta Meteo emessa da ESROFEX e valida dalle 06:00 UTC del 9 settembre alle 06:00 UTC del 10 settembre, che assegna un livello 3 di rischio a settori dell’Italia nord-occidentale e del Mediterraneo centro-occidentale, circondato da più ampie aree di livello 2 e 1.
La situazione atmosferica sarà caratterizzata dall’avanzamento verso est di una profonda saccatura dall’Europa occidentale e nord-occidentale. Una sua diramazione tenderà ad approfondirsi verso la Spagna e l’Algeria, mentre un secondo impulso attraverserà più rapidamente l’Europa centrale e nord-orientale. Al suolo si svilupperà un’estesa zona frontale dal Mediterraneo occidentale fino all’Italia e, più a nord, verso l’area baltica. Lungo questa fascia potranno formarsi diversi minimi di pressione, favoriti sia dalla dinamica atmosferica sia dall’interazione con le catene montuose.
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Sull’Italia settentrionale e centro-settentrionale sono previste numerose ondate temporalesche, localmente molto intense. Il fronte freddo potrebbe rallentare o risultare parzialmente bloccato dall’orografia, mantenendo per molte ore l’afflusso di aria estremamente umida e instabile. In questo contesto potranno svilupparsi sistemi temporaleschi organizzati, supercelle e linee convettive in rapido movimento, con rischio di grandine di grandi o molto grandi dimensioni, raffiche di vento distruttive, precipitazioni torrenziali e tornado.
Particolare attenzione è richiesta per il Nord-Ovest, dove ESROFEX ha innalzato il rischio al livello 3. Qui la combinazione tra elevata instabilità, forte variazione del vento con la quota e convergenze nei bassi strati potrebbe creare condizioni favorevoli a fenomeni vorticosi anche intensi. Il rischio tornado, tuttavia, non viene escluso nemmeno nelle più ampie aree di livello 2.
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Tra le zone maggiormente esposte alle piogge persistenti e autorigeneranti figurano Liguria e Toscana, dove i temporali potrebbero svilupparsi ripetutamente sulle stesse aree. In particolare durante la notte sono possibili accumuli molto elevati in tempi brevi, con rischio di nubifragi e alluvioni lampo. Condizioni critiche potranno interessare anche Lombardia ed Emilia-Romagna, mentre nelle ore notturne l’instabilità potrebbe estendersi verso il settore dell’alto Adriatico e le regioni nord-orientali.
La Toscana viene indicata tra le aree da monitorare con maggiore attenzione durante la notte: l’arrivo di una forte convergenza prefrontale su una massa d’aria molto calda, umida e instabile potrebbe favorire temporali persistenti, precipitazioni eccezionalmente intense e, localmente, anche strutture supercellulari con rischio di tornado.
A rendere ulteriormente favorevole lo sviluppo di fenomeni violenti contribuiscono le temperature eccezionalmente elevate del Mediterraneo, con anomalie superficiali del mare stimate tra 4 e 5 gradi sopra la media. Questa notevole disponibilità di calore e umidità nei bassi strati può aumentare l’energia disponibile per i temporali, sostenendo sistemi convettivi particolarmente organizzati e persistenti.
Molto critica anche la situazione sul Mediterraneo centro-occidentale, dalle Baleari verso Sardegna e Tirreno. In quest’area sono attesi valori di instabilità molto elevati, con MLCAPE localmente tra 2000 e 3000 J/kg e forte shear verticale del vento. Potranno svilupparsi supercelle isolate, linee temporalesche arcuate e successivamente un sistema convettivo organizzato di grandi dimensioni. Sono possibili grandine molto grossa, raffiche superiori ai 30 metri al secondo, piogge torrenziali e tornado, con la possibilità di un vortice intenso e dannoso.
Durante la notte il sistema convettivo potrebbe evolvere verso la Sardegna con caratteristiche particolarmente violente. ESROFEX segnala anche la possibilità che all’interno dell’ammasso temporalesco si sviluppi un vortice mesoscalare ben organizzato, capace di produrre condizioni estreme e localmente simili a quelle associate a piccoli sistemi di tipo tropicale.
Il quadro resta complesso perché il passaggio di più sistemi temporaleschi potrà modificare rapidamente le condizioni locali, lasciando al suolo confini di raffica e zone di convergenza che potrebbero diventare punti di innesco per nuovi temporali. Proprio l’interazione tra vecchi e nuovi sistemi convettivi potrà creare, su scala locale, condizioni ancora più favorevoli a fenomeni estremi.
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La fase più delicata si concentrerà quindi tra la giornata di mercoledì e la successiva notte, con particolare attenzione a Nord-Ovest, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e successivamente al Nord-Est e all’alto Adriatico. La natura dei fenomeni sarà fortemente localizzata, ma laddove i temporali riusciranno a organizzarsi potranno verificarsi episodi di severità elevata.
