Giovedì 10 settembre 2026 l’Italia sarà interessata da una fase di maltempo potenzialmente severo, con le criticità maggiori attese sul versante tirrenico centrale e sul Nord-Est. L’Avviso Meteo emesso da PRETEMP assegna infatti un livello 2 al settore tirrenico compreso tra Toscana e Lazio e, sul versante adriatico, all’Alto Adriatico fino alle coste e al settore orientale del Friuli-Venezia Giulia, oltre a Slovenia e Croazia settentrionale.
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La situazione sarà determinata da una saccatura di origine atlantica, destinata a isolare un cut-off sulle regioni nord-occidentali italiane e associata a un sistema frontale in lenta evoluzione verso est-nordest. Sul comparto più meridionale resterà invece presente un residuo promontorio anticiclonico subtropicale. Tra queste due strutture continuerà a scorrere un intenso flusso sud-occidentale alle quote medio-alte, mentre nei bassi strati risaliranno dal Mediterraneo masse d’aria estremamente umide e instabili, ulteriormente alimentate dalle elevate temperature superficiali marine.
Tra Toscana e Lazio il livello 2 è stato emesso soprattutto per il rischio di forti piogge concentrate e localmente molto abbondanti, con la possibilità di criticità idrogeologiche nelle zone maggiormente colpite. Il contenuto di umidità atmosferica sarà particolarmente elevato, con valori di acqua precipitabile superiori ai 45 millimetri, mentre sulle aree marittime l’instabilità potrà raggiungere e localmente superare i 3.000 J/kg di ML CAPE.
In questo ambiente potranno formarsi temporali molto organizzati, anche sotto forma di sistemi convettivi a mesoscala e strutture autorigeneranti. Non si esclude lo sviluppo di configurazioni V-shaped, capaci di scaricare precipitazioni intense e persistenti sulle stesse aree. Il rischio sarà quindi quello di nubifragi accompagnati da accumuli importanti in intervalli di tempo relativamente brevi.
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Particolare attenzione anche alle raffiche di vento convettive. I temporali più intensi potranno produrre wet downburst con velocità superiori ai 100 km/h, favoriti dal peso delle precipitazioni e dalla forte dinamica atmosferica. Saranno possibili inoltre grandinate con chicchi generalmente compresi tra 2 e 4 centimetri, ma localmente non si possono escludere diametri superiori ai 4 centimetri.
La presenza di valori di shear molto elevati potrà favorire anche strutture temporalesche più complesse. Il DLS tra 0 e 6 chilometri potrà superare i 20 m/s, mentre nei bassi strati sono previsti valori di LLS oltre 17 m/s e di elicità relativa alla tempesta superiori a 300 m²/s². In questo contesto non è esclusa la formazione di qualche supercella embedded, cioè inserita all’interno di sistemi temporaleschi più estesi.
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Resterà inoltre presente un rischio di fenomeni vorticosi. Le zone costiere tirreniche potranno essere interessate da trombe marine, mentre sulle aree pianeggianti interne di Toscana e Lazio non sono del tutto esclusi landspout o, più localmente, tornado di origine mesociclonica.
Un secondo livello 2 interesserà l’Alto Adriatico, il settore costiero e orientale del Friuli-Venezia Giulia, la Slovenia e la Croazia settentrionale. In queste aree il pericolo principale sarà rappresentato dalle precipitazioni molto abbondanti e persistenti. Sul Friuli orientale e soprattutto sul comparto balcanico occidentale gli accumuli nelle 24 ore potranno superare i 100-150 millimetri, anche grazie al contributo del sollevamento orografico.
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Sul Nord-Est sarà particolarmente importante la presenza di una zona di convergenza tra correnti calde e molto umide provenienti da sud-est e flussi più freschi nord-orientali in uscita dall’Istria. Lungo questo boundary potranno svilupparsi sistemi temporaleschi organizzati di tipo QLCS o MCS, con celle in movimento verso nord-nordest e possibilità di nuove attivazioni più a sud e a ovest.
Anche in questo settore saranno possibili forti raffiche convettive e wet downburst. I parametri di shear risulteranno particolarmente elevati, soprattutto durante la prima parte della giornata, con DLS oltre 25 m/s, LLS tra 0 e 1 chilometro superiore a 20 m/s ed elicità fino a 300-350 m²/s².
Non mancherà il rischio di fenomeni vorticosi, in particolare lungo le coste dell’Alto Adriatico e sul settore balcanico. Le trombe marine rappresenteranno il fenomeno più probabile, ma localmente saranno possibili anche landspout o tornado, soprattutto in corrispondenza delle principali linee di convergenza. Le grandinate saranno generalmente di piccole dimensioni, ma potranno risultare localmente medie.
Un livello 1 è stato invece assegnato al resto del Nord-Est e alle regioni centrali. In queste aree il passaggio del fronte potrà favorire temporali diffusi, localmente organizzati in mesolinee o sistemi convettivi, con rischio di piogge intense in poco tempo, forti raffiche di vento e grandinate generalmente di piccole dimensioni.
Sulle restanti coste tirreniche e su parte delle coste del medio e alto Adriatico viene inoltre segnalata una possibilità più bassa, corrispondente al livello 0, di trombe marine. Nelle aree meno direttamente coinvolte dalla dinamica frontale i temporali saranno generalmente meno organizzati e più spesso costituiti da celle singole o multicellulari.
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La giornata di giovedì 10 settembre si presenta dunque particolarmente delicata soprattutto tra Toscana, Lazio, Alto Adriatico e Friuli orientale. La combinazione tra aria molto umida, forte instabilità e venti intensi alle diverse quote potrà favorire temporali localmente violenti, capaci di produrre nubifragi, grandine, raffiche distruttive e fenomeni vorticosi.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
