Clima, i DATI dell’Estate 2026: Italia spaccata in due dal caldo. Le città più calde quest’anno

Dietro il caldo dell’estate 2026 emerge un’Italia divisa come raramente accaduto: la mappa delle anomalie racconta differenze sorprendenti e ribalta molte convinzioni sulle città più roventi.

L’estate meteorologica 2026, compresa tra il 1° giugno e il 31 agosto, è stata eccezionalmente calda in tutta Italia, ma l’intensità dell’anomalia termica è cambiata profondamente da una zona all’altra. L’elaborazione dei dati Copernicus ERA5-Land mostra un Paese diviso tra un versante occidentale sottoposto a un surriscaldamento estremo e alcune aree del Nord-Est e del Mezzogiorno nelle quali le temperature, pur superiori alla norma, sono rimaste decisamente più contenute. Il confronto non riguarda soltanto i picchi raggiunti durante le singole ondate di calore, ma la temperatura media dell’intero trimestre, comprese le ore notturne, ed è proprio questo elemento a rendere particolarmente rilevanti gli scarti osservati.

Torino, Biella, Novara e Firenze sono state le città più calde

Le anomalie più elevate si sono concentrate sul Nord-Ovest e lungo il versante tirrenico, dove la persistenza delle strutture anticicloniche subtropicali ha favorito settimane caratterizzate da temperature molto alte, scarso ricambio d’aria e numerose notti tropicali. Torino, Biella, Novara e Firenze sono risultate le città italiane maggiormente esposte, con uno scarto medio stagionale superiore ai 4°C rispetto al periodo climatico 1991-2020. Un’anomalia di questa portata, estesa a tutti i novanta giorni dell’estate meteorologica, descrive una stagione dominata non soltanto da punte estreme, ma soprattutto da un caldo continuo e capace di resistere anche durante le ore serali e notturne.

Il Piemonte è stato uno degli epicentri del caldo, insieme ai settori occidentali della Lombardia e alle altre aree del Nord-Ovest, mentre procedendo verso il Centro le anomalie più marcate hanno coinvolto la Toscana, l’Umbria e il Lazio. Anche gran parte della Campania ha registrato valori molto superiori alla media, confermando un asse particolarmente rovente esteso dalle pianure piemontesi fino al medio-basso versante tirrenico. Firenze rappresenta il caso più evidente dell’Italia centrale, con un’anomalia paragonabile a quella osservata nelle città piemontesi maggiormente colpite.

Nord-Est, Puglia e Sicilia hanno contenuto maggiormente l’anomalia

Uno scenario differente ha interessato il Nord-Est, la Puglia e la Sicilia, rimaste più spesso ai margini delle risalite d’aria rovente dirette verso la Penisola Iberica, la Francia e l’Italia occidentale. Deboli correnti provenienti dai Balcani e dal Mediterraneo orientale hanno favorito un maggiore rimescolamento dell’aria, limitando la durata delle fasi più estreme e impedendo alle anomalie di raggiungere i livelli registrati tra Piemonte, Toscana e Lazio.

Tra le città dove il caldo è rimasto relativamente più contenuto figurano Catania, Agrigento, Lecce, Belluno e Ferrara, tutte con anomalie stagionali inferiori ai 2,5°C. Gli scarti più bassi, vicini ai 2°C, sono stati rilevati sull’Etna, sulle Dolomiti e nel Salento, territori che hanno così registrato un’anomalia pari a circa la metà di quella osservata nelle aree più calde del Nord-Ovest. Questo non significa che in Sicilia orientale, nella Puglia meridionale o sulle pianure nord-orientali abbia fatto fresco, ma che il caldo è risultato meno eccezionale rispetto alle rispettive medie climatiche.

L’anomalia non coincide con la temperatura assoluta

Il dato di Catania e Lecce non indica necessariamente temperature inferiori a quelle misurate a Torino o Firenze, poiché le città meridionali partono normalmente da medie estive più elevate. L’anomalia misura infatti la distanza rispetto al clima abituale di ciascun territorio: una città può quindi registrare massime molto alte, ma mostrare uno scarto più contenuto perché quei valori sono maggiormente compatibili con la sua climatologia. Torino e Firenze, al contrario, hanno vissuto un’estate molto più lontana dai parametri storici locali, con un surriscaldamento prolungato che ha coinvolto sia le temperature diurne sia quelle notturne. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!