Con il sostegno dell’assemblea nazionale e un messaggio rivolto agli alleati, Elly Schlein porta la propria disponibilità a guidare il centrosinistra al centro del percorso verso le prossime elezioni politiche. Alla Nuvola di Roma, dove il Partito democratico si è riunito domenica 18 ottobre, la segretaria lega la sfida per Palazzo Chigi alla costruzione di un programma comune e alla richiesta di tenere insieme tutte le forze progressiste, chiudendo la porta a future larghe intese.
“Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del consiglio, con o senza le primarie”, ha dichiarato Schlein davanti all’assemblea. Una disponibilità che trova un preciso sostegno nel voto dei delegati: con 578 favorevoli, 3 contrari e 26 astenuti, è stato approvato l’ordine del giorno che stabilisce, qualora si tengano le primarie, che “l’assemblea nazionale designa la segretaria quale propria candidata”. Il passaggio definisce dunque la posizione del Pd nell’eventuale competizione interna al centrosinistra, mentre resta da concordare con le altre forze il percorso per scegliere la guida dell’alleanza.
L’assemblea ha approvato anche la proroga del mandato del segretario nel caso in cui la sua scadenza cada in un anno di elezioni politiche, una decisione che consente a Schlein di restare alla guida del partito oltre il termine naturale del 12 marzo 2027. Nel voto da remoto sono stati registrati un contrario e un astenuto. La modifica interviene sul calendario interno dei democratici, evitando che il rinnovo della segreteria si sovrapponga all’appuntamento elettorale nazionale, e accompagna il mandato politico ricevuto dalla leader sulla candidatura alle eventuali primarie.
Nel suo intervento Schlein ha insistito sulla necessità di accelerare il confronto con gli alleati, indicando nel programma il terreno sul quale completare la costruzione dell’alternativa. “Ora manca un miglio, noi siamo pronti anche da subito a sederci con le altre forze progressiste per ultimare un programma comune. Anche questa settimana abbiamo scritto una risoluzione con 21 punti di politica economica e sociale condivisa. Ma bisogna essere tutti, non da soli, serve tutta l’alleanza progressista che governa nelle regioni. Bisogna allargare, non restringere”. Alla richiesta di una coalizione ampia ha affiancato un confine politico netto: “A chi tifa pareggio e pensa a un leader più disponibile alle larghe intese noi diciamo: mai più larghe intese, siamo qua per vincere con la nostra alleanza progressista”.
Una parte significativa del discorso è stata dedicata alla tenuta del Pd e alle previsioni di chi, secondo la segretaria, ne aveva sottovalutato la capacità di ricomporsi dopo la sconfitta elettorale del 2022. “Avevano scommesso contro di noi, avevano scommesso che ci saremmo scissi. Ricordate nel 2022 c’era qualcuno che aveva già scritto il necrologio del partito democratico e invece abbiamo rialzato la testa. Avevano scommesso che ci saremmo divisi”, ha detto rivolgendosi al presidente Stefano Bonaccini, per poi rivendicare: “Invece oggi il partito democratico è più unito che mai. Avevano scommesso che io non sarei durata sei mesi e invece sono ancora qua. Anzi, è la prima volta che una segretaria del Pd finisce il suo mandato”.
Alla rivendicazione del percorso compiuto si è aggiunto un passaggio personale, con il quale Schlein ha collegato la propria leadership al tema della rappresentanza e del riscatto di chi si sente escluso. “La sorpresa saremo noi, stavolta”, ha affermato, aggiungendo: “Io posso solo offrire le mie aggravanti personali, essere donna, avere quarant’anni, essere libera e non essere proprio conforme a tutti gli standard”. La segretaria ha quindi difeso l’autonomia del partito: “Ma voglio dare loro una notizia siamo qui a fare esattamente quello che la nostra gente si aspetta da noi. E se qualcuno non accetta che il Partito Democratico è libero, autonomo e risponde soltanto alla sua base di elettori se ne farà una grandissima ragione”.
Nella stessa parte dell’intervento, la leader dem ha descritto la prossima sfida politica come un’occasione di rappresentanza per chi si è sentito giudicare inadeguato: “E penso che questa sarà la sfida del riscatto proprio di tutte quelle e tutti quelli che si sono sempre sentiti dire che non ce la potevano fare, che non sono adeguati che devono dedicarsi ad altro, che sono troppo o troppo poco. Lo diceva la Bonino continuate a essere troppo”. Un messaggio che affianca alla proposta di candidatura una lettura politica della propria esperienza alla guida del Pd.
Il confronto con gli alleati riguarda intanto anche una possibile iniziativa comune nelle piazze. A margine dell’assemblea, Schlein ha raccolto l’appello di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, indicando nella manifestazione della Cgil del giorno precedente uno stimolo a costruire una risposta politica condivisa. “Ho letto che Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono rivolti a tutti noi alleati per dire che la manifestazione bella di ieri, pacifica, della Cgil, a cui abbiamo partecipato in tantissimi, ci dà anche la responsabilità, di costruire un’alternativa che risponda a quelle aspettative, a quei sogni, a quei bisogni”, ha dichiarato.
La disponibilità del Pd riguarda una mobilitazione concentrata sulle condizioni economiche e sociali: “E ci chiedono di valutare di fare insieme, di organizzare insieme una manifestazione sul carovita, sui salari, sulla giustizia sociale. Noi ci siamo, siamo assolutamente disponibili”. Per Schlein, questo percorso deve accompagnare il lavoro sul programma: “Il programma comune che adesso dobbiamo affinare e chiudere, che vive delle tante proposte unitarie, vive ancora di più se lo facciamo vivere intrecciandolo alla forte richiesta che c’è in una parte del paese di migliorare le condizioni di vita delle persone”. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
