Meteo, il freddo prepara l’affondo: ecco quando arriverà il picco e dove scenderà la neve

Tra vento pungente e prime imbiancate, il cambio di stagione entrerà nel vivo: alcune zone sentiranno l’affondo molto più delle altre.

L’aria fredda in arrivo dall’Europa orientale cambierà il volto del fine settimana di Ognissanti, portando un calo delle temperature su tutta l’Italia e condizioni favorevoli al ritorno della neve su alcuni settori delle Alpi e dell’Appennino. Il raffreddamento sarà accompagnato da venti sostenuti nord-orientali, mentre nelle zone raggiunte dalle precipitazioni il tempo assumerà caratteristiche più vicine all’inizio dell’inverno.

La fase centrale è attesa domenica 1° novembre 2026, quando il nucleo freddo farà sentire maggiormente i suoi effetti tra parte del Nord e le regioni centrali adriatiche. Le quote delle nevicate varieranno sensibilmente da una zona all’altra: sull’Appennino tosco-emiliano saranno possibili fiocchi fin verso i 1.100-1.200 metri, mentre tra Marche e Abruzzo la neve avrà maggiori possibilità di presentarsi con una certa consistenza alle quote superiori.

Il momento più freddo domenica sera: le temperature attese in quota e al suolo

Le previsioni del modello ECMWF collocano il passaggio più freddo in quota attorno alle ore 19 di domenica 1° novembre. In questa fase, temperature prossime a 0 °C a circa 1.500 metri di altitudine interesseranno l’Emilia-Romagna, il Veneto meridionale, le Marche, l’Umbria orientale e gran parte dell’Abruzzo. Sarà questa la fascia nella quale l’ingresso dell’aria fredda risulterà particolarmente evidente alla quota considerata, con conseguenze anche sul limite delle nevicate dove saranno presenti precipitazioni.

Il valore di 0 °C riguarda l’aria in quota e non indica temperature prossime al gelo nelle pianure o lungo le coste. Al suolo, tuttavia, il raffreddamento sarà ben avvertibile: domenica 1° novembre le massime sulle regioni adriatiche faticheranno a superare i 14 °C anche lungo diversi tratti costieri, mentre nelle zone interne e collinari più esposte le temperature diurne potranno fermarsi attorno ai 10 °C, soprattutto sotto cieli coperti e durante gli acquazzoni.

Marche, Abruzzo, Molise e Puglia saranno tra le regioni maggiormente esposte alle correnti fredde provenienti dai Balcani. Il calo termico raggiungerà comunque anche il resto del Centro-Sud e il Settentrione, dove la presenza di schiarite non impedirà alle temperature di diminuire.

Un altro passaggio significativo sarà la notte tra domenica 1° e lunedì 2 novembre: nelle aree interne e in alcune zone della Val Padana le minime potranno scendere al di sotto dei 3-4 °C, mentre lungo le coste adriatiche saranno possibili valori localmente inferiori ai 10 °C. La ventilazione nord-orientale renderà più pungente il freddo nelle località esposte; nelle zone riparate, invece, l’entità del raffreddamento notturno dipenderà anche dalle schiarite e dall’attenuazione del vento.

Dove nevicherà a Ognissanti: le quote dalle Alpi all’Appennino

Nella giornata di domenica 1° novembre, sulle Alpi occidentali sono previste spruzzate di neve oltre i 1.500 metri, mentre sulle Alpi orientali il limite potrà abbassarsi intorno ai 1.250 metri. Il quadro indica episodi generalmente modesti e distribuiti in modo irregolare, senza elementi sufficienti per parlare di una nevicata abbondante ed estesa all’intero arco alpino.

Sull’Appennino tosco-emiliano non si escludono fiocchi oltre i 1.100-1.200 metri. È la quota più bassa indicata per questo passaggio, ma riguarda la possibilità di qualche breve episodio nevoso: la presenza dell’aria fredda dovrà infatti coincidere con precipitazioni sufficienti a portare i fiocchi fino a quelle altitudini.

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La situazione più favorevole a nevicate un po’ più consistenti interesserà invece i rilievi delle aree interne tra Marche e Abruzzo, generalmente oltre i 1.300-1.350 metri. Qui l’incontro tra il raffreddamento e le precipitazioni offrirà maggiori possibilità di imbiancate rispetto ai settori appenninici raggiunti soltanto da fenomeni occasionali.

Le quote indicate rappresentano il limite orientativo al quale potranno comparire le nevicate e non garantiscono un accumulo uniforme. Non emerge una previsione di neve in pianura o sulle basse colline: l’episodio resterà legato soprattutto alle aree montane, con differenze determinate dall’intensità e dalla durata delle precipitazioni.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it