La svolta attesa da molte zone d’Italia comincia a prendere forma, con l’alta pressione che perde solidità e l’Atlantico pronto a riportare perturbazioni più organizzate verso il Mediterraneo. Dopo una fase nella quale le precipitazioni hanno faticato a raggiungere con continuità soprattutto le regioni settentrionali, novembre si prepara a cambiare passo: prima un passaggio piovoso dalla Sardegna verso il Nord-Ovest e il versante tirrenico, poi una circolazione favorevole a piogge più diffuse in pianura e nevicate sulle Alpi. Il cambiamento avverrà in più riprese, con una prima perturbazione già nei prossimi giorni e un’evoluzione più incisiva all’inizio della prossima settimana.
A favorire questo passaggio è l’indebolimento della struttura anticiclonica europea. Una goccia fredda, in movimento dall’Europa centrale verso la Francia, ha interrotto il collegamento che alimentava l’alta pressione dalle latitudini subtropicali, rendendo il Mediterraneo centro-occidentale più accessibile alle perturbazioni. Si apre così la strada a una fase autunnale nella quale le correnti umide potranno raggiungere con maggiore facilità anche territori rimasti ai margini delle precipitazioni.
Prima la Sardegna, poi piogge verso il Tirreno e il Nord-Ovest
Il primo appuntamento è giovedì 5 novembre, quando una perturbazione porterà piogge intense sulla Sardegna. L’isola sarà quindi il primo territorio a risentire in maniera significativa di questo passaggio, mentre il successivo avanzamento del sistema nuvoloso distribuirà i fenomeni anche su altri settori italiani.
Venerdì 6 novembre le precipitazioni raggiungeranno il Nord-Ovest e il versante tirrenico, con piogge sparse e rovesci. Sarà un primo allargamento dell’instabilità, senza che questo significhi ancora un coinvolgimento uniforme dell’intera Penisola: la distribuzione dei fenomeni resterà legata al movimento della perturbazione e alle zone maggiormente esposte alle correnti umide.
Questo passaggio anticiperà il cambiamento più importante atteso nella settimana successiva. Per il ritorno di precipitazioni abbondanti su una porzione più ampia del Paese, l’attenzione si sposta infatti all’inizio della settimana di lunedì 9 novembre, quando l’ingresso delle perturbazioni atlantiche nel Mediterraneo diventerà più agevole.
La svolta della prossima settimana: Nord e Centro più esposti
La tendenza indica una vasta depressione atlantica capace di indirizzare più perturbazioni verso l’Italia, precedute da correnti meridionali umide. Sarà questa alimentazione a sostenere una fase maggiormente piovosa, soprattutto sulle regioni settentrionali e su quelle centrali affacciate al Tirreno.
Un riferimento significativo è giovedì 12 novembre: per questa giornata gli scenari del modello GFS delineano una probabilità elevata di precipitazioni al Nord e al Centro, con particolare interessamento delle regioni tirreniche e delle aree interne. Il peggioramento avrebbe quindi il suo asse principale tra l’Italia settentrionale, la Toscana, il Lazio e i settori interni centrali, con un coinvolgimento anche della Campania.
Lungo il medio-basso Adriatico e su gran parte del Sud, invece, le piogge risultano inizialmente meno probabili. La Campania rappresenta l’eccezione più evidente nel quadro meridionale, proprio per la sua esposizione al flusso umido proveniente dai quadranti occidentali e meridionali.
La differenza rispetto ai passaggi precedenti riguarderebbe soprattutto l’organizzazione della circolazione: una depressione atlantica e più fronti perturbati creerebbero le condizioni per precipitazioni distribuite su più giornate. La distanza temporale richiede ancora conferme sulla successione dei fronti e sui quantitativi, ma il segnale favorevole a un cambiamento esteso interessa ormai buona parte del Centro-Nord.
Neve sulle Alpi e fase instabile che può arrivare a metà mese
Con l’arrivo delle perturbazioni torneranno anche le nevicate sulle Alpi, a quote medio-alte, mentre sulle pianure prevarrà la pioggia. Il richiamo meridionale manterrà infatti un contesto umido, senza freddo particolarmente intenso, coerente con una fase di maltempo autunnale alimentata dall’Atlantico.
Per questa evoluzione non è ancora possibile fissare una quota neve precisa né indicare accumuli attendibili: il limite delle nevicate dipenderà dalle temperature associate ai singoli passaggi perturbati e dall’intensità delle precipitazioni. Il ritorno della neve alpina resta comunque uno degli elementi centrali della tendenza, insieme alle piogge attese alle quote inferiori.
La circolazione depressionaria potrebbe inoltre mantenersi attiva fino a domenica 15 novembre. Gli scenari GFS indicano ancora la presenza di una bassa pressione sull’Italia attorno a quella data, con spazio per ulteriori precipitazioni. Questo non comporta pioggia continua ovunque, ma suggerisce una fase nella quale nuovi episodi instabili avrebbero modo di susseguirsi, intervallati da pause. Oltre metà mese, l’evoluzione rimane ancora troppo incerta per definire tempi e modalità di un eventuale ritorno dell’alta pressione.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
