L’autunno prova a riprendersi la scena attraverso un cambiamento che riporterebbe le perturbazioni atlantiche verso il Mediterraneo, raggiungendo anche le regioni settentrionali rimaste ai margini delle piogge più recenti. Dopo il maltempo che ha interessato soprattutto il Centro-Sud, alimentato dall’arrivo di aria fredda, si prospetta una circolazione diversa: correnti umide meridionali, precipitazioni più estese e una successione di passaggi piovosi capace di coinvolgere prima il Nord e successivamente buona parte del versante tirrenico.
La tendenza per la seconda settimana di novembre acquista così maggiore consistenza, anche se tempi e intensità devono ancora consolidarsi. Un primo peggioramento si delinea tra mercoledì 11 e giovedì 12 novembre, mentre tra venerdì 13 e sabato 14 emergono le condizioni per precipitazioni più abbondanti, con alcuni settori esposti a quantitativi localmente elevati.
La prima fase interesserà principalmente tra l’11 e il 12 novembre il Nord, con precipitazioni distribuite in modo irregolare e differenze sensibili anche tra territori vicini. Nelle 24 ore comprese tra mercoledì 11 e il pomeriggio di giovedì 12 novembre, i maggiori apporti si concentrano tra Liguria, settori lombardi a ridosso dei rilievi e Friuli Venezia Giulia.
Sulla Liguria, soprattutto nel tratto centrale e verso Levante, sono prospettati quantitativi di circa 20-40 millimetri, con massimi locali nell’ordine di 50-60 millimetri nei settori più esposti. Le precipitazioni coinvolgerebbero anche l’Appennino vicino al confine con la Toscana, mentre sul resto della regione gli apporti risulterebbero meno uniformi.
In Lombardia, la fascia prealpina e parte dell’alta pianura presentano accumuli indicativamente compresi fra 20 e 40 millimetri, con punte locali attorno a 40-50 millimetri. Milano si troverebbe in prossimità del settore piovoso, ma i quantitativi maggiori riguarderebbero soprattutto le aree più settentrionali e vicine ai rilievi, senza estendersi con la stessa intensità a tutta la pianura lombarda.
Un altro nucleo di precipitazioni consistenti interessa il Friuli Venezia Giulia, con valori generalmente di 20-40 millimetri e picchi locali di 40-60 millimetri, soprattutto verso i settori orientali e prossimi al confine sloveno. Sul Veneto gli apporti risultano più variabili, mentre sull’Emilia-Romagna prevalgono inizialmente piogge meno abbondanti, spesso nell’ordine di pochi millimetri.
Il Piemonte appare coinvolto in maniera più discontinua: diversi settori di pianura, compresa l’area torinese, rimarrebbero lontani dai massimi precipitativi, mentre apporti maggiori interesserebbero alcune zone settentrionali e orientali. Anche la Toscana riceverebbe le prime piogge, soprattutto a nord e lungo i settori più vicini alla Liguria, senza ancora raggiungere l’intensità prospettata per il passaggio successivo.
In questa prima fase Lazio, gran parte del Centro adriatico e buona parte del Sud resterebbero relativamente riparati, con fenomeni assenti o marginali su molte aree. La Sardegna avrebbe un coinvolgimento ancora limitato e irregolare.
Tra il 13 e il 14 novembre il peggioramento si intensifica e scende sul Tirreno
L’evoluzione successiva presenta una distribuzione delle piogge più estesa e quantitativi superiori. Tra venerdì 13 e la notte su sabato 14 novembre, le precipitazioni si rafforzerebbero sul Nord-Est e sull’alto versante tirrenico, raggiungendo progressivamente anche Lazio e Campania.
Sul settore alpino e prealpino tra Veneto orientale e Friuli Venezia Giulia si delineano accumuli di 40-80 millimetri in 24 ore, con massimi locali nell’ordine di 80-100 millimetri e punte superiori ai 100 millimetri verso l’estremo Nord-Est, in prossimità del confine sloveno. I quantitativi sarebbero molto meno uniformi sulle pianure e sulle regioni nord-occidentali, dove non emerge un coinvolgimento altrettanto intenso e generalizzato.
Contemporaneamente, un passaggio piovoso importante investirebbe la Toscana, soprattutto il settore settentrionale e nord-occidentale e le aree appenniniche. Qui sono prospettati 40-70 millimetri, con punte locali di 80-100 millimetri nei settori maggiormente esposti, mentre sul resto della regione gli apporti risulterebbero più variabili. Le piogge coinvolgerebbero anche l’Emilia-Romagna, con quantitativi più consistenti lungo l’Appennino rispetto a diverse zone di pianura.
Procedendo verso sud, le precipitazioni raggiungerebbero il Lazio, con apporti inizialmente nell’ordine di 20-40 millimetri, localmente superiori, e la Campania, dove il peggioramento acquisterebbe maggiore forza nel periodo successivo.
Nelle 24 ore tra le 13 di venerdì 13 e le 13 di sabato 14 novembre, il nucleo più intenso delle piogge si estenderebbe infatti lungo il medio-basso versante tirrenico. Sul Lazio sono prospettati diffusamente 30-60 millimetri nei settori più coinvolti, con punte locali superiori; sulla Campania gli accumuli salirebbero a 40-80 millimetri, raggiungendo localmente 80-100 millimetri e oltre tra la fascia tirrenica e i rilievi esposti alle correnti umide.
In questo intervallo anche l’area di Napoli rientra nel settore interessato da precipitazioni consistenti, pur con differenze ancora da definire tra costa, pianura e zone collinari. Più a sud, il coinvolgimento della Calabria sarebbe irregolare, con apporti maggiori sul lato tirrenico rispetto a quello ionico.
La Sardegna vedrebbe un aumento delle precipitazioni, con quantitativi di circa 15-30 millimetri su diversi settori e massimi di 30-50 millimetri soprattutto lungo il versante orientale. Resterebbero invece più marginali gli effetti su buona parte della Sicilia, salvo precipitazioni locali sul settore orientale, e sulla Puglia, dove non si delinea un passaggio paragonabile a quello tirrenico.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
