La neve torna a cambiare il paesaggio delle Alpi occidentali, mentre una nuova fase instabile raggiunge il Nord-Ovest dopo il freddo dei primi giorni di novembre. Tra mercoledì 4 e giovedì 5 novembre le precipitazioni interesseranno soprattutto le montagne piemontesi, con fiocchi fino a quote di media montagna e apporti più consistenti sui versanti elevati. Il peggioramento coinvolgerà anche alcuni settori alpini più a nord e la Lombardia, ma con differenze nella quota delle nevicate.
A sostenere questa fase è una circolazione depressionaria sull’Europa occidentale, che richiama aria umida verso il Piemonte. Nella mattinata di mercoledì le precipitazioni hanno interessato soprattutto la fascia alpina e pedemontana tra Cuneese e Torinese, generalmente con intensità debole o moderata, mentre sulle pianure orientali i fenomeni sono rimasti più irregolari. La fase più attiva è attesa tra il pomeriggio e la serata del 4 novembre e la mattinata di giovedì 5.
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L’afflusso di aria più fredda favorirà un abbassamento del limite delle nevicate, previsto intorno ai 1000 metri sui rilievi delle province di Cuneo e Torino. Tra i comprensori interessati dalla neve con accumulo figurano Limone Piemonte, Prato Nevoso e Sestriere.
Più a nord, in Val Formazza e sui rilievi della Lombardia, il limite si collocherà indicativamente fra 1100 e 1200 metri. Queste quote descrivono l’altitudine fino alla quale sono attesi i fiocchi: gli spessori maggiori del manto si formeranno più in alto, dove le temperature favoriranno una maggiore permanenza della neve al suolo.
Accumuli fino a 40-50 centimetri: la fascia di quota interessata
Oltre i 1800 metri sulle Alpi occidentali sono previsti complessivamente 40-50 centimetri di neve fresca entro la conclusione dell’episodio del 4-5 novembre. Si tratta dell’apporto dell’intera fase perturbata, da distinguere dagli accumuli alle quote inferiori.
Per mercoledì 4 novembre, sui rilievi piemontesi e sulle Alpi Liguri sono indicati 10-20 centimetri oltre i 1200-1300 metri. Anche all’interno dello stesso settore montuoso, dunque, l’innevamento avrà caratteristiche diverse in funzione dell’altitudine, dell’intensità e della durata delle precipitazioni.
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Alle quote basse prevarrà invece la pioggia: sulle pianure di Piemonte e Lombardia e nell’entroterra ligure di Ponente sono attesi fenomeni deboli e intermittenti, con quantitativi indicativi di 5-15 millimetri in 24 ore. Il contrasto sarà quindi evidente tra i fondovalle più bassi, interessati dalle precipitazioni liquide, e le montagne, dove questa fase lascerà un nuovo manto nevoso.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
