In un panorama televisivo in costante evoluzione, Mediaset gioca d’anticipo e mette in moto una nuova strategia per rinnovare l’offerta del suo access prime time e preserale. L’obiettivo? Trovare nuovi volti e format capaci di raccogliere l’eredità – e soprattutto l’audience – di “Striscia la Notizia”, che dopo oltre trent’anni di onorato servizio, comincia a mostrare i segni del tempo. Ecco dunque che entrano in gioco tre nomi che sembrano voler incarnare un’idea di freschezza, versatilità e, soprattutto, appeal verso il pubblico giovane: Pierpaolo Pretelli, Fabio Rovazzi e Diletta Leotta.
Come svela in anteprima Santo Pirrotta nella sua newsletter Celebrity Watch per Vanity Fair, nei giorni scorsi a Cologno Monzese si sono tenute delle registrazioni top secret: Pretelli e Rovazzi hanno infatti girato (separatamente) due puntate pilota de La Ruota della Fortuna, lo storico format che fu di Mike Bongiorno e che Mediaset pare intenzionata a rispolverare in chiave moderna. A queste ore, inoltre, sarebbe in arrivo anche Diletta Leotta per registrare a sua volta una puntata zero dello stesso game show.
Un dettaglio non da poco: lo studio utilizzato era l’unico libero, e lo stesso Gerry Scotti – attuale volto della versione moderna del gioco – non verrà in alcun modo sostituito. Questo indica che, almeno per ora, il progetto non mira a rimpiazzare programmi consolidati, bensì a sondare nuove possibilità.
La scelta di puntare su volti noti ma “freschi” come Pretelli, Rovazzi e Leotta racconta molto della direzione che Mediaset vuole prendere. Non si tratta più solo di cavalcare la nostalgia – come si è fatto negli ultimi anni rilanciando programmi come La Talpa, Il Grande Fratello o Io Canto – ma di testare combinazioni nuove, capaci di mescolare memoria televisiva e sensibilità contemporanea.
Pierpaolo Pretelli, reduce dal successo mediatico del Grande Fratello VIP e attualmente impegnato a teatro con il musical Rocky, è uno showman in piena ascesa. Rovazzi, dal canto suo, è un artista poliedrico che ha dimostrato di sapersi muovere tra musica, cinema e televisione con uno stile personale e ironico. E poi c’è Diletta Leotta, volto ormai consolidato nel mondo sportivo e dell’intrattenimento, forte di una fanbase ampia e fedele.
Ma basteranno questi ingredienti per creare un nuovo successo televisivo?
Il vero nodo da sciogliere, a ben vedere, è l’access prime time. Striscia la Notizia, nonostante la fedeltà di un certo zoccolo duro di pubblico, non riesce più a imporsi come una volta. La concorrenza – soprattutto quella di Rai 2 con Stasera tutto è possibile di Stefano De Martino – è agguerrita e punta su un intrattenimento più fluido, dinamico e vicino al linguaggio dei social.
Ed è proprio De Martino, ex ballerino di Amici diventato conduttore di punta, l’esempio lampante di come si possa reinventare la figura del presentatore televisivo. Non più l’autorità distante di una volta, ma una guida empatica, sorridente, che dialoga con il pubblico e si muove con naturalezza tra gag e improvvisazione. In questa cornice, la mossa di Mediaset di testare volti giovani appare tutt’altro che casuale.
Ciò che colpisce di questa iniziativa non è solo la scelta dei nomi, ma l’intera logica sottesa: per una volta, Mediaset sembra voler uscire dalla comfort zone fatta di titoli storici, volti ultra-noti e format ultra-collaudati. Il test delle puntate zero è, in questo senso, un laboratorio per capire se il pubblico è pronto ad accettare nuovi linguaggi, nuove facce e nuovi ritmi. Ed è un segnale interessante anche per l’intero sistema televisivo italiano, spesso accusato – non a torto – di scarsa propensione al rinnovamento.
Chi tra Pretelli, Rovazzi e Leotta si aggiudicherà il ruolo di nuovo volto del preserale di Canale 5? È ancora presto per dirlo. Potrebbero anche emergere sorprese, o addirittura configurarsi una co-conduzione a tre, in perfetto stile varietà. Ma una cosa è certa: il fatto stesso che si stiano facendo questi esperimenti, in silenzio e senza clamore, è già di per sé una buona notizia. Significa che la televisione generalista non ha ancora rinunciato alla sfida dell’innovazione.
E chissà che da questa “Ruota che gira” non esca davvero il nome giusto per voltare pagina.