La formazione di una goccia fredda in quota sta determinando un quadro meteorologico particolarmente turbolento sulla Penisola, con condizioni di marcata instabilità destinate a protrarsi fino a fine settimana. Questo fenomeno atmosferico, generatosi dal distaccamento di un vortice ciclonico da un’ampia saccatura polare, interagirà con le correnti calde mediterranee innescando una sequenza di eventi precipitativi intensi accompagnati da significativi sbalzi termici.
L’analisi sinottica rivela come il blocco d’aria fredda in quota, attualmente posizionato sul Mediterraneo centro-occidentale, stia dirigendosi verso lo Stivale seguendo traiettorie meridionali. L’interazione tra la massa d’aria polare e i flussi umidi sud-occidentali ha già prodotto i primi effetti sulle regioni settentrionali, dove si registrano rovesci temporaleschi localmente intensi con apporti pluviometrici superiori ai 50 mm/h in Emilia-Romagna e Piemonte.
<pDinamica evolutiva e impatti territoriali
L’evoluzione barica dei prossimi giorni vedrà la goccia fredda approfondirsi ulteriormente, con minimo barico previsto a -12°C a 500 hPa entro martedì 25 marzo. Questo approfondimento favorirà la formazione di celle convettive organizzate lungo il settore prefrontale, in particolare tra Toscana e Lazio, dove i modelli prevedono accumuli termici CAPE fino a 1500 J/kg. La convergenza tra venti sciroccali al suolo e correnti occidentali in quota creerà condizioni ideali per lo sviluppo di supercelle temporalesche, con rischio di fenomeni estremi come downburst (raffiche fino a 90 km/h) e grandinate con chicchi di 4-5 cm di diametro.
<p<A partire da mercoledì 26, la struttura ciclonica inizierà a traslare verso sud-est, interessando progressivamente le regioni adriatiche e il Mezzogiorno. Sul versante tirrenico si assisterà a un parziale miglioramento, mentre l’instabilità si concentrerà su Abruzzo, Molise e Puglia settentrionale, aree dove le precipitazioni potranno raggiungere i 100-120 mm cumulati in 12 ore. La combinazione tra apporto umido mediterraneo e raffreddamento in quota (-25°C a 300 hPa) sosterrà l’attività elettrica, con densità di fulminazioni stimata oltre i 15 strike/km² nelle ore serali.
<pImplicazioni termiche e criticità idrogeologiche
Il transito del sistema depressionario comporterà un sensibile calo delle temperature, particolarmente accentuato sulle aree appenniniche centrali dove si prevedono valori termici di 8-10°C inferiori alle medie stagionali. L’isoterma zero gradi subirà un abbassamento fino a 1.800 metri slm, permettendo la comparsa di nevicate sulle principali vette dell’Appennino campano e lucano.
La Protezione Civile ha già dichiarato l’allerta arancione per rischio idrogeologico in Toscana nord-occidentale, dove i suoli presentano già un grado di saturazione idrica del 90%. Criticità minori (livello giallo) interessano invece il settore adriatico centro-meridionale, particolarmente esposto alle mareggiate causate dai venti di grecale che potranno raggiungere forza 7-8 sulla scala Beaufort.
<pTendenze a medio termine
I modelli deterministici ECMWF e GFS concordano sulla persistenza del pattern depressionario fino a venerdì 28 marzo, con possibile formazione di un nuovo minimo secondario sul Golfo Ligure che potrebbe prolungare l’instabilità nel weekend. L’indice di oscillazione nord-atlantica (NAO), attualmente negativo (-1.2), favorisce il mantenimento di configurazioni bariche bloccate, ritardando l’ingresso di strutture anticicloniche stabilizzanti.