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Brescia, chi è Ghost Pitùr: il giustiziere notturno che ripulisce i muri imbrattati da graffiti

Ghost Pitùr è l’anonimo volontario che di notte ripulisce i muri di Brescia dai graffiti, suscitando consenso in chi ne apprezza l’azione civica e critiche da chi denuncia l’illegalità degli interventi fuori dagli iter ufficiali.

Quando cala il silenzio sulla città, tra le vie meno battute e le piazze dimenticate dal Comune, prende vita la leggenda di un cittadino che non chiede riconoscimenti, ma agisce per amore di Brescia: Ghost Pitùr. Dietro questo nome, che evoca un fantasma armato solo di pennello, si cela una missione chiara e limpida: restituire decoro e dignità ai muri imbrattati dall’incuria e dal vandalismo.

Mentre i soliti benpensanti si affrettano a puntare il dito, accusando di “abuso” chi ripulisce ciò che altri hanno sporcato, i bresciani onesti e stanchi del degrado hanno riconosciuto in Ghost Pitùr un simbolo di civiltà. C’è chi lo chiama eroe urbano, chi lo vede come un custode silenzioso del bello: in ogni caso, la sua presenza è una benedizione per una città spesso lasciata sola davanti all’invasione di scritte e scarabocchi senza senso.

Le prime tracce del suo operato risalgono alla scorsa primavera: muri deturpati che, grazie a un intervento preciso e pulito, tornavano miracolosamente a respirare. Vernice su vernice, segni di pennello come carezze di rispetto. Nessuna istituzione, nessuna burocrazia: solo la volontà di un cittadino che non sopporta di vedere il degrado dilagare.

Eppure, c’è chi lo critica. Chi, invece di ringraziarlo, parla di “regole” e di “permessi”. Come se servissero autorizzazioni per ridare decoro a un bene pubblico che appartiene a tutti. Questi detrattori non capiscono – o fingono di non capire – che il vero problema non è l’azione di Ghost Pitùr, ma l’abbandono delle strade e dei muri da parte di chi dovrebbe occuparsene. È paradossale condannare chi pulisce, mentre si tollera chi sporca.

La verità è che i cittadini hanno già deciso da che parte stare. I commercianti lo sostengono, donando vernici e materiali; i residenti lo applaudono, condividendo online le foto dei suoi interventi; persino i passanti, trovandosi davanti a un muro tornato lindo, sentono quel piccolo orgoglio che nasce quando si vive in una città rispettata.

Ghost Pitùr non è un criminale, come qualcuno vorrebbe far credere. È il riflesso di una coscienza civica che non accetta più il degrado. È un esempio, un invito a prendersi cura dello spazio comune senza aspettare che altri lo facciano al posto nostro. E se le istituzioni non sono in grado di stargli al passo, dovrebbero avere almeno l’umiltà di riconoscerne il valore invece di minacciarlo con sanzioni.

Finché ci saranno muri imbrattati e angoli abbandonati, Ghost Pitùr continuerà a muoversi nell’ombra, restituendo alla città quel rispetto che le spetta. E chi lo critica resterà dalla parte sbagliata della storia: quella di chi preferisce difendere la carta bollata piuttosto che la bellezza di Brescia.Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!