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Sanremo 2026, Chi sono le Bambole di Pezza, la band tutta al femminile in gara

Le Bambole di Pezza sono una storica band punk rock tutta al femminile, nata a Milano nel 1997, attiva su temi femministi e contro la violenza di genere, che dopo quattro album, numerosi singoli e un’intensa attività live debutta tra i Big al Festival di Sanremo 2026 con la formazione composta da Cleo, Morgana Blue, Dani Piccirillo, Kaj e Xina.
Credit © Live Nation

Le Bambole di Pezza sono la punk rock band tutta al femminile che debutterà tra i Big al Festival di Sanremo 2026, inserita da Carlo Conti nella lista dei 30 artisti in gara annunciata in diretta al Tg1 per la 76ª edizione della kermesse, in programma dal 24 al 28 febbraio 2026 al Teatro Ariston. Un nome che al grande pubblico televisivo può apparire relativamente nuovo, ma che nella scena rock italiana rappresenta una realtà consolidata, con oltre vent’anni di attività, quattro album in studio, centinaia di concerti e un percorso fortemente caratterizzato da temi legati al femminismo, all’uguaglianza di genere e alla lotta contro la violenza e il sessismo.

La storia delle Bambole di Pezza affonda le radici nella seconda metà degli anni Novanta: il progetto nasce infatti a Milano nel 1997 da un’idea di Morgana e Aika, con l’obiettivo dichiarato di creare una band rock interamente femminile capace di unire l’urgenza del punk alle sonorità alternative e a una forte carica espressiva dal vivo. Dopo diversi cambi di formazione, il gruppo trova un assetto stabile all’inizio dei Duemila e approda all’etichetta indipendente Tube Records, con cui pubblica nel 2002 il primo album Crash Me, lavoro che impone le Bambole all’attenzione dell’ambiente punk rock italiano e le porta a un’intensa attività live.

Nel 2004 esce il secondo disco, Strike, pubblicato da Alternative Produzioni, che consolida il profilo della band con brani dal suono più maturo ma sempre aggressivo, mantenendo la combinazione di riff veloci, melodie dirette e testi che alternano rabbia, ironia e una chiara attenzione alle tematiche sociali e di genere. In questo periodo le Bambole di Pezza partecipano a numerose compilations dedicate al punk italiano e affrontano tour serrati, arrivando a superare decine di date all’anno e ad aprire i concerti di formazioni internazionali come gli Ska-P nel corso delle loro tappe italiane, oltre a presenze in programmi televisivi e in produzioni di fiction, come l’episodio “Il giorno del lupo” della serie Rai L’ispettore Coliandro.

Dopo la prima fase di attività, la band attraversa un periodo di pausa e riorganizzazione interna, comune a molte realtà indipendenti, che porta a uno stop prolungato e a un successivo ripensamento del progetto. Nel 2014 le Bambole di Pezza si ritrovano per celebrare i dieci anni da Strike, preludio a una vera e propria ripartenza che si concretizza negli anni successivi con una formazione rinnovata e la volontà di tornare in modo continuativo su palco e in studio. A trainare questa nuova fase sono soprattutto le due chitarriste storiche, Morgana Blue e Dani Piccirillo, che scelgono di dare nuova linfa al progetto coinvolgendo una generazione più giovane di musiciste, senza snaturare l’identità rock originaria.

La formazione attuale delle Bambole di Pezza, quella che salirà sul palco dell’Ariston nel 2026, è composta da Cleo (Martina Cleo Ungarelli) alla voce, Morgana Blue alla chitarra solista, Dani Piccirillo alla chitarra ritmica e ai cori, Kaj al basso e alle tastiere e Xina alla batteria e ai cori. Si tratta di un ensemble interamente femminile che unisce componenti storiche e nuove arrivate, accomunate da una formazione musicale solida e da una chiara consapevolezza del ruolo simbolico che una band di sole donne mantiene all’interno di una scena rock e di un festival mainstream tradizionalmente dominati da presenze maschili.

Sul piano stilistico, le Bambole di Pezza si muovono tra pop punk, punk rock e rock alternativo, con brani costruiti su chitarre incisive, ritmiche serrate e melodie vocali che puntano a un immediato impatto dal vivo. Le influenze dichiarate spaziano dal punk e riot grrrl degli anni Novanta alle esperienze rock italiane più recenti, con testi che affrontano tanto la sfera emotiva quanto questioni sociali, mantenendo una costante attenzione al punto di vista femminile. La band stessa ha più volte rivendicato l’intenzione di unire intrattenimento e contenuto, facendo sì che ogni brano e ogni concerto rappresentino anche un luogo di affermazione identitaria e politica, in particolare contro sessismo, stereotipi di genere e violenza sulle donne.

La discografia recente segna la definitiva riemersione delle Bambole di Pezza sulla scena nazionale. Dopo il ritorno sulle piattaforme digitali con singoli come “Favole (Mi hai rotto il caxxo)”, caratterizzato da un linguaggio diretto e da sonorità che aggiornano il loro storico pop punk ai codici di produzione contemporanei, e la cover di “Rumore” in omaggio a Raffaella Carrà, la band pubblica nel 2023 l’album “Dirty”, seguito nel gennaio 2025 da “Wanted”, opera che conferma la solidità del nuovo corso. Nel frattempo arrivano altri singoli, tra cui “Non Sei Sola” con Jo Squillo, pubblicato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e “Cresciuti male”, in collaborazione con J-Ax, che porta ulteriormente la band sotto i riflettori del grande pubblico.

L’attività live resta uno dei tratti distintivi delle Bambole di Pezza: nel corso degli anni il gruppo ha collezionato centinaia di concerti in tutta Italia, con esibizioni in club, festival e contesti istituzionali, arrivando ad aprire i live di formazioni come Mötley Crüe, Def Leppard, Sex Pistols ed Editors in occasione di grandi eventi all’aperto. Nel 2023 la band registra un sold-out all’Alcatraz di Milano in una serata legata alla Giornata contro la violenza sulle donne, mentre nel 2025 partecipa al Concertone del Primo Maggio a Roma e affronta un club tour primaverile che fa segnare numerosi tutto esaurito, confermando una base di pubblico solida e in crescita.

A Sanremo 2026 le Bambole di Pezza arrivano dunque con un bagaglio importante di esperienze e con una identità musicale definita, inserendosi in un cast che mescola grandi nomi del pop italiano, protagonisti della scena urban e proposte più marcatamente rock. Carlo Conti ha ufficializzato la loro presenza tra i 30 Big in gara insieme ad artisti come Tommaso Paradiso, Fedez e Marco Masini, Malika Ayane, Raf, Ermal Meta, J-Ax, Levante, Patty Pravo e molti altri, delineando un parterre volutamente eterogeneo in cui la band milanese rappresenta la componente punk rock e, soprattutto, una delle pochissime realtà completamente femminili.

Loro stesse hanno sottolineato, attraverso i social e in diverse interviste, la dimensione simbolica della partecipazione a Sanremo, definendo la presenza di una band di sole donne sul palco dell’Ariston come una responsabilità oltre che come un traguardo professionale, in grado di dare visibilità a un percorso costruito in gran parte nei circuiti indipendenti e nei live club. Il video della reazione alla notizia dell’annuncio in diretta Tg1, condiviso sui loro canali, restituisce l’immagine di un gruppo consapevole dei sacrifici richiesti da una lunga carriera e allo stesso tempo determinato a sfruttare l’occasione sanremese per portare sul grande schermo televisivo la propria idea di rock, il proprio immaginario e il proprio messaggio di autodeterminazione femminile.

Con il debutto a Sanremo 2026, le Bambole di Pezza entrano dunque nella storia recente del Festival come una delle prime band rock tutte al femminile a tornare in gara dopo anni di sostanziale assenza di formazioni simili tra i Big, occupando quello spazio che nel passato era stato, in ambito pop, delle Lollipop, e inserendosi in un processo di progressiva diversificazione del cast, sia sul piano stilistico che su quello della rappresentanza di genere. Il loro percorso, iniziato nella Milano dei concerti nei piccoli club di fine anni Novanta, passa ora per il palcoscenico più osservato della musica italiana, in continuità con un’attività che ha sempre coniugato radici punk, militanza e una costante tensione verso platee più ampie, senza rinunciare alla propria matrice interamente femminile e alla centralità dei temi legati ai diritti e all’autonomia delle donne. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!