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Sofia e Leonardo i nomi più amati dagli italiani nel 2025

Sofia e Leonardo confermano il primato nelle preferenze dei genitori italiani secondo i dati Istat di ottobre 2025.

Le preferenze onomastiche degli italiani raccontano una storia di trasformazione culturale profonda, dove tradizione e modernità si intrecciano in un equilibrio delicato. Secondo gli ultimi dati Istat aggiornati al mese di ottobre 2025, Sofia e Leonardo si confermano i nomi più amati dalle famiglie italiane per i propri figli, mentre Maria, regina indiscussa delle classifiche per oltre due secoli e mezzo, esce clamorosamente dai primi cinquanta posti più gettonati, segnando la fine di un’epoca nella storia dell’onomastica nazionale.

L’analisi dettagliata delle tendenze onomastiche, condotta dal linguista Enzo Caffarelli e pubblicata sul portale Treccani.it, offre una lettura approfondita dei fenomeni sociali, culturali e letterari che guidano le scelte dei genitori contemporanei, evidenziando come i nomi riflettano non soltanto mode passeggere ma vere e proprie trasformazioni nell’immaginario collettivo nazionale.

Sofia conquista il mondo con il suo significato universale

Sofia, nome di origine greca che significa “scienza” e “sapienza”, mantiene saldamente il primato femminile conquistato nel 2010, quando aveva detronizzato Giulia dopo diciotto anni di dominio ininterrotto. Il successo di Sofia non è circoscritto ai confini nazionali ma rappresenta un fenomeno globale che attraversa l’intero mondo occidentale. Nelle sue varianti internazionali Sophia e Sophie, il nome si classifica al primo posto sia in Europa che in America, confermando una tendenza che gli studiosi di onomastica definiscono “pandemica”, contrapposta al successo “endemico” di nomi come Giulia e Aurora, maggiormente legati al contesto italiano.

La diffusione planetaria di Sofia testimonia l’esistenza di valori condivisi che superano le barriere linguistiche e culturali. Il richiamo alla sapienza e alla conoscenza racchiuso nell’etimologia del nome risuona con particolare intensità in un’epoca caratterizzata dall’accesso universale all’informazione e dalla valorizzazione delle competenze intellettuali. Il nome ha registrato 4.636 nuove nate nel 2024, pari al 2,59 per cento del totale femminile, confermando una preferenza consolidata che resiste alle oscillazioni delle mode stagionali.

Aurora e Ginevra completano il podio femminile tra mitologia e leggenda

Al secondo posto della graduatoria femminile si colloca Aurora, con 4.265 nuove nate, nome che deve il proprio successo alla straordinaria ricchezza simbolica che racchiude. Aurora non evoca soltanto le prime luci dell’alba che annunciano il nuovo giorno, ma richiama anche la figura mitologica della dea latina Aurora, corrispondente alla greca Eos, che precedeva il Sole e diffondeva la luce sulla terra con il suo carro dorato. La dimensione mitologica si intreccia con quella letteraria e fiabesca, rendendo Aurora il nome della principessa protagonista de “La bella addormentata nel bosco” di Charles Perrault, ripresa successivamente dai fratelli Grimm e immortalata dal balletto di Čajkovskij del 1890 e dal celebre film Disney del 1959.

Il successo di Aurora ha innescato un fenomeno imitativo che ha portato alla crescita di altri nomi femminili coincidenti con il lessico comune, particolarmente quelli che richiamano colori e fiori. Viola, Azzurra, Celeste, Jasmine, Gelsomina, Iris, Margherita e Dalia rappresentano quella che gli studiosi definiscono la categoria dei “nomi trasparenti”, il cui significato immediato e diretto esercita un fascino particolare sulle famiglie contemporanee. Azzurra, in particolare, ha registrato una crescita significativa, sostenuta dall’anno d’oro dello sport italiano e dalla vittoria della nazionale di calcio agli Europei.

Ginevra, con 4.153 nuove nate, si posiziona al terzo posto della classifica femminile, portando con sé il fascino delle leggende arturiane e del ciclo cavalleresco medievale. Il nome evoca la figura della regina di Camelot, moglie di re Artù e amata da Lancillotto, protagonista di una delle storie d’amore più celebrate della letteratura medievale. L’originale gallese Gwenhwyfar, che significa “spirito bianco” o “fata bianca”, è stato adattato in italiano attraverso il medio inglese e il normanno, diffondendosi nella Penisola a partire dal XV secolo grazie ai poemi cavallereschi e alla leggenda toscana quattrocentesca di Ginevra degli Almieri.

Leonardo trascina Edoardo e Riccardo nella predilezione per i nomi germanici

Sul versante maschile, Leonardo mantiene incontrastato il primato conquistato nel 2018, con 6.580 neonati che hanno ricevuto questo nome nel 2024, pari al 3,47 per cento del totale maschile. L’analisi di Caffarelli evidenzia come Leonardo, con la sua caratteristica uscita in “-ardo”, abbia trascinato al secondo posto Edoardo con 5.819 nuovi nati e in decima posizione Riccardo, suggerendo una possibile predilezione per i nomi di origine germanica risalenti alle migrazioni dei popoli barbarici del primo Medioevo.

La questione dell’origine germanica di Leonardo risulta tuttavia più complessa di quanto appaia a prima vista. Il nome deriva da un termine germanico ricostruito in alto tedesco antico come Lewenhart, composto da “leon” (leone, probabilmente un prestito dal latino) e “hart” (forte, valoroso, coraggioso), con il significato complessivo di “forte come un leone” o “leone coraggioso”. La prima parte del nome corrisponde quindi alla forma greca o latina Leo/Leone, mentre soltanto il suffisso “-ardo” mantiene l’origine germanica, comune a nomi quali Bernardo, Contardo, Edgardo, Gerardo, Guiscardo, Leopardo, Medardo e naturalmente Riccardo ed Edoardo. Quest’ultimo, tuttavia, presenta una particolarità: il suffisso “-ardo” non vale “forte, robusto” come negli altri casi, ma significa “custode dei beni dell’esercito”, mentre Gerardo, che condivide pienamente l’origine germanica, resta relegato alla 165esima posizione.

L’ascesa di Edoardo risulta particolarmente significativa, essendo l’unico nome maschile tra i primi ventidue ad aver aumentato il proprio valore assoluto rispetto all’anno precedente, raggiungendo il 3,06 per cento del totale nazionale contro il 3,46 per cento di Leonardo. Gli analisti ritengono probabile un sorpasso già nel corso del 2025, anche se i dati ufficiali saranno disponibili soltanto nell’ottobre del 2026, confermando una tendenza che vede la continua evoluzione delle preferenze onomastiche italiane.

Enea e i nomi epici conquistano le nuove generazioni

Tommaso si colloca al terzo posto con 4.389 nuovi nati, seguito da Mattia al quarto, mentre Andrea si mantiene stabile tra i primi dieci. Una delle tendenze più significative emerse dall’analisi dei dati riguarda l’esplosione di Enea, figura della letteratura epica classica celebrata da Virgilio nell’Eneide ma ripresa anche in epoca medievale e moderna. L’eroe troiano, figlio del mortale Anchise e della dea Venere, protagonista delle peregrinazioni che lo condussero dalla distrutta Troia fino alle coste del Lazio dove avrebbe fondato la stirpe da cui sarebbero discesi Romolo e la gens Iulia, rappresenta un richiamo potente all’immaginario classico e all’epopea delle origini di Roma.

Il successo di Enea ha portato con sé quello di altri nomi epici quali Ascanio, nome del figlio dell’eroe troiano, Ettore e Achille, protagonisti della guerra di Troia narrata nell’Iliade di Omero, oltre a personaggi della Roma imperiale come Cesare, Flavio e Adriano. Questa tendenza testimonia un rinnovato interesse per la classicità e per i valori di coraggio, determinazione e destino glorioso incarnati dalle figure dell’epica antica, che sembrano rispondere a una ricerca di radici culturali profonde in un’epoca caratterizzata da rapidi mutamenti sociali.

I nomi biblici resistono con l’uscita in “-ele”

Una componente significativa della classifica maschile è rappresentata dai nomi di origine biblica ed ebraica, caratterizzati dall’uscita in “-ele”, derivante da Elohim, uno dei nomi di Dio nella tradizione ebraica. Gabriele all’ottavo posto, Samuele al diciottesimo, Michele al ventiseiesimo, Gioele al ventisettesimo, Emanuele al trentacinquesimo, Daniele al quarantasettesimo e Raffaele al quarantottesimo costituiscono quello che Caffarelli definisce uno “zoccolo duro” di nomi legati alla tradizione religiosa che mantengono una presenza costante nelle preferenze delle famiglie italiane.

Elia, pur non condividendo l’uscita in “-ele” ma appartenendo alla medesima tradizione biblica, registra una crescita significativa, posizionandosi tra i nomi in ascesa e confermando l’apprezzamento per nomi brevi, dal suono dolce e adatti a essere pronunciati in contesti internazionali. La persistenza dei nomi biblici testimonia la permanenza di un legame con la tradizione religiosa, anche se spesso la scelta avviene più per ragioni fonetiche ed estetiche che per motivazioni strettamente confessionali.

I nomi classici del Novecento resistono al Sud ma non al Nord

Uno zoccolo duro di nomi classici del Novecento continua a resistere, conservati soprattutto nel Meridione d’Italia e nei piccoli centri urbani. Andrea al decimo posto, Giuseppe al quattordicesimo, Antonio al quindicesimo, Pietro al diciannovesimo, Giovanni al ventunesimo, Marco al trentunesimo, Salvatore al trentatreesimo, Vincenzo al trentaquattresimo, Giorgio al trentanovesimo e Luigi al quarantaseiesimo rappresentano quella continuità con la tradizione onomastica novecentesca che sembra destinata a mantenersi nel tempo, analogamente a quanto avviene per i relitti di un’arca di Noè che galleggia sulle acque del cambiamento.

Francesco merita una considerazione particolare, mantenendo saldamente il secondo posto nella graduatoria nazionale e confermandosi nome preferito in regioni del Sud quali Molise, Puglia, Basilicata e Calabria. Il nome, derivante dal latino Franciscus che significa “appartenente al popolo dei Franchi” o “uomo libero”, deve la propria diffusione alla figura di San Francesco d’Assisi, il santo che incarna valori di umiltà, povertà e amore per il prossimo. La persistenza di Francesco nelle preferenze delle famiglie meridionali testimonia il radicamento di una tradizione che associa la scelta del nome alla devozione religiosa e al rispetto dei valori tramandati dalle generazioni precedenti.

Maria e Matteo fuori dai primi cinquanta: la fine di un’era

Il dato più eclatante emerso dall’analisi dei dati Istat riguarda l’uscita dai primi cinquanta posti di Maria e Matteo, nomi che per oltre due secoli e mezzo avevano dominato le classifiche nazionali. Maria, in particolare, era stata il nome femminile più diffuso in assoluto nel corso del Novecento, con oltre tre milioni di battezzate, rappresentando il simbolo per eccellenza della tradizione cattolica italiana. La devozione mariana, profondamente radicata nella cultura popolare della Penisola, aveva fatto di Maria una scelta pressoché obbligata per generazioni di famiglie, spesso utilizzato anche come secondo nome in composizioni quali Maria Chiara, Maria Grazia, Maria Rosa.

Il declino di Maria era iniziato già nel 1991, quando aveva ceduto il primato a Giulia, venendo poi spodestata dal secondo posto da Francesca nel 1993. Nel 2021 Maria occupava ancora la quarantunesima posizione con un numero significativo di nuove nate, ma il progressivo allontanamento dalla tradizione religiosa, unito alla ricerca di nomi più moderni e internazionali, ha portato alla sua definitiva uscita dai primi cinquanta posti. Analogamente, Matteo, nome di tradizione evangelica che rimanda a uno dei dodici apostoli e autore del primo Vangelo, ha subito una parabola discendente che lo ha portato fuori dalle posizioni di vertice, nonostante fosse stato tra i nomi più apprezzati nei primi due decenni del XXI secolo.

L’uscita di questi nomi dalla classifica rappresenta un fenomeno di portata storica, segnalando una trasformazione profonda nei riferimenti culturali e valoriali delle famiglie italiane. Non si tratta semplicemente di una questione di mode passeggere, ma di un mutamento nel rapporto con la tradizione religiosa e nell’apertura verso modelli culturali più laici e internazionali. Tuttavia, gli studiosi sottolineano come questi nomi mantengano comunque una presenza significativa nella popolazione complessiva, essendo stati così diffusi nelle generazioni precedenti da costituire ancora oggi una parte rilevante dell’onomastica nazionale.

La riscoperta del Medioevo tra letteratura e storia

Il Medioevo è divenuto un punto di riferimento centrale per le scelte dei genitori contemporanei, particolarmente nell’ambito femminile. Oltre a Ginevra, che richiama le leggende del ciclo arturiano, Beatrice si posiziona al sesto posto con 3.316 nuove nate, evocando inevitabilmente la figura della donna amata da Dante Alighieri, protagonista della Vita Nova e guida del poeta nel Paradiso della Divina Commedia. Il nome, che deriva dal latino Beatrix e significa “colei che porta felicità” o “colei che rende beati”, coniuga il fascino della tradizione letteraria medievale con un significato positivo e augurante.

Matilde, con 2.621 nuove nate, porta con sé il richiamo a Matilde di Canossa, la potente feudataria dell’XI secolo che convinse l’imperatore Enrico IV a chinarsi davanti a papa Gregorio VII durante la celebre umiliazione di Canossa del 1077. Il nome, di origine germanica, significa “forza in battaglia” e rappresenta un esempio di come la storia medievale possa offrire modelli femminili di forza, determinazione e potere politico. Ludovica, al settimo posto, ed Emma, al nono, completano questo quadro di riscoperta medievale, portando con sé suggestioni di regalità e nobiltà che sembrano rispondere a un bisogno di radicamento storico e identitario.

Giulia perde terreno mentre Vittoria avanza

Giulia, primatista assoluta dal 1991 al 2009 con l’interruzione di quattro anni favorevoli a Martina, Alessia e Sara, si trova oggi relegata al quinto posto dopo Vittoria, con 3.397 nuove nate contro le 3.893 di quest’ultima. Il nome, che richiama la grande famiglia romana Iulia, resa celebre da Giulio Cesare e che aveva come capostipite Iulo (altro nome di Ascanio, figlio di Enea), sta perdendo progressivamente terreno rispetto ad altre scelte maggiormente caratterizzate da significati trasparenti e immediatamente comprensibili.

Vittoria, al contrario, sta vivendo una fase di crescita costante, risultando tra i nomi che hanno registrato il maggior aumento di frequenza rispetto all’anno precedente. Il significato evidente di “vittoriosa” e “trionfante” esercita un fascino particolare su genitori che desiderano augurare ai propri figli una vita di successi e realizzazioni. La scelta di Vittoria rappresenta anche un esempio di quella tendenza ai “nomi trasparenti” che caratterizza l’onomastica contemporanea, dove il significato letterale del nome coincide con un concetto positivo e immediatamente riconoscibile.

I nomi internazionali conquistano le famiglie italiane

Una tendenza significativa emersa dall’analisi dei dati riguarda la crescita di nomi dal respiro internazionale, caratterizzati da brevità fonetica e facilità di pronuncia in diverse lingue. Emma, con 2.539 nuove nate, Mia, Noah, Liam, Gabriel e Chloe rappresentano questa categoria di nomi che riflettono l’apertura delle famiglie italiane verso modelli culturali globali e la volontà di scegliere nomi che possano essere facilmente pronunciati e compresi in contesti internazionali.

Noah, in particolare, ha registrato una crescita vertiginosa negli ultimi anni, passando da soli 18 nuovi nati nel 1999 a 1.386 nel 2023, sfondando la quota di mille nel 2021. L’aggiunta della “h” finale permette di distinguere il nome dalla forma italiana Noè, alleggerendo l’associazione con il personaggio biblico dell’arca e rendendo il nome più moderno e internazionale. Liam, variante irlandese di William, ed Enea seguono traiettorie analoghe, confermando come la globalizzazione culturale influenzi profondamente anche le scelte onomastiche più intime e personali.

Emma merita una considerazione particolare, essendo un nome di origine gotico-germanica che ha conosciuto una parabola di successo iniziata nei primi anni del XXI secolo. Occupava la cinquantanovesima posizione nel 2001 e ha raggiunto il massimo rango al quarto posto nel 2013, mantenendosi costantemente nella top ten dal 2010 a oggi. Il nome, che deriva dall’alto-tedesco antico “ermen” o “irmin” e significa “universale”, “grande” o “potente”, gode di fortuna in tutta Europa e negli Stati Uniti, confermando il carattere transnazionale delle tendenze onomastiche contemporanee.

Differenze regionali nelle preferenze onomastiche

L’analisi regionale dei dati evidenzia come le preferenze onomastiche varino significativamente sul territorio nazionale, riflettendo differenze culturali, tradizioni locali e gradi diversi di apertura verso la modernità. Leonardo risulta il nome preferito in quasi tutte le regioni del Centro-Nord, con le eccezioni dell’Umbria e della Provincia autonoma di Bolzano, oltre a essere primo in Sicilia, Abruzzo e Sardegna. Francesco mantiene il primato in Molise, Puglia, Basilicata e Calabria, mentre la Campania resta fedele ad Antonio, confermando il forte radicamento della tradizione cattolica e dell’uso dei nomi dei santi nel Mezzogiorno.

Sofia domina nel Centro-Nord con le eccezioni di Aurora in Liguria e Umbria, ed Emma nella Provincia autonoma di Bolzano, dove la tradizione tedesca influenza significativamente le scelte onomastiche. Al Sud, Sofia prevale in Abruzzo, Basilicata e Calabria, mentre Aurora è prima in Sicilia e Sardegna, e Giulia resiste in Molise, Puglia e Sicilia. Queste differenze geografiche testimoniano la persistenza di identità regionali forti che si riflettono anche nelle scelte più intime delle famiglie, nonostante i processi di omologazione culturale innescati dai media nazionali e dalla globalizzazione.

Le prospettive future dell’onomastica italiana

Gli studiosi di onomastica si interrogano sulle tendenze future, cercando di individuare quali nomi potrebbero succedere a Sofia e Leonardo nelle posizioni di vertice delle classifiche nazionali. Vittoria appare la candidata più probabile a subentrare a Sofia sul podio femminile, possibilmente dopo un interregno di Aurora, che si avvicina molto al primatista e potrebbe compiere il sorpasso già nei prossimi anni. Beatrice viene considerata un’altra possibile protagonista delle future classifiche, grazie al suo costante incremento di frequenza.

Per la top ten del prossimo futuro, gli unici nomi femminili ritenuti probabilissimi sono Camilla e Azzurra, ma gli analisti si attendono movimenti significativi anche di Diana, Nina, Ambra, Amelia e Diletta. Sul versante maschile, Edoardo appare destinato a superare Leonardo già nel corso del 2025, mentre nomi come Elia, Enea e Noah potrebbero continuare la loro ascesa, beneficiando sia del loro carattere internazionale sia del fascino delle radici storiche che evocano.

Gli esperti sottolineano come i percorsi dei nomi lungo la scala di ranghi e frequenze presentino andamenti differenti e spesso imprevedibili. Aurora, per esempio, ha impiegato quindici anni per passare dalla quindicesima posizione del 2001 alla seconda attuale, mentre Beatrice ha conosciuto un’ascesa relativamente lenta dal diciannovesimo posto del 2001 al quinto dopo vent’anni. Emma ha vissuto una parabola ancora diversa, partendo dal cinquantanovesimo rango a inizio secolo per raggiungere il massimo al quarto posto nel 2013. Viola ha conosciuto una traiettoria più breve e intensa, passando dal novantunesimoprimo posto del 2001 al tredicesimo del 2012, per poi ridiscendere al trentatreesimo nell’ultimo anno censito.

La complessità di questi percorsi testimonia come le scelte onomastiche riflettano l’intersecarsi di molteplici fattori: tendenze culturali di lungo periodo, mode passeggere alimentate dai media e dai personaggi pubblici, riferimenti letterari e cinematografici, influenze internazionali, ricerca di originalità contrapposta al desiderio di conformarsi alle scelte maggioritarie. L’onomastica si configura così come uno straordinario osservatorio delle trasformazioni sociali, culturali e valoriali che attraversano la società italiana contemporanea, offrendo una chiave di lettura privilegiata per comprendere come le famiglie si rapportano alla tradizione, alla modernità e alla costruzione dell’identità dei propri figli. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!