Una notte di disagi e tensioni ha travolto l’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo), uno degli scali più trafficati del nord Italia, dove un guasto tecnico al sistema di avvicinamento strumentale dell’Enav, aggravato da una fitta coltre di nebbia, ha costretto alla cancellazione o alla riprogrammazione di decine di voli tra sabato sera e domenica mattina. Il blocco è scattato poco prima delle 18, quando il malfunzionamento del sistema radar ha impedito agli aerei in arrivo di procedere con l’atterraggio in sicurezza, rendendo l’intera operatività dell’aeroporto estremamente complessa.
Le condizioni meteorologiche avverse hanno peggiorato ulteriormente la situazione: la nebbia ha ridotto la visibilità al di sotto dei limiti minimi previsti per le procedure manuali, rendendo impossibile ogni tipo di intervento alternativo fino al ripristino completo del sistema. Il blackout tecnico è stato risolto solo intorno alla mezzanotte, ma l’impatto sul traffico aereo è stato devastante: 63 voli in arrivo sono stati cancellati, ritardati o dirottati su altri scali, mentre 39 partenze sono state annullate o rinviate. A migliaia di passeggeri non è rimasta altra scelta che attendere per ore in aeroporto, spesso senza informazioni chiare e con assistenza limitata nei momenti iniziali dell’emergenza.
Le lunghe attese notturne hanno esasperato gli animi. In diversi casi si sono registrate tensioni tra passeggeri e personale di terra, tanto che è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per evitare che la situazione degenerasse. Numerosi viaggiatori hanno trascorso la notte nei corridoi dello scalo, accampati tra sedili e valigie, mentre altri hanno cercato alloggio in hotel nei dintorni o soluzioni alternative di trasporto, con costi spesso a proprio carico. Il disagio è stato particolarmente pesante per famiglie con bambini e per le persone anziane, che hanno affrontato ore di attesa in condizioni non sempre agevoli.
Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto di Bergamo, ha attivato il piano di emergenza previsto per casi di criticità, in collaborazione con la Protezione Civile di Dalmine. Sono stati messi a disposizione spazi di accoglienza, distribuiti generi di conforto e organizzati servizi di assistenza per agevolare i trasferimenti e la permanenza temporanea dei passeggeri. Un lavoro che ha permesso di tamponare una situazione eccezionale, ma che solleva interrogativi sulla tenuta del sistema aeroportuale in presenza di eventi tecnici e climatici combinati.
L’episodio riapre il dibattito sulla resilienza delle infrastrutture aeroportuali italiane e sui protocolli di comunicazione nelle emergenze, in un contesto in cui il traffico aereo è tornato ai livelli pre-pandemia e la pressione sugli scali è sempre più elevata. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
